Continuano i colpi di scena circa il fatto del carabiniere ucciso selvaggiamente nei giorni scorsi. L’aggressore ha scelto il suo avvocato
L’eterna pace Mario Cerciello Rega per il momento sembra non poterla avere. Troppi dubbi attorno alla sua morte e al tragico episodio che lo ha visto come vittima. Dopo le eichiarazioni dell’Arma, in cui si sottolinea che il carabiniere non aveva portato con sè la pistola, ecco una ltro colpo di scena. L’aggressore Hjorth ha scelto il suo avvocato che lo rappresenterà: sarà Francesco Petrelli, già noto all’Arma dei Carabinieri, per aver preso la difesa di Francesco Tedesco, implicato nel caso Cucchi e colui che accusò i suoi colleghi dell’Arma. Una scelta singolare e che sicuramente farà storcere il naso a qualcuno.
AGGRESSIONE SHOCK AD UN INFERMIERE AL PRONTO SOCCORSO TOR VERGATA
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3Omicidio Cerciello – Sarà processato il carabiniere che bendò Natale Hjort
Omicidio Cerciello - Il provvedimento è stato disposto dal pm Sabina Calabretta e dall'aggiunto Nunzia d'Elia, al termine dell'attività del Nucleo Investigativo dei Carabinieri. Il militare dovrà rispondere di "misura di rigore non consentita dalla legge". Una misura che, come hanno appurato le indagini, non ha però influito sull'interrogatorio, spingendo il giovane americano a confessare. Rinviato a giudizio, con l'accusa di falso, anche l'ex comandante della Stazione Piazza Farnese: raccontò infatti che la notte dell'omicidio, presso il pronto soccorso del Santo Spirito, Andrea Varriale, compagno di servizio di Cerciello, gli consegnò la pistola d'ordinanza. Versione smentita dalle indagini: quella notte infatti sia Varriale che Cerciello non avevano l'arma con sè. Un terzo militare dovrà invece rispondere di abuso d'ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà: sarebbe stato lui infatti a scattare la foto di Hjorth bendato e a pubblicarla poi su almeno su due gruppi Whatsapp. A suo carico inoltre la violazione del segreto d'ufficio: avrebbe infatti fornito "specifiche indicazioni sui primi risultati investigativi ottenuti".
CASO CERCIELLO REGA Il medico legale: “Fatali 2 colpi”
Delle 11 coltellate sferrate, due sono state quelle che hanno poi portato alla morte il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma nel luglio del 2019. Lo ha detto oggi in aula il medico legale. Il medico legale ha riferito di "undici lesioni, tutte simili tra loro" e "due sono quelli che hanno determinato l'accelerazione dello choc emorragico e quindi la morte di Cerciello Rega". Il professionista ha precisato che si tratta dei colpi "assestati al cavo ascellare di destra, che ha interessato l'arteria, e quello che ha attraversato l'emitorace sinistro".
OMICIDIO CERCIELLO REGA Pusher informatore dei carabinieri
Nel corso del processo per l'omicidio di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere ucciso con 11 coltellate nel luglio 2019, è stato depositato un verbale rimasto segreto per circa un anno contenente nuove rivelazioni. Nel documento, contenete le dichiarazioni di un militare dell'Arma risalenti a settembre, viene spiegato che il presunto pusher Italo Pompei, il quale avrebbe dovuto consegnare la droga ai due americani, era un informatore dei carabinieri. Il verbale è stato acquisito ieri dagli avvocati incaricati di difendere i due americani.