Cronaca
Di Maio sul ribasso delle bollette di luce e gas: “Aiuto alle famiglie”

Ribasso delle bollette di luce e gas. Il risparmio rispetto al 2018 ci sarà e, secondo il ministro Di Maio, rappresenterà un segnale importante soprattutto per le famiglie più deboli.
Il calo delle bollette per il prossimo trimestre deciso dall’Autorità per l’Energia è “un importante risultato che permetterà alle famiglie di risparmiare nella spesa per le bollette”. Questo quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico e vicepremier, Luigi Di Maio, sulla riduzione dei costi dell’energia in base all’aggiornamento trimestrale delle tariffe. Secondo Di Maio il provvedimento “avrà effetti positivi sui cittadini. In particolare quelli più deboli che potranno beneficiare nei prossimi mesi di un netto calo dell’importo delle bollette. Il Governo è impegnato, con le autorità del settore, a mettere in campo tutte le misure e i controlli necessari per tutelare i consumatori. Favorendo allo stesso tempo una politica di riduzione dei costi dell’energia elettrica e del gas. Nonostante si parli di aumenti in tutti i settori energia e gas diminuiranno sensibilmente nel prossimo trimestre. Si tratta di un segnale importante per le famiglie italiane che incoraggia verso scelte di politica energetica che fanno bene all’ambiente e non danneggiano i portafogli degli italiani”.
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Cronaca
Alemanno racconta il carcere tra lodi a Trump e la vita in cella

L’ex sindaco di Roma, arrestato la notte di Capodanno nell’ambito dell’inchiesta Mondo di Mezzo, ha condiviso i suoi pensieri con i collaboratori per i social media.
Riflessioni dall’interno
Il politico ha commentato l’esperienza in carcere, affermando: “Che esperienza, i detenuti ascoltano i dibattiti parlamentari”. Questo riflette un suo approccio al dialogo e alla partecipazione civica, anche in un contesto così critico come quello attuale.
La sua scelta di comunicare attraverso i social dimostra una volontà di mantenere un legame con il pubblico e affrontare la situazione con trasparenza.
Cronaca
Lazio: analisi di benessere e qualità della vita secondo Istat

ll Lazio presenta i livelli di benessere relativo più bassi tra le regioni del Nord e del Centro, con il 30% degli indicatori delle province collocati nelle due classi più elevate, rispetto al 45,6% del Centro e al 41,8% dell’Italia. È quanto emerge dalla seconda edizione del report BesT del Lazio diffuso dall’Istat, che delinea i profili di benessere equo e sostenibile delle regioni.
PUNTI DI FORZA
I punti di forza del Lazio si concentrano nella Sicurezza, con il 33,3% delle misure nella classe di benessere alta, e il 23,3% in quella medio-alta, senza nessuna provincia nella classe bassa. Nel 2022, il tasso di omicidi volontari è massimo nella città metropolitana di Roma (0,5 per 100mila abitanti) e nullo nella provincia di Rieti, risultando comunque inferiore a quello nazionale. La mortalità stradale in ambito extraurbano nel Lazio è di 3,3 morti ogni 100 incidenti, inferiore alla media nazionale di 4,3. Anche nel dominio Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, il Lazio ha un buon posizionamento, con il 33,3% degli indicatori nelle classi alta e medio alta. La regione vanta una ricca offerta culturale, con 302 strutture tra musei e monumenti, che rappresentano il 6,8% del totale nazionale.
DEBOLEZZE
Al contrario, i domini Paesaggio e patrimonio culturale e Innovazione, ricerca e creatività mostrano alti livelli nelle classi bassa e medio-bassa, rispettivamente del 86,7% e dell’80%. In particolare, nel dominio Innovazione, il Lazio registra 48,8 domande di brevetto europeo per milione di abitanti, significativamente inferiore alla media italiana di 102,9. Inoltre, la distribuzione del reddito è sotto la media nazionale: il 50% dei laziali ha un reddito annuo di almeno 17.300 euro, rispetto a 17.500 euro per l’Italia e 18.300 euro per il Centro. Anche il numero di servizi online è al di sotto della media nazionale, con solo il 33,2% dei Comuni che offre da uno a tre servizi interamente online.
LE PROVINCE
La città metropolitana di Roma si colloca nelle classi di benessere alta e medio-alta per quasi il 46,9% degli indicatori, con un vantaggio rispetto alla media regionale di 16,9 punti. Ha il reddito mediano più alto (18.000 euro) ma anche la maggiore disuguaglianza, con il 10% più ricco che guadagna almeno 38.400 euro, e il 10% più povero che si attesta su 5.500 euro. La provincia di Latina mostra la più bassa quota di indicatori nelle classi di benessere alta e medio-alta (15,7%) e tende a posizionarsi più frequentemente nelle classi basse. La provincia di Frosinone presenta il reddito mediano più basso (15.100 euro) e la minore dispersione.
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