OMICIDIO VANNINI Le motivazioni della sentenza finita nella bufera.
OMICIDIO VANNINI Le motivazioni della sentenza: “Antonio Ciontoli esplose colposamente un colpo di pistola che attinse Marco Vannini“. Così la prima Corte d’assise d’appello a Roma ha motivato la sentenza della condanna di cinque anni di reclusione ad Antonio Ciontoli, reo di aver ucciso il giovane Marco Vannini. La sentenza è finita nella bufera del polverone mediatico e popolare provocando migliaia e migliaia di polemiche. Si legge che: “Ciontoli ha consapevolmente e reiteratamente evitato l’attivazione di immediati soccorsi per evitare conseguenze dannose in ambito lavorativo” (l’uomo era membro delle forze armate, ndr). La condotta di Ciontoli “appare estremamente riprovevole sotto il profilo etico… ma il fatto di trovarsi alle prese con un imputato la cui condotta è particolarmente odiosa non può di per sé comportare che un fatto colposo diventi doloso. Nel rispetto del principio del favor rei, dunque, la condotta di Ciontoli va qualificata come sorretta da colpa cosciente. Vista la gravità della condotta tenuta dall’imputato, della tragicità dell’accaduto, all’assenza di significativi tratti di resipiscenza” la corte ha deciso per Ciontoli il massimo della pena stabilita per l’omicidio colposo, ovvero 5 anni.
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