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FUGGONO DA UN POSTO DI BLOCCO. ARRESTATI DUE NOMADI DOPO INSEGUIMENTO. 93 CHILI DI DROGA

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FUGGONO DA UN POSTO DI BLOCCO. ARRESTATI DUE NOMADI DOPO INSEGUIMENTO. 93 CHILI DI DROGA

LA CRONACA DI ROMA – LAURENTINA – FUGGONO AD UN POSTO DI BLOCCO. BLOCCATI DUE NOMADI DOPO UN LUNGO INSEGUIMENTO. TRASPORTAVANO 93 CHILI DI MARIJUANA.

La scorsa notte, due nomadi con l’auto piena di marijuana hanno cercato di seminare le “gazzelle” dei Carabinieri senza successo. Uno di origini bosniache e l’altro di origini kosovare, entrambi di 53 anni e con diversi precedenti penali, domiciliati presso il campo nomadi di via di Salone, al termine di un lungo e pericoloso inseguimento sono stati arrestati dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento di veicolo militare in concorso.

I due mentre viaggiavano sulla via Laurentina sono incappati in un posto di controllo dei Carabinieri e all’alt impostogli dai militari hanno proseguito schiacciando il piede sull’acceleratore, dando inizio ad un lungo inseguimento, per le vie cittadine e sul GRA.

I Carabinieri hanno subito chiesto ausilio alla Centrale Operativa del Gruppo di Roma, che ha fatto convergere altre pattuglie del Nucleo Radiomobile di Roma.

Durante la fuga i due hanno più volte compiuto manovre pericolose e sorpassi azzardati finché giunti all’altezza dell’uscita Casilina sono stati costretti a bloccarsi. Scesi dal mezzo hanno cercato di fuggire a piedi ma sono stati definitivamente bloccati ed ammanettati.

A seguito della perquisizione veicolare i militari hanno rinvenuto e sequestrato 13 sacchi neri contenenti 93 chili di marijuana. Il mezzo intestato ad un prestanome è stato sequestrato.

I due, dopo l’arresto sono stati portati presso il carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Wakeman presenta un concerto solista al pianoforte degli Yes

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Wakeman presenta un concerto solista al pianoforte degli Yes

Un’ultima notte da solo al pianoforte, come ha fatto per una vita. Poi basta. Rick Wakeman, storico tastierista britannico già membro degli Yes del periodo d’oro, gli anni Settanta, dice addio a questo tipo di concerti.

Il saluto di un’icona della musica

Wakeman ha comunicato la conclusione della sua carriera dedicata a concerti solisti, dopo aver deliziato i fan con le sue esibizioni per anni. I suoi concerti hanno sempre rappresentato una fusione di virtuosismo e passione, rendendoli un’esperienza unica per il pubblico.

Un legame con il passato

Noto per il suo lavoro con gli Yes, Wakeman ha segnato un’era della musica rock progressive. Ora, con il suo ritiro dai concerti al pianoforte, si chiude un capitolo che ha incantato generazioni di ascoltatori.

Il futuro della musica per Wakeman

La decisione di Rick Wakeman segna un cambio significativo nella sua carriera. Sebbene chiuda questa porta, il suo contributo alla musica rimarrà impresso nella storia. Il tastierista promette di continuare a essere presente nel panorama musicale, ma con modalità diverse.

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Truffa dei permessi di soggiorno per madri straniere

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Truffa dei permessi di soggiorno per madri straniere

Un papà italiano per garantire alle neomamme straniere il permesso di soggiorno: è questo il meccanismo rivelato da un’indagine condotta dal commissariato Viminale. Tre donne sudamericane avevano coinvolto due senza tetto e un pregiudicato nel ruolo di padri improvvisati per i loro figli, presentandosi negli uffici anagrafici degli ospedali per dichiarare la paternità. Gli investigatori hanno scoperto una rete di sfruttamento che traeva vantaggio dalla vulnerabilità degli uomini coinvolti, offrendo in cambio denaro, pasti e sigarette.

LA BANDA

Il principale artefice del raggiro è Simeone Halilovic, 53 anni, soprannominato Kojak, che si occupava di reclutare i falsi padri e definire i compensi. Al suo fianco operavano Daniele Amendolara, 35 anni, e Settimio Possenti, 55 anni, entrambi con precedenti penali. A supportare l’inchiesta c’è anche un clochard, testimone chiave che, dopo aver subito minacce, ha fornito testimonianze cruciali. Halilovic aveva convinto il clochard a dichiararsi padre di un bambino, mentre la madre, una cittadina venezuelana di 33 anni, lavorava come escort.

IL DNA

Le indagini hanno portato alla raccolta di prove biologiche grazie alla collaborazione del clochard, che temeva per la propria vita. Halilovic, dopo aver appreso della sua collaborazione con gli inquirenti, ha tentato di rintracciarlo, dichiarando: «Se lo trovo lo taglio». Gli agenti hanno scoperto che le madri erano in realtà conviventi con i veri padri dei bambini, portando alla luce un complicato sistema di false dichiarazioni. I test del DNA hanno confermato la verità riguardante le paternità, e per Halilovic e i suoi complici sono scattate misure restrittive, mentre le tre donne sono state poste agli arresti domiciliari. Il clochard, che ha assistito le forze dell’ordine, non è stato colpito da misure cautelari.

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