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OMICIDIO CERCIELLO Elder intercettato: “Dopo l’arresto calci e pugni”
OMICIDIO CERCIELLO Elder intercettato: “Dopo l’arresto calci e pugni”.
“Mi hanno menato di brutto alla stazione e mi hanno detto che mi avrebbero dato quarant’anni se non gli davo la password del mio telefono. Non so se in qualche modo hanno trovato o hanno fatto in modo di trovare foto, qualcosa contro di me lì dentro”. Queste le parole di Finnegan Elder Lee intercettato mentre parlava con il padre e il legale americano il 2 agosto nel carcere di Regina Coeli. Il ragazzo continua: “Mi hanno buttato a terra, mi hanno dato calci e pugni, mi sono saliti sopra, mi hanno sputato addosso”.
L’intercettazione è sotto perizia su disposizione della Corte d’Assise dove si sta svolgendo il processo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega per il quale Elder è imputato con Cristian Natale Hjorth. Quest’ultimo venerdì 26 luglio era stato fotografato a capo chino, ammanettato dietro alla schiena e con un foulard intorno agli occhi, in un ufficio del Reparto investigativo dei carabinieri di via In Selci. Dell’interrogatorio di Hjorth è girato anche un video fatto da Andrea Varriale, il collega che era con Rega la notte dell’assassinio. Nel video il ragazzo americano accusato dell’omicidio del carabiniere appare ammanettato, bendato e incalzato di domande.
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