Cronaca
Arresto a Tivoli Terme. Il 12 agosto scorso a Pomezia…

Nella giornata odierna, le due finte badanti ree di aver aggredito e rapinato un 80enne in data 12 agosto a Pomezia, sono state rintracciate e tratte in arresto a Tivoli Terme
L’uomo, un pensionato di 80 anni residente a Marina di Tor San Lorenzo, nel comune di Ardea, necessitando del supporto di una badante aveva contattato una delle due donne (entrambe 29enni e originare dell’ex Jugoslavia) tramite un annuncio rinvenuto su una rivista. Una volta presentatasi in casa in compagnia della complice, la donna ha convinto l’uomo a salire in macchina per andare a prendere un gelato. Le due malviventi hanno quindi simulato un problema alla macchina, fatto scendere l’uomo e chiesto allo stesso il cellulare con la scusa di chiamare i soccorsi. Quindi la furia: le due hanno aggredito l’anziano facendolo cadere in terra per poi sottrargli un anello d’oro e il portafogli contenente 800 euro, dileguandosi nell’immediato.
L’uomo è stato soccorso da alcuni passanti che l’hanno accompagnato presso la stazione dei carabinieri di Marina di Tor San Lorenzo per sporgere denuncia. Senza sosta, in questo senso, l’attività investigativa svolta dai militari, che in seguito a incessanti ricerche hanno rintracciato le responsabili nell’area di Tivoli Terme. Le forze dell’ordine hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico delle due donne, emessa dal tribunale di Velletri su suggerimento della locale Procura della Repubblica. Le pseudo-badanti sono state quindi tratte in arresto a Tivoli Terme e condotte presso il carcere femminile di Rebibbia.
Cronaca
Tragedia nella sede della Guardia di Finanza per uso nocivo della pistola d’ordinanza

Si è verificata una drammatica tragedia nella sede del comando generale della Guardia di Finanza a Roma, dove un finanziere di 26 anni è stato trovato morto martedì pomeriggio. Il giovane, originario di San Donato di Lecce, si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza. L’evento è avvenuto poco prima delle 13 e sul posto sono intervenuti polizia e agenti della scientifica per i rilievi.
L’uomo, che aveva un trascorso nell’Esercito e si era arruolato nella Guardia di Finanza solo un anno fa, ha sparato all’interno degli alloggi. Al momento, l’ipotesi principale è che si tratti di un gesto volontario, sebbene gli investigatori non abbiano trovato nei pressi della tragedia biglietti o messaggi d’addio.
In memoria del collega scomparso, il sindacato italiano lavoratori finanzieri ha espresso parole toccanti: “Alcune persone le incontriamo per caso. Alcune persone camminano pian piano accanto a noi senza far rumore. Alcune persone, anche se ci sono state vicine per poco tempo lasciano nella nostra vita un vuoto. Alcune persone rimangono nei nostri cuori per sempre. La morte non è la più grande perdita nella vita. La più grande perdita è ciò che muore dentro di noi mentre stiamo vivendo.”
Cronaca
Riflessioni sulla crisi delle panchine rosse e la necessità di un cambiamento urgente

«Qualcosa sta fallendo, non stiamo compiendo quel cambiamento culturale che serve. Sono sgomenta come donna e come madre», ha commentato Monica Lucarelli, delegata alle pari opportunità della giunta Gualtieri, a seguito del femminicidio di Ilaria Sula. La Lucarelli ha evidenziato la giovane età delle persone coinvolte, sottolineando che il femminicidio è intervenuto a un anno e mezzo dal caso Cecchettin e a poche ore dalla tragedia di Sara Campanella.
Urgenza di un cambiamento
La Lucarelli ha chiarito l’urgenza di un cambiamento culturale, affermando: «Con le chiacchiere non si salvano vite». Ha descritto un contesto in cui ogni quattro giorni viene uccisa una donna, invitando a rivedere l’educazione all’affettività nelle scuole sin dalla prima elementare. Secondo lei, molte famiglie non sono in grado di affrontare la questione e, pertanto, è fondamentale che la società assuma la responsabilità di educare le ragazze a riconoscere segnali di pericolo.
Necessità di risorse
Lucarelli ha richiesto la creazione di case rifugio e fondi adeguati per supportare le iniziative anti-violenza. In particolare, ha menzionato il progetto “A scuola di parità” e i recenti sviluppi dei servizi anti-violenza a Roma, che mirano a mettere in sicurezza le donne a rischio. Tuttavia, ha rimarcato che i numeri delle donne supportate sono ancora troppo bassi e ha sollecitato un maggiore investimento.
Consapevolezza e coinvolgimento
La delegata ha anche condiviso le sue esperienze di violenza tra giovanissimi, avvertendo che molti percepiscono come normale il controllo nei rapporti. La Lucarelli ha espresso preoccupazione per le dinamiche di violenza tra giovani, sottolineando che «dietro queste azioni c’è poca consapevolezza dei propri diritti». Infine, ha criticato i simboli e le celebrazioni che non portano a un reale cambiamento, affermando: «Se la mattina dopo un femminicidio ti senti cambiato. Non servono se diventano celebrazioni vuote solo il 25 novembre e l’8 marzo».
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