Primo Piano
Di Maio: “Frontiere chiuse a chi ci manca di rispetto”
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“Frontiere chiuse a chi ci manca di rispetto, risponderemo se qualcuno lo fa per interesse”, le parole di Luigi Di Maio: “Il 9 giugno sarò in Grecia per mostrare, dati alla mano la reale situazione dell’epidemia sul nostro territorio”.
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una lunga intervista replica alle chiusure dei flussi turistici annunciate da alcuni Paesi: “Siamo pronti a chiudere le frontiere a chi non ci rispetta”. Lei ha detto che se qualcuno ci tratta “come un lazzaretto” replicheremo. Cosa intendeva? “La partita si aprirà il 3 giugno perché trattare con uno Stato estero mentre noi abbiamo ancora delle regole restrittive è complicato”. Si, ma cosa farà il governo? Chiuderà le frontiere a chi non ci fa entrare? “Crediamo nella collaborazione ma anche nella reciprocità . È lo spirito che porterò nei miei viaggi in Germania, Slovenia e Grecia. L’Italia si è distinta per la trasparenza e i nostri dati sono molto confortanti. Non vogliamo sollevare polemiche ma se qualcuno pensa di chiuderci la porta in faccia solo per i propri interessi, allora risponderemo. Davanti ai personalismi la porta la chiuderemo anche noi. Ma c’è un dialogo costruttivo da parte di molti Stati. Con il collega tedesco Mass i rapporti sono ottimi. Il 5 sarò a Berlino per discutere di Libia e flussi turistici. Di fronte alle nostre preoccupazioni su presunti corridoi sulla base di accordi bilaterali la Germania ci ha rassicurato”.
Come giudica il comportamento della Grecia che impone la quarantena a quattro regioni italiane? “Sentirò oggi il mio omologo. Inoltre il 9 sarò ad Atene per mostrare, dati alla mano, la situazione reale in tutte le nostre regioni”. Diversi governatori del Sud non condividono l’apertura: “Comprendo le preoccupazioni di chi amministra i territori ma le scelte del governo sono dettate da un confronto con il comitato scientifico”. Sala ha detto che si ricorderà dell’atteggiamento di Sardegna e Sicilia quando deciderà dove fare le vacanze. Condivide l’irritazione del sindaco di Milano? “Credo che il punto sia un altro e riguardi il criterio di omogeneità delle misure adottate tra Regioni. Se ognuno assume scelte individuali risulta difficile comunicare all’estero il reale stato di salute del Paese. In questo momento serve unità”. Zingaretti chiede “un clima di concordia nazionale”. Dopo una breve pausa, sembra invece tornata l’ansia elettorale di differenziarsi: “Lo chiedo da settimane. Sono d’accordo, non è il momento delle polemiche. Il Paese non merita un clima perenne da campagna elettorale”.
Nei giorni scorsi lei ha detto che con i soldi del Recovery Fund vorrebbe tagliare le tasse ma è stato bloccato perché quei fondi non si potrebbero usare a quello scopo: “Ho detto che non possiamo perdere l’occasione per avviare una grande modernizzazione del Paese per portare avanti la fiscalità di vantaggio. Ma è evidente che con l’arrivo di nuove risorse europee se ne libereranno altre interne per una riforma del fisco. Ho scorto un velo di pregiudizio da parte di qualcuno e mi dispiace. Ma sono certo che il governo saprà trovare un accordo”. Nell’attesa dei fondi del Recovery Fund, sarà necessario fare altro debito? Come? C’è ancora l’ipotesi Mes? “I tempi sono fondamentali. Ora ci sarà la fase del negoziato e sarà cruciale mostrarci compatti. Il Mes non è una opzione. Lo ha detto anche il presidente Conte e il M5S ha molta fiducia nelle sue parole”. Nei giorni scorsi Franceschini ha rilanciato l’idea di un patto permanente tra Pd e 5 Stelle. Che includa, dunque, le alleanze locali per le prossime amministrative. E’ d’accordo? “Col ministro Franceschini andiamo molto d’accordo e l’esecutivo sta lavorando bene. Ovviamente ogni caso è a sé. Ora è importante concentrarsi sul presente”.
Cosa voleva dire quando ha spiegato che in caso di crisi “non esistono automatismi”? Che c’è spazio per altri governi, magari di unità nazionale? “Nella mia risposta ho detto anche che sarebbe folle già solo pensare di far cadere il governo in questa emergenza. Come spesso accade le mie parole poi sono state strumentalizzate”. La reazione di Trump all’omicidio di Minneapolis è stata durissima. La condivide? “L’uccisione di George Floyd è un atto da condannare assolutamente ed è quel che ha fatto l’amministrazione di Washington arrestando il poliziotto che lo ha ucciso. Detto questo non credo che incendiare una città gli darà giustizia. Non si protesta dando fuoco a un commissariato di polizia”.
La vostra prima reazione alla repressione cinese a Hong Kong è sembrata debole poi lei ha corretto il tiro. In passato l’hanno descritta come filocinese e criticato per questo: “Veramente siamo tra i pochi Paesi ad esserci esposti direttamente. Abbiamo espresso preoccupazione anche all’ultimo Consiglio degli Affari Esteri e contribuito alla dichiarazione comune. Condivido la posizione di Borrell, le sanzioni non sono una soluzione, ma è importante riaffermare il diritto dei cittadini di Hong Kong di manifestare pacificamente. Quanto a me, io tifo Italia, un Paese che ha chiare le proprie alleanze, come la Nato, ma che è libero di fare accordi commerciali con chi ritiene. In Ue la Germania è il primo partner commerciale di Pechino eppure nessuno taccia la cancelliera Merkel di essere filocinese. Questo le dà la dimensione di quanto l’Italia debba ancora crescere. Viviamo in un mondo globalizzato non dimentichiamocelo”. L’incontro con la sindaca Raggi è parso una benedizione per la ricandidatura. È così? “Non vedevo Virginia da un po’. Il nostro era un incontro già in programma. Non abbiamo parlato né di secondo mandato né di altro ma del lavoro che con determinazione sta facendo a Roma. Le ho fatto i complimenti. Se li merita”. L’impressione è che il capo del Movimento sia ancora lei. È pronto a ricandidarsi agli Stati Generali? “Io ora voglio solo svolgere al meglio il mio lavoro al ministero”.
Primo Piano
Certificato di nascita estero con due mamme. Gualtieri esulta per la sentenza del Tribunale di Roma
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La sentenza emessa dal Tribunale civile di Roma in merito alla correttezza della prima trascrizione integrale di un certificato di nascita estero con due mamme conferma la validità e la coerenza delle nostre azioni. Come abbiamo sempre sostenuto, questa modalità di trascrizione si inserisce in una fattispecie che trova ampio riscontro nella giurisprudenza.
Tuttavia, siamo consapevoli che questa situazione non copre tutte le realtà delle famiglie omogenitoriali, in particolare per quanto riguarda la tutela dei minori. È per questo motivo che continueremo a impegnarci affinché il Parlamento possa intervenire tempestivamente con l’approvazione di leggi che garantiscano il riconoscimento anagrafico dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali, il matrimonio egualitario e l’accesso alle adozioni, conformemente a quanto previsto per le coppie eterosessuali.
Primo Piano
Stop alle auto a Roma, circolazione vietata per tre giorni: tutto quello che c’è da sapere
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Limitazioni al traffico a Roma per combattere l’emergenza smog: tutto ciò che c’è da sapere
Per contrastare l’emergenza smog a Roma, è stata introdotta un’ordinanza che prevede limitazioni al traffico nella cosiddetta “fascia verde” per tre giorni consecutivi, dal 3 al 5 febbraio 2024. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento atmosferico vietando la circolazione dei veicoli più inquinanti, come i veicoli a benzina Euro 3 e i diesel Euro 4, compresi i veicoli merci.
Le restrizioni sono suddivise in due fasce orarie specifiche per ciascuna giornata. Sabato 3 febbraio sarà vietata la circolazione dalle 7.30 alle 12:30 e dalle 17:30 alle 19:00 per veicoli benzina Euro 3, diesel Euro 4, e ciclomotori e motoveicoli diesel Euro 2. I veicoli merci benzina Euro 3 e diesel Euro 4 avranno restrizioni dalle 7.30 alle 10.30 e dalle 16.30 alle 19.00. Domenica 4 febbraio le restrizioni saranno attive dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30. Lunedì 5 febbraio le limitazioni si applicheranno dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00 per autovetture benzina Euro 3 e diesel Euro 4, con restrizioni più estese per i veicoli merci dalle 7.30 alle 10.30 e dalle 16.30 alle 20:30.
In aggiunta, sono stati introdotti altri divieti, tra cui l’uso di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa non conformi ai valori di emissione, la combustione all’aperto di qualsiasi tipo e il divieto di sostare con il motore acceso. Sarà potenziato il lavaggio delle strade e ci saranno controlli accurati per garantire il rispetto delle norme, con sanzioni per i trasgressori. Le zone di corso Francia, via Magna Grecia e via Tiburtina sono state individuate tra le più inquinate, con superamenti dei limiti di PM10.
Queste misure mirano a ridurre l’inquinamento atmosferico e a garantire la salute pubblica, rispondendo all’esigenza di migliorare la qualità dell’aria in città. L’obiettivo di queste restrizioni al traffico è di affrontare in modo concreto l’allarme smog, cercando di mitigare gli impatti negativi dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.
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