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AMA — Il nuovo Cda si dimette dopo tre mesi

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AMA — Il nuovo Cda si dimette dopo tre mesi

AMA — Nella giornata odierna si è dimesso il Cda della municipalizzata dei rifiuti, insediatosi tre mesi fa. Come atteso da qualche giorno, durante una riunione convocata all’ora di pranzo presso il quartier generale dell’azienda, la presidentessa Luisa Melara, l’ad Paolo Longoni e il consigliere Massimo Ranieri hanno rassegnato le proprie dimissioni dopo aver ricevuto l’ennesimo “no” da Roma Capitale circa l’approvazione del bilancio 2017 e dopo essersi visti rifiutare un confronto con la sindaca di Roma Virginia Raggi. Il cda si era insediato in data 19 giugno 2019 dopo che a febbraio la giunta capitolina aveva mandato via il precedente management, con a capo Lorenzo Bagnacani, alla luce dei contrasti relativi al bilancio consuntivo del 2017 dell’azienda. Nel periodo di intermezzo tra le due gestioni, la sindaca aveva nominato amministratore unico il direttore operativo di Ama Mauro Bagatti. Con l’addio di Longoni si registra dunque il settimo cambio alla guida di Ama in poco più di tre anni.

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La Lazio giocherà allo Stadio Flaminio. La decisione ufficiale del Comune di Roma

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La Lazio giocherà allo Stadio Flaminio. La decisione ufficiale del Comune di Roma
La Lazio giocherà allo Stadio Flaminio. Se non è certo, poco ci manca. Infatti nella notte è arrivata la comunicazione ufficiale del Comune di Roma sull’impianto sito a due passi da piazza del Popolo.
Con una delibera votata all’unanimità dalla Giunta, Roma Capitale ha approvato il mancato riconoscimento del pubblico interesse per il progetto di fattibilità sullo Stadio Flaminio presentato da Costruzioni Civili e Commerciali S.p.A., in qualità di mandataria del R.T.I. costituito con la Rubner Holzbau S.r.l. e la S.S.D. Roma Nuoto a.r.l.
Non solo manca l’interesse pubblico nella proposta della Roma Nuoto, ma anche la riduzione dei posti e la realizzazione di attività commerciali non sono stati valutati positivamente dalla giunta capitolina. Come si legge nel comunicato “La proposta non restituisce alla città la funzione primaria per la quale la struttura è stata progettata, quella di Stadio; non valorizza la vocazione di ‘grande impianto sportivo’ in grado di ospitare manifestazioni sportive nazionali e internazionali; depotenzia le potenzialità dello stadio quale polo attrattore culturale”. La proposta depotenzia le funzionalità dello Stadio in virtù della riduzione del numero dei posti, dai 42 mila originari a 7500, e dell’introduzione di funzioni di carattere commerciale” con una rete “costituita da una struttura di vendita di 2.500 metri quadrati ed altre aree di vendita”.
Lo stadio Flaminio deve continuare a essere un impianto per il calcio e non un impianto polifunzionale, “Da grande stadio d’interesse nazionale, il Flaminio sarebbe stato trasformato in “un impianto polifunzionale” con una “pluridisciplinarità delle attività sportive previste, le quali, peraltro non arricchiscono l’offerta sportiva del quadrante territoriale di riferimento”, uno dei più forniti di Roma in termini di strutture e servizi per lo sport: una preziosa eredità delle Olimpiadi del 1960.” Conclude il comunicato ufficiale del Comune di Roma.
Una notizia che di fatto consegna lo Stadio Flaminio alla Lazio di Claudio Lotito e che sicuramente farà felici i tanti tifosi della prima società romana che proprio in questo quadrante della città ha visto nascere la società più vecchia della città eterna.
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Ilaria Sula uccisa con tre coltellate al collo: l’autopsia rivela che avrebbe tentato di difendersi

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Ilaria Sula uccisa con tre coltellate al collo: l’autopsia rivela che avrebbe tentato di difendersi

La notizia della morte di Ilaria Sula ha scosso la comunità di Roma, dove la giovane donna è stata trovata senza vita a causa di tre coltellate al collo. Secondo quanto emerso dall’autopsia, Ilaria avrebbe provato a difendersi prima di soccombere all’aggressione. La vicenda ha sollevato un’ondata di indignazione e preoccupazione tra i cittadini, che si chiedono come sia possibile che tali episodi di violenza continuino a verificarsi nelle nostre strade.

La reazione della comunità

La morte di Ilaria Sula ha scatenato un dibattito acceso sui social media, con molti che si chiedono se le istituzioni stiano facendo abbastanza per proteggere i cittadini. Commenti come “Ma dove viviamo, nel Far West?” e “La sicurezza è un miraggio” sono diventati virali, riflettendo il malcontento generale. La comunità è in attesa di risposte concrete dalle autorità, sperando che giustizia sia fatta e che si prendano misure per prevenire ulteriori tragedie.

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