Cronaca
In manette due stranieri. I Carabinieri li pizzicano davanti alla stazione della metro

TOR VERGATA – CARABINIERI INTERVENGONO DOPO AVER ASSISTITO ALLO SCAMBIO DELLA DROGA MA VENGONO AGGREDITI.
Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Roma Tor Vergata hanno arrestato in flagranza di reato, un pusher di 27 anni, del Mali, con precedenti penali specifici e senza fissa dimora, ed un cittadino russo di 29 anni, senza fissa dimora, nullafacente, tossicodipendente, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico Ufficiale. Nel corso di una mirata attività antidroga, in via Casilina, i militari hanno assistito alla cessione dello stupefacente tra i due arrestati. L’immediato intervento dei militari ha permesso di bloccarli entrambi ma, i due nel tentativo di sottrarsi all’identificazione, hanno aggredito i militari, venendo però bloccati ed ammanettati. A seguito della perquisizione personale sono state sequestrate 10 dosi di eroina. Subito dopo l’arresto, i due sono stati portati in caserma e trattenuti in attesa del rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, mentre la droga è stata sequestrata.
Cronaca
Mark Samson, rivelazioni piccanti su Instagram di Ilaria Sula dopo il femminicidio

ROMA – Un caso che continua a scuotere l’opinione pubblica e che getta ombre sempre più lunghe sull’operato di un giovane sospettato. Adrian, ex collega della vittima e di Mark Samson, ha rivelato dettagli inquietanti sui depistaggi del 23enne, protagonista di questa oscura vicenda. "Dopo la scomparsa era freddo. Ci diceva di stare tranquilli. Ho dubitato subito di lui, ha premeditato tutto", ha raccontato Adrian, lasciando intendere una freddezza calcolatrice da parte del sospettato. Commento: La freddezza del sospettato in queste situazioni è davvero agghiacciante, quasi da film di serie B.
Il Racconto di Adrian
Secondo Adrian, il comportamento del giovane è stato sospetto sin dall’inizio. "Dopo la scomparsa era freddo. Ci diceva di stare tranquilli. Ho dubitato subito di lui, ha premeditato tutto", ha ripetuto, sottolineando come il sospettato abbia cercato di tenere tutti calmi mentre, secondo Adrian, stava orchestrando ogni mossa. Commento: Sembra quasi che il sospettato stesse recitando in un thriller, ma purtroppo questa è la realtà.
L’Ascolto Riservato
Per chi volesse approfondire ulteriormente la vicenda, è disponibile un audio esclusivo, ma l’ascolto è riservato agli abbonati premium. L’ascolto è riservato agli abbonati premium. Commento: Ecco, perché non possiamo avere accesso a tutto? La verità dovrebbe essere per tutti, non solo per chi può permettersela.
Cronaca
Analisi del contenuto: Il testo riguarda un omicidio e la descrizione di come l’assassino si è sbarazzato del corpo della vittima, Ilaria Sula. Viene menzionata una ricostruzione dei movimenti del killer. Titolo rivisitato: Il killer si disfa del corpo di Ilaria Sula: la macabra pista dei suoi spostamenti

Mark Samson era un frequentatore esperto dei sentieri dei Monti Prenestini, dove amava sfrecciare con la sua mountain bike. Proprio in questi luoghi, ha scelto di abbandonare il cadavere di Ilaria Sula dentro una valigia, tra i cespugli di un dirupo, confidando nella scarsa probabilità che qualcuno lo trovasse. «Lunedì ero poco distante da lì, con altri amministratori della provincia, per mettere a dimora centinaia di nuovi alberi: un modo di guardare al futuro e pensare a coloro che verranno dopo di noi», commenta con un misto di sconcerto e tristezza Francesco Colagrossi, il sindaco di Capranica Prenestina, osservando l’arrivo delle forze dell’ordine.
Capranica Prenestina, da poco eletta tra i Borghi più belli d’Italia, è un piccolo centro con poche centinaia di abitanti, noto per la sua tranquillità e i benefici per la salute. Ed è qui che Samson, l’assassino reo confesso della giovane studentessa, si rilassava correndo nei weekend o durante l’estate, come tanti altri cittadini stressati dalla metropoli.
Ilaria Sula è stata uccisa dall’ex fidanzato; le amiche dicono: «Era il suo primo ragazzo, sembravano una bella coppia. Lei non parlava dei problemi»
ARIA PULITA
Niente smog, niente traffico, solo aria fresca e pulita. E soprattutto, in certi orari, nessun occhio indiscreto, come avrà calcolato Samson prima di scegliere dove lasciare la valigia con il corpo di Ilaria. Il sentiero è perfetto per camminare o fare sport, ma oggi è difficile immaginarlo come il luogo di un omicidio tanto brutale. «Mai, in passato, sui Monti Prenestini si è consumato un fatto di cronaca così grave precisa il sindaco. Incidenti stradali, ahimé, ce ne sono. Qualcuno che si è fatto male arrampicandosi sulle pareti attrezzate a ridosso di Guadagnolo pure. Ma niente più. Oggi è una giornata tragica e infelice per tutti noi ed i pochi cittadini che, in questi mesi, vivono in paese». L’idillio del luogo, con pochi abitanti e quindi pochi occhi indiscreti, ha probabilmente giocato un ruolo nella scelta di Samson. Ma c’è di più: affacciandosi dalla strada provinciale, tra rovi e erba alta, si possono vedere armadietti, lavatrici, cartelli stradali e rifiuti di ogni tipo, un quadro che fa riflettere sulla cura dei nostri borghi.
LA CONSAPEVOLEZZA
Scegliere quel punto per abbandonare la valigia dimostra una consapevolezza spaventosa: Samson sapeva bene che difficilmente il corpo sarebbe stato ritrovato. «Il Santuario della Mentorella sottolinea Giovanni, collaboratore del Comune di Poli (la cittadina subito sotto al luogo dove è stata ritrovata Ilaria) è meta di pellegrinaggi da parte della comunità filippina che vive a Roma. Ho degli amici che sono venuti diverse volte, sia in macchina che in comitiva. È probabile che questo ragazzo abbia conosciuto così, la prima volta, la zona tra Capranica e Guadagnolo». Dopo aver scoperto la bellezza dei paesaggi, Samson è tornato spesso con la sua bicicletta, esplorando ogni angolo, persino quelli più nascosti dove ha poi nascosto il corpo di Ilaria.
Il nascondiglio era talmente ben scelto che, nonostante Samson avesse indicato agli inquirenti il luogo, nessuno riusciva a trovarlo. È stato necessario portare il giovane sul posto per identificare il punto esatto. «Per portare qui la poveretta commenta il sindaco è ovvio che il ragazzo conoscesse questi posti». Dopo una breve ricerca, con giornalisti e troupe televisive ammassati dietro il nastro della polizia, alle 12.40 il corpo di Ilaria Sula è stato recuperato e portato al centro di medicina legale di Roma per il riconoscimento e l’autopsia. Sui Monti Prenestini, il silenzio che segue è carico di dolore, ben lontano dalla pace abituale di queste colline.
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