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Cronaca

ROMA Droga – 13 pusher in manette. Maxi sequestro di sostanze e soldi

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ROMA Droga – 13 pusher in manette. Maxi sequestro di sostanze e soldi

ROMA Droga – 13 pusher in manette. Maxi sequestro di sostanze e soldi.

ROMA Droga – E’ questo il risultato di un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti messo in campo dagli agenti della Polizia di Stato del Reparto Volanti, dei commissariati della Capitale e della Squadra Mobile in diversi quartieri romani.

In zona Portuense, gli agenti della Polizia di Stato del Reparto Volanti, del commissariato San Paolo e del commissariato Colombo, hanno arrestato tre persone: C.M. italiano di anni 39, G.S. italiano di anni 28, P.A. italiano di anni 31. Le manette ai loro polsi sono scattate a seguito di un intervento per persona in escandescenza in appartamento. C.M ha aperto la porta ai militari, i quali hanno trovato G.S. seduto in terra con vicino numerose tracce di sostanza stupefacente. Rinvenute 103 pasticche di ecstasy, 10,7 grammi di Ketamina e 13,58 grammi di MDMA, oltre a 280 Euro in banconote di vario taglio. Un mix di sostanze stupefacenti ha invece costretto P.A. ad essere trasportato in codice rosso – da personale del 118- presso l’ospedale San Camillo. Qui l’uomo è stato curato dai sanitari, che lo hanno successivamente dimesso.

A Torrevecchia gli investigatori del commissariato Aurelio, durante un servizio di contrasto del fenomeno dello spaccio di droga, hanno arrestato M.A. italiano di anni 19 e E.B italiana di anni 20. Proprio quest’ultima, durante i controlli, ha estratto dal reggiseno un involucro contenente 38,8 grammi di marijuana e 115 euro in contanti. Nell’abitazione di M.A. sono stati invece scoperti altri  38,5 grammi della stessa sostanza.

Passiamo a Tor Bella Monaca, dove i poliziotti dei Falchi della Squadra Mobile di Roma, nel corso dei consueti servizi tesi al contrasto del fenomeno dello spaccio di stupefacenti, hanno arrestato C.M.  italiano di anni 36. L’uomo è stato trovato in possesso di 20,6 grammi di cocaina e 2150 euro in contanti – provento dello spaccio.

Nei pressi della Stazione Termini, invece, precisamente in via Einaudi, gli agenti del commissariato Viminale hanno fermato un’auto con a bordo B.J.F, 36 anni originario della Colombia e cittadino italiano, e F.G.M.A, 40 anni nativo dell’Argentina e cittadino spagnolo. Dopo aver trovato della droga, i poliziotti hanno perquisito la loro camera d’albergo. In tutto sono stati sequestrati circa 2 etti di marijuana e 54 mila euro in contanti. I 2 sono stati arrestati e posti a disposizione della  magistratura.

In zona Medaglie d’Oro, gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Monte Mario, durante i controlli del territorio disposti dalla Questura, hanno arrestato due persone: D.D. uomo italiano di 26 anni e S.C. donna italiana di 32 anni. La coppia è stata infatti trovata in possesso di diverse dosi  di shaboo , oltre a circa di 138 euro.

In via Merulana gli agenti del commissariato Esquilino, durante un controllo in un’abitazione, hanno pizzicato un altro pusher, un 52enne. Sorpreso dall’arrivo dei poliziotti, ha provato a sottrarsi all’arresto nascondendo 5 dosi di cocaina negli slip. Nel corso dell’attività è stata sequestrata anche sostanza da taglio e denaro contante. 

E’ stato invece fermato per un controllo dagli agenti del Reparto Volanti, B.R., 38enne, con diversi precedenti di polizia in materia di stupefacenti. L’uomo stava percorrendo via Collatina a bordo della sua auto quando è stato trovato in possesso di alcuni dosi di hashish e 1.080 euro in contanti. I poliziotti lo hanno dunque arrestato per detenzione e spaccio. 

Gli agenti del commissariato di Genzano, a seguito di un appostamento, hanno arrestato Z.R. di anni 30. Dopo aver perquisito la sua abitazione, i militari hanno rinvenuto all’interno 52 gr. Di cocaina 53 gr di marijuana e 465 euro in contanti.

Durante lo svolgimento del servizio S.I.M., i poliziotti del commissariato Lido hanno arrestato R.D. di anni 29. Questi, a seguito di controllo, veniva infatti trovato in possesso di 128 gr di hashish e 110 gr di marijuana.

Ultimo, solo temporalmente, a finire in manette un senegalese di 38: W.I. , queste le sue iniziali, è stato fermato nella notte scorsa dagli agenti del commissariato Trastevere. Con sè l’uomo aveva un barattolo di vetro in cui “conservava” alcuni grammi di marijuana.

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Prime dieci sospensioni effettuate

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Rientro amaro per alcuni studenti romani che ieri hanno ripreso le lezioni in presenza, mentre sono iniziate le sospensioni per coloro coinvolti nelle recenti occupazioni. Al liceo classico Virgilio, la sanzione ha colpito un solo studente per la sua partecipazione a varie mobilitazioni, inclusa una protesta in cui è stata bruciata una foto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Per lui sono stati disposti 10 giorni di sospensione, con la curiosità su eventuali misure disciplinari per gli altri coinvolti.

Al liceo Cavour, dieci studenti hanno subito sanzioni, la cui durata è iniziata ieri, sebbene l’obbligo di frequenza sia mantenuto. I ragazzi hanno infatti organizzato un sit-in di protesta contro le “misure di repressione”, evidenziando le punizioni disciplinari che comportano fino a 15 giorni di sospensione, ore di volontariato con la comunità di Sant’Egidio e letture di “Il maestro e Margherita” di Bulgakov e “Contro il fanatismo” di Amos Oz.

I DANNI

Il tema delle sanzioni è strettamente legato al risarcimento danni. I collettivi studenteschi stanno attivando raccolte fondi anonime per evitare che solo pochi vengano identificati come responsabili. Al Morgagni sono stati raccolti oltre 4700 euro, mentre al Virgilio la somma ha superato i tremila. Due studenti del Visconti sono stati individuati come responsabili sulla base di una foto pubblicata su Instagram e dovranno coprire un risarcimento di 7200 euro. Gli studenti di Visconti avvertono che, in caso di mancato risarcimento, potrebbero affrontare un processo penale con la costituzione di parte civile da parte del ministro Valditara.

LA RIAPERTURA

In contrasto, il rientro per gli studenti del liceo Gullace di Roma è stato più gratificante, poiché sono tornati nella sede centrale dopo due mesi di chiusura. La struttura di piazza dei Cavalieri del Lavoro era stata chiusa per lavori di messa in sicurezza sismica. Dopo disagi legati a incendi e trasferimenti, dal 7 gennaio l’edificio ha riaperto, accogliendo nuovamente studenti con 22 aule riattivate. Daniele Parrucci ha spiegato che sono stati forniti banchi e sedie mancanti, e che sono stati eseguiti interventi di manutenzione per garantire l’operatività dell’edificio in sicurezza.

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Furti e aggressioni nelle abitazioni di coppie di anziani, arrestata la banda

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Pericolosi, violenti e specializzati in furti in abitazione. Cinque banditi sono stati arrestati dai carabinieri di Frascati dopo aver messo a segno otto colpi tra Grottaferrata, Centocelle e Fidene tra l’11 e il 27 novembre. Le indagini hanno incluso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e satellitari. La “centrale operativa” della banda era situata nel campo rom di via dei Gordiani, dove è stato arrestato il capo, Luigi D. G., di 54 anni, insieme alla compagna, Laura M., di 34 anni. Tre altri complici, già in carcere per reati analoghi, erano Valentino M., di 27 anni, Florin T. e Alex M., entrambi di 24 anni.

LA SEQUENZA

La banda operava con modalità collaudate. A bordo di una Jeep Renegade noleggiata, il capo accompagnava i complici nei luoghi dei furti, prendendo di mira abitazioni di anziane coppie. Il primo allarme era scattato l’11 novembre a Grottaferrata, dove hanno fatto irruzione in due appartamenti, rubando oggetti per un valore di 10mila euro. Una vicina, insospettita, ha fotografato la targa del veicolo, attivando il “Targa System”. Dopo, i ladri hanno continuato a colpire, aggredendo anche un anziano in casa sua il 16 novembre con minacce di morte.

SOTTO LA LENTE

Le indagini non si fermano qui. Le utenze telefoniche del capo e della compagna continuano a essere monitorate anche dopo gli arresti. I complici detenuti hanno contattato Luigi D. G. e Laura M. tramite telefoni a loro disposizione in carcere. Nelle conversazioni registrate, hanno chiesto aiuti economici e minacciato di denunciarli se non ricevessero supporto. Gli investigatori stanno dunque esaminando un secondo filone d’indagine riguardante il traffico di telefoni e sim all’interno delle carceri.

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