Il Consorzio di Tutela del Pecorino Sardo non sarà presente domani a Roma al tavolo di filiera sul prezzo del latte ovino per “il perdurare dello stato di agitazione che ancora oggi attraversa la Sardegna”.
La decisione arriva dopo la richiesta dei pastori, votata all’unanimità all’interno della bozza di intesa con le loro controproposte, di azzerare i Cda di tutti i Consorzi di tutela. Il presidente del Consorzio del Pecorino romano si è già dimesso. Non una chiusura totale, però. I vertici del Consorzio del Pecorino sardo avvertono: “Confermiamo la nostra disponibilità a sederci a tutti i tavoli che verranno. Purché i vertici del Consorzio del Pecorino sardo si ristabiliscano le condizioni del dialogo e si ragioni con serenità di strategie di filiera. Non solo dei problemi contingenti strettamente legati alla remunerazione della materia prima, in cui come Consorzio di tutela, come ben noto a tutti, non abbiamo ne’ possiamo avere alcun ruolo”.
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3Scontro per aule a Roma: scuole elementarie contro liceo arriva in Parlamento, priorità ai bambini
Come genitore romano, mi sveglio ogni mattina con un senso di rabbia e frustrazione, guardando i mie figli che si preparano per la scuola in mezzo a promesse spezzate e aule che sembrano un miraggio. Roma, la Città Eterna, sta diventando un luogo dove l'educazione dei più giovani passa in secondo piano, mentre l'amministrazione comunale si perde in priorità che non rispecchiano le necessità reali dei cittadini. Questa storia delle aule contese tra una scuola elementaria e un liceo nel quartiere di Cairoli-Tacito non è solo un episodio isolato, ma il simbolo di un degrado urbano che ci sta soffocando, lasciandoci soli a combattere per un futuro decente.
Al centro di questa vicenda c'è la disputa per le aule, come riportato da un papà esasperato: "Dopo l'interrogazione parlamentare e il documento del Municipio, rischiamo di restare ancora senza classi. Ma per noi è inammissibile". Questa testimonianza, emersa da una fonte locale, evidenzia come scuole elementarie e licei si contendano spazi che dovrebbero essere garantiti di diritto. I fatti sono chiari: nonostante interventi formali come interrogazioni e documenti ufficiali, le famiglie coinvolte continuano a vivere nell'incertezza. Bambini e adolescenti, che meritano ambienti sicuri e adeguati per imparare, si trovano invece di fronte a promesse non mantenute, con classi sovraccariche o addirittura inesistenti. Questa situazione non è nuova; quartieri come Cairoli-Tacito, già trascurati per anni, rappresentano il volto di una Roma dove il degrado urbano si manifesta nei marciapiedi dissestati, nelle scuole fatiscenti e nei servizi basilari che scarseggiano.
Tor Marancia: svastica su targa commemorativa di un deportato nei campi di concentramento
Come romano che da anni vede la mia città scivolare nel declino, ogni nuovo atto di vandalismo mi colpisce dritto al cuore. Immaginatevi camminare per le vie di Tor Marancia, un quartiere che dovrebbe essere un orgoglio per la nostra storia, e imbattervi in una targa dedicata a Giovanni Tagliavini – un uomo che ha subito l'orrore dei campi di concentramento come Mauthausen – imbrattata da una svastica. Non è solo un simbolo di odio; è un segnale assordante del nostro fallimento collettivo, un'altra cicatrice su una Roma che molti di noi amiamo ma che sentiamo sempre più lontana e trascurata.
La notizia è cruda e dolorosa: la targa commemorativa di Giovanni Tagliavini, deportato e sopravvissuto all'inferno di Mauthausen, è stata vandalizzata con una svastica, mentre nelle vicinanze sono stati danneggiati pannelli informativi e fioriere. Questo episodio, riportato dai media locali, non è un fatto isolato ma l'ennesimo esempio di degrado urbano che affligge quartieri come Tor Marancia. Qui, dove la memoria storica dovrebbe essere custodita con cura, vediamo invece rifiuti accumulati, strade dissestate e spazi pubblici lasciati al loro destino. È successo di recente, e mentre l'amministrazione comunale promette indagini, la realtà è che questi atti non fanno che evidenziare un problema più ampio: l'abbandono di periferie che un tempo pulsavano di vita.
Ennesima tragedia sulla Laurentina: paziente muore dopo dimissioni dal Campus Bio-Medico
Come romano che cammina ogni giorno per le strade della mia città, mi si stringe il cuore di fronte a notizie come questa. Immaginate di imbattervi, per caso, in un corpo senza vita su una via trafficata, con ancora al polso il braccialetto di un ospedale. Non è solo una tragedia personale, è un grido che rispecchia il nostro quotidiano dolore: una Roma lasciata morire sotto il peso del neglect. Io, come tanti altri, mi sento tradito dall'amministrazione che dovrebbe proteggerci, ma che invece ci fa sentire invisibili.
La notizia è arrivata come un pugno allo stomaco: un cadavere è stato rinvenuto su via Laurentina, una delle arterie principali del quadrante sud della città, da alcuni passanti allarmati. Secondo le prime informazioni, il defunto indossava ancora il braccialetto identificativo del Policlinico Campus Bio-Medico, suggerendo che potrebbe trattarsi di una persona vulnerabile, forse un paziente o qualcuno in difficoltà. Le indagini sono in corso, e per ora non ci sono dettagli ufficiali, ma questo evento ha riacceso i riflettori su un quartiere che da anni geme sotto il peso del degrado urbano. Via Laurentina, con le sue buche, i marciapiedi dissestati e l'illuminazione precaria, è diventata il simbolo di un abbandono che costa vite umane.