Cronaca
ROMA Furbetti del cartellino all’Umberto I: il processo

ROMA Furbetti del cartellino all’Umberto I: il processo.
ROMA Furbetti del cartellino all’Umberto I. Due i dipendenti del Policlinico scoperti dai carabinieri del nucleo Radiomobile. I militari li avrebbero pizzicati più volte, tra marzo e aprile scorso, a timbrare il cartellino e a non lavorare. Entrambi sono ora attesi in aula per il processo: il pm Carlo Villani ha infatti chiuso le indagini per concorso in truffa ai danni dello Stato.
Secondo le ricostruzioni, i dipendenti arrivavano puntuali, strisciavano il badge, si facevano vedere nei corridoi e poi si allontanavano dal posto di lavoro. Alla fine vi tornavano, anche dopo un’ora, spesso dopo aver accompagnato i figli a scuola. Ad incastrarli le telecamere di sicurezza, anche se le posizioni sono differente: al primo vengono infatti contestati più episodi, all’altro collega solo uno.
Cronaca
Farmacista 53enne investita mentre attraversava sulle strisce pedonali

Sangue sulle strade di Roma. Una donna di 53 anni, la farmacista Anna Maria Russo, è morta dopo alcuni giorni di agonia per le ferite riportate dopo essere stata investita in piazza San Giovanni Bosco il 26 marzo. Alla guida dell’auto c’era una donna italiana di 73 anni. Sul posto per i rilievi e gli accertamenti di rito sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, mentre gli operatori del 118 hanno trasportato la ferita al policlinico di Tor Vergata in codice rosso.
Anna Maria Russo uccisa sulle strisce
Subito in gravi condizioni, è stata portata prima al policlinico di Tor Vergata, quindi al Gemelli dov’è stata operata. Tra il primo e il due aprile il suo cuore ha smesso di battere e oggi, nella parrocchia di San Policarpo, all’Appio Claudio, dove abitava, saranno celebrati i funerali. Ora la polizia locale di Roma Capitale sul caso indaga per omicidio stradale. Anna Maria era molto conosciuta al quartiere Trieste, dove lavorava. La sera del 26 marzo scorso, poco prima delle 21, stava attraversando la strada sulle strisce pedonali fra piazza San Giovanni Bosco e via Marco Fulvio Nobiliore, a Don Bosco, quando è stata travolta. Da capire ora se la donna al volante dell’auto fosse o meno al cellulare. Commento: Ecco cosa succede quando gli anziani continuano a guidare. Forse è il caso di rivedere le leggi sulla patente per gli over 70?
Approfondimenti
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Cronaca
Farmaci e dispositivi medici (per 65 chili) rubati in ospedale per fare visite private, operatore sanitario a domicilio con braccialetto elettronico

In un’operazione che sembra uscita direttamente da un film di mafia, i carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Anzio hanno arrestato un operatore socio sanitario di 59 anni, impiegato presso l’ospedale “Riuniti” di Anzio/Nettuno, con l’accusa di peculato. L’uomo, approfittando del suo ruolo, ha sottratto circa 65 chili di farmaci e presidi medici dall’ospedale per usarli illegalmente durante l’orario di lavoro, fornendo cure a domicilio ai pazienti in cambio di denaro, ovviamente senza alcuna autorizzazione.
Domiciliari con braccialetto elettronico per peculato
Le indagini, condotte con metodi che farebbero arrossire anche James Bond, hanno rivelato che l’operatore si assentava ingiustificatamente dal lavoro per recarsi a casa dei suoi "clienti" e offrire prestazioni sanitarie con il materiale rubato. Dopo averlo beccato subito dopo una di queste "visite", i carabinieri hanno trovato su di lui alcuni strumenti sanitari. Una perquisizione a casa sua ha portato al rinvenimento di oltre 250 dispositivi e medicinali, tutti destinati all’uso esclusivo ospedaliero, accumulati per scopi personali o illeciti.
Sequestro e arresti domiciliari
Tutto il materiale, per un totale di circa 65 kg, è stato sequestrato. L’uomo è ora agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, come disposto dal Tribunale di Velletri, che ha convalidato l’arresto. Tumore al seno, le terapie e il rischio recidiva: il 50% delle pazienti interrompe le cure prima del tempo – ma questa è un’altra storia. Commento: Ecco a cosa si riduce il servizio sanitario quando i dipendenti decidono di fare i furbetti.
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