CORONAVIRUS 4 maggio: ancora nessun piano sulle riaperture

CORONAVIRUS 4 maggio: ancora nessun piano sulle riaperture

4 maggio: ancora nessun piano sulle riaperture. Una fonte ai vertici dei 5 stelle fa trapelare: “La Francia e la Germania hanno un piano preciso: date e modalità, scadenze per le riaperture, noi non abbiamo nulla”.

Per il 4 maggio non c’è ancora nessun piano sulle riaperture. Nulla su quanto succederà lunedì, quali attività produttive potrebbero essere sbloccate. Un altro dirigente dichiara: ”Manca un progetto di riapertura. La paura del premier non è un nuovo contagio ma è quella di fare errori, perché non c’è un piano”. Il paese inizia a mostrare divisioni impensabili fino a due settimane fa. Giuseppe Conte non ha digerito l’offensiva leghista. Per Salvini e la Lega l’ipotesi è: “Il 4 riapriamo tutto e subito”. Il premier controbatte: “Fino a ieri erano i pasdaran delle chiusure e ora ci attaccano dichiarando l’opposto?”. Posizione condivisa da gran parte del Partito democratico, mentre sono tanti i grillini che non sono della stessa idea. “L’effetto Bonomi”, lo chiamano in maggioranza. “O forse effetto rsa?”, dice malignamente chi allude alle centinaia di morti nelle strutture lombarde.

La designazione alla presidenza di Confindustria di Carlo Bonomi, l’attuale capo di Assolombarda, ha una linea molto più battagliera di Vincenzo Boccia. Nelle ore che hanno preceduto l’approvazione del dpcm 3 maggio al governo era maturata la convinzione che il presidente uscente non tenesse più i suoi vista la mole impressionante di richieste indirizzate al ministero dello Sviluppo economico dagli imprenditori del nord. La linea di Boccia è stata sempre abbastanza conciliante con il governo. Bonomi si presenta così: ”Non abbiamo indagini a cluster sui contagi, non abbiamo mascherine distribuite in massa, non abbiamo tamponature a tappeto, non abbiamo test sierologici e tecnologie di contact tracing”. Il presidente ha rincarato la dose: ”I comitati di tecnici non possono essere uno scudo dietro cui nascondersi per rinviare le decisioni″.

Chi lo conosce spiega che è vero che Bonomi ha una posizione diversa dal suo predecessore, ma non per questo è assimilabile alla Lega. Giusto per prendere le distanze dagli auguri di buon lavoro di Salvini che lo ha definito “imprenditore coraggioso”. I sindacati hanno chiesto a Palazzo Chigi di “fermare le fughe in avanti” e a Conte di convocare subito un tavolo per fare il punto. Domani si intrecceranno le riunioni della task force economica presieduta da Vittorio Colao e quella voluta dal Pirellone che continua a studiare una propria road map. E che ha generato più di qualche perplessità in molti dei componenti della commissione voluta dal governo.

Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, ha ammesso che prima di qualunque valutazione sulla fase 2 “aspetta le valutazioni” di tecnici e economisti. Il cambio di clima lo si registra nei malumori di molti fra i 5 stelle. Un parlamentare di peso si sfoga: “Della fase 2 se ne parla da due settimane ma l’unica cosa concreta che abbiamo visto è Colao”. In molti non hanno visto casuali le parole di Luigi Di Maio che in audizione al Senato ha spiegato: “Con la fretta di ripartire si rischia di richiudere”. Arrivati a giovedì non si è ancora deciso se e quali filiere ripartiranno, con gli industriali del nord in forte pressing sui settori tessili e dell’acciaio.

CORONAVIRUS ROMA – INDAGINI SU DUE RSA

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