L’urlo dei tassisti romani: “Siamo alla fame”

L’urlo dei tassisti romani: “Siamo alla fame”

Il Covid ha messo in ginocchio i tassisti romani, rimasti senza clienti a causa del lockdown e della mancanza di turismo

Troppi taxi per pochissimi clienti. E’ questa la fotografia dei tassisti di Roma, messi in ginocchio dalla crisi scaturita dal Coronavirus. L’urlo disperato della categoria: “Siamo alla fame, troppe spese e pochi guadagni“. Al momento la flotta dei taxi ne conta 8.000, ma ne sono sufficienti solamente 1.500 vista la manacanza di clienti. Per questo ci sono turni a giorni alterni, che non permettono guadagni sufficienti per coprire le spese: “600 euro tra manutenzione e benzina e ne incassiamo solo 700 o 1000 a fine mese. le spese sono le stesse ma i guadagni sono scesi. Qualcuno ci tuteli“. Questi gli slogan urlati questa mattina sotto il palazzo della Regione Lazio, durante la manifestazione. “Ci hanno lasciato soli, lavoriamo giusto la sera quando è difficile trovare i mezzi pubblici. C’è bisogno di trovare nuovi bacini di utenza. Sperando che il coronavirus faccia presto il suo percorso“.

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