ROMA Camping River — Nella serata di ieri un gruppo di nomadi accampati fuori dall’insediamento avrebbe lanciato sassi contro le forze dell’ordine. Ferito un poliziotto
ROMA Camping River — Nella serata di ieri un gruppo di nomadi accampati fuori dall’insediamento avrebbe lanciato sassi contro le forze dell’ordine. Tutto è cominciato intorno alle 22.00, quando una pioggia intensa si è abbattuta sulla Capitale. A quel punto, un gruppo di persone rimaste fuori dal campo nomadi sgomberato poche ore prima, avrebbe tentato di rientrare nell’insediamento.
Di fronte al blocco delle forze dell’ordine, costoro avrebbero iniziato a lanciare sassi contro la polizia ferendo un agente del gruppo X Mare di Ostia. L’uomo, ferito all’arcata sopraccigliare, è stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma, dove ha ricevuto una prognosi di 7 giorni.
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3Tor Marancia: svastica su targa commemorativa di un deportato nei campi di concentramento
Come romano che da anni vede la mia città scivolare nel declino, ogni nuovo atto di vandalismo mi colpisce dritto al cuore. Immaginatevi camminare per le vie di Tor Marancia, un quartiere che dovrebbe essere un orgoglio per la nostra storia, e imbattervi in una targa dedicata a Giovanni Tagliavini – un uomo che ha subito l'orrore dei campi di concentramento come Mauthausen – imbrattata da una svastica. Non è solo un simbolo di odio; è un segnale assordante del nostro fallimento collettivo, un'altra cicatrice su una Roma che molti di noi amiamo ma che sentiamo sempre più lontana e trascurata.
La notizia è cruda e dolorosa: la targa commemorativa di Giovanni Tagliavini, deportato e sopravvissuto all'inferno di Mauthausen, è stata vandalizzata con una svastica, mentre nelle vicinanze sono stati danneggiati pannelli informativi e fioriere. Questo episodio, riportato dai media locali, non è un fatto isolato ma l'ennesimo esempio di degrado urbano che affligge quartieri come Tor Marancia. Qui, dove la memoria storica dovrebbe essere custodita con cura, vediamo invece rifiuti accumulati, strade dissestate e spazi pubblici lasciati al loro destino. È successo di recente, e mentre l'amministrazione comunale promette indagini, la realtà è che questi atti non fanno che evidenziare un problema più ampio: l'abbandono di periferie che un tempo pulsavano di vita.
Ennesima tragedia sulla Laurentina: paziente muore dopo dimissioni dal Campus Bio-Medico
Come romano che cammina ogni giorno per le strade della mia città, mi si stringe il cuore di fronte a notizie come questa. Immaginate di imbattervi, per caso, in un corpo senza vita su una via trafficata, con ancora al polso il braccialetto di un ospedale. Non è solo una tragedia personale, è un grido che rispecchia il nostro quotidiano dolore: una Roma lasciata morire sotto il peso del neglect. Io, come tanti altri, mi sento tradito dall'amministrazione che dovrebbe proteggerci, ma che invece ci fa sentire invisibili.
La notizia è arrivata come un pugno allo stomaco: un cadavere è stato rinvenuto su via Laurentina, una delle arterie principali del quadrante sud della città, da alcuni passanti allarmati. Secondo le prime informazioni, il defunto indossava ancora il braccialetto identificativo del Policlinico Campus Bio-Medico, suggerendo che potrebbe trattarsi di una persona vulnerabile, forse un paziente o qualcuno in difficoltà. Le indagini sono in corso, e per ora non ci sono dettagli ufficiali, ma questo evento ha riacceso i riflettori su un quartiere che da anni geme sotto il peso del degrado urbano. Via Laurentina, con le sue buche, i marciapiedi dissestati e l'illuminazione precaria, è diventata il simbolo di un abbandono che costa vite umane.
Olimpiadi a Roma: Gualtieri spinge per la candidatura, ma Rocca avverte sulla prudenza
Come romano che vive ogni giorno il caos della mia città, non posso fare a meno di sentirmi deluso e arrabbiato quando sento parlare di grandi sogni come ospitare le Olimpiadi. Io, che inciampo nelle buche di via Appia o aspetto bus che non arrivano mai, mi chiedo: è questo il momento per rincorrere ambiziose manifestazioni internazionali, mentre i nostri quartieri cadono a pezzi? La notizia che il sindaco Roberto Gualtieri intravede "le condizioni" per portare i Giochi a Roma mi lascia un amaro in bocca, perché la percezione diffusa tra i romani è che le priorità siano completamente sbagliate.
Torniamo alla notizia: con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che si stanno chiudendo, il sindaco ha dichiarato di credere che Roma possa essere pronta per un'edizione futura. Parole che, sulla carta, suonano entusiaste e proiettate al futuro. Ma qui, tra le strade affollate e i marciapiedi dissestati, questa idea sembra un lusso che non ci possiamo permettere. Molti cittadini lamentano che, invece di pianificare eventi globali, l'amministrazione dovrebbe concentrarsi sul quotidiano. Pensateci: i rifiuti che si accumulano nei vicoli di Trastevere, le fontane storiche ridotte a pozze di acqua sporca, o i parchi pubblici invasi dalle erbacce. È questa la Roma che vogliamo mostrare al mondo?