Cronaca
ROMA TBM Allacci abusivi ad acqua e luce: arresti e denunce

ROMA TBM Allacci abusivi ad acqua e luce: arresti e denunce.
ROMA TBM Allacci abusivi ad acqua e luce. A scoprirli, durante alcuni controlli nel quartiere, i Carabinieri della Compagnia di Frascati, con la collaborazione della Polizia Locale di Roma Capitale, dei tecnici ATER Roma e ACEA ATO 2. Il bilancio conta 3 persone arrestate e altre 12 denunciate per allacci abusivi alle rete elettrica e idrica.
Un’attività antidroga ha permesso invece di scoprire, in largo Ferruccio Mengaroni, un romano di 24 anni in possesso di diverse dosi di stupefacente. Nullafacente e con precedenti, è stato sorpreso dai Carabinieri in borghese mentre con fare sospetto si aggirava nei pressi di una nota piazza di spaccio. Perquisito personalmente, i militari gli hanno trovato addosso 10 dosi di eroina, 4 dosi di cocaina e 280 euro in contanti.
In manette sono finiti anche altri due romani, di 45 e 47 anni, poi tradotti in carcere per esservi custoditi cautelarmente. Come accertato dai Carabinieri durante numerosi controlli, i due, già sottoposti agli arresti domiciliari, hanno infatti ripetutamente violato la misura.
Sono stati inoltre ripetuti, ad opera dei Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca, insieme agli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale e del personale tecnico dell’Acea e dell’Ater, controlli negli stabili ai civici 30 e 50 di via Santa Rita da Cascia. Qui sono state riscontrate decine di allacci abusivi, sia alla rete elettrica che a quella idrica, costati la denuncia a piede libero a 12 persone con l’accusa di furto aggravato.
Cronaca
Quando ha saputo che aveva ucciso Ilaria, sono rimasto paralizzato: la confessione choc del killer

In un drammatico sviluppo del caso di Ilaria Sula, la giovane di 22 anni trovata uccisa e abbandonata dentro una valigia nelle campagne di Capranica, Prenestina, emergono dettagli sconvolgenti. Mark Samson, il fidanzato della vittima, ha confessato l’omicidio, lasciando senza parole chi lo conosceva bene. «Non ne voglio parlare» gli aveva scritto Mark il giorno della scomparsa di Ilaria, come rivelato da Lorenz Miranda, 23 anni, amico intimo di Samson, quasi un fratello. Lorenz non avrebbe mai immaginato che Mark potesse essere colpevole e ha rispettato il suo silenzio.
La reazione alla confessione
«Non riesco ancora a crederci. Io e Mark siamo cresciuti insieme, facevamo tutto insieme: scuola, feste, basket. Persino la nostra prima macchina l’abbiamo comprata nello stesso momento dopo tanti risparmi messi da parte. Mia madre lo considerava un figlio. Quando ha saputo che era stato lui ad uccidere Ilaria ha pianto, io sono rimasto paralizzato. Ho dovuto chiedere il permesso dal lavoro e uscire a fare una passeggiata. Ancora oggi non riesco a realizzare», ha raccontato Lorenz, visibilmente scosso dalla notizia.
L’amicizia e la conoscenza di Ilaria
«Le nostre famiglie sono entrambe filippine e nel nostro ambiente ci conosciamo un po’tutti. Poi abitiamo vicino, lui quartiere Africano, io in quello Trieste. Ma l’amicizia vera è nata al liceo. Passavamo insieme tutti i pomeriggi. Lui dormiva da me. Poi, con il lavoro, ci siamo visti un po’ meno, ma il legame è rimasto», ha spiegato Lorenz, descrivendo la profondità del loro rapporto. Conosceva anche Ilaria, dato che Mark la portava spesso alle uscite del loro gruppo, i ‘Cecchini boyz’. «Sì, stavano insieme da più di un anno. Lui ogni tanto la portava alle uscite del nostro gruppo: i ‘Cecchini boyz’ così ci chiamiamo, siamo molto uniti. E lui era premuroso con lei, quando tornava da Terni per esempio la andava a prendere alla stazione. Sembrava felice», ha aggiunto.
Gli ultimi giorni e la scoperta
Negli ultimi tempi, Lorenz non aveva notato nulla di strano, dato che era a Capri per lavoro. «No. Anche perché da 7 settimane mi trovo a Capri per lavoro, sono tecnico di condizionatori. Quindi non ho più visto Ilaria. Ho letto della sua scomparsa il 30 marzo, mentre ero al campetto da basket a Roma, ma Mark non c’era. Gli ho scritto subito per sapere come stava e mi ha risposto con freddezza: “Non ne voglio parlare”. Ho deciso di lasciarlo in pace, pensando fosse solo molto preoccupato». Tuttavia, il 31 marzo, Lorenz ha incrociato l’auto di Mark a Roma, ma la risposta di Mark è stata vaga e distante. «Sì. Ero in macchina sulla Batteria Nomentana intorno alle 8 del mattino, io andavo a lavoro e ho riconosciuto la sua auto. Lui stava andando verso Piazza Sempione. Gli ho scritto subito: “Bro dove vai così presto? Ti ho incrociato”. Mi ha risposto dopo unорах, ma in modo vago. Ho cercato di offrirgli supporto, dirgli che c’ero, ma lui mi ha liquidato la sera tardi con un: “Non ne voglio parlare, voglio stare solo. Grazie comunque”.
Ilaria Sula è stata uccisa con tre coltellate al collo, e l’autopsia ha confermato che è morta per shock emorragico. Mark Samson ha commesso l’omicidio mentre i suoi genitori erano in casa, e ora si pone la questione di cosa rischino il padre e la madre dello studente filippino, dato che la stanza del delitto è stata ripulita. La notizia della confessione di Mark ha iniziato a circolare nei gruppi di amici, lasciando tutti increduli e senza parole.
Cronaca
Recidivo prende a calci e sputi gli agenti di polizia: uomo arrestato due volte in 24 ore per comportamento oltraggioso

Picchia gli agenti che gli chiedono il documento: processato, condannato e rimesso in libertà il giorno dopo, torna in strada e li picchia ancora: arrestato due volte in 24 ore. È successo alla stazione Termini di Roma, dove un uomo di origini somale, mercoledì aveva mandato in ospedale un agente impegnato nei controlli in piazza dei Cinquecento.
Il poliziotto gli ha chiesto i documenti. L’uomo l’ha aggredito prendendolo a calci e sputi, causandogli una frattura giudicata guaribile in 30 giorni. Arrestato e giudicato per direttissima, è stato condannato a otto mesi con pena sospesa. Dopo l’udienza è tornato a Termini, è incappato subito in un nuovo controllo e ha aggredito per la seconda volta gli agenti.
Solidarietà agli agenti feriti
Il segretario del Silp Cgil di Roma e Lazio Massimo De Angelis testimonia solidarietà agli agenti feriti: “I poliziotti sono vittima di un sistema che purtroppo non è efficiente – dice – serve lavorare per una maggiore collaborazione tra tutte le articolazioni del sistema di sicurezza e per rendere alcune pene più certe”. Perché continua De Angelis, “i nostri poliziotti devono essere messi nelle condizioni di operare, sempre nel rispetto dei diritti della persona, sempre attuando leggi che già ci sono”.
Commento: Ecco il risultato di un sistema giudiziario che sembra più un gioco di ruolo che una vera giustizia. Meno male che c’è chi ancora si preoccupa per i nostri agenti, anche se sembra che il sistema li lasci sempre più soli.
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