CORONAVIRUS Il Dottor Augusto Biasini, ex primario dell’ospedale Bufalini di Cesena, certo che la pandemia sia finita.
Biasini sull’epidemia da coronavirus: “Io non mi ci ritrovo in questo prolungamento dell’emergenza. I medici sono abituati a curare la malattia, ma di malati non ce ne sono quasi più. Il Comitato Tecnico Scientifico, poi, crea confusione parlando indifferentemente di portatori del virus e malati. Oggi potremmo dire che la pandemia si è trasformata in endemia. Oggi siamo entrati in endemia, e da ben 12 settimane. Il virus attraverso il processo noto come omoplasia (perdita di carica replicativa, numero basso di copie/virioni, frammenti di Rna senza integrità virale) non causa più malattia. I focolai di contagiati non sono focolai di malati. Il virus ha perso potenza e ha sostanzialmente esaurito il suo ciclo produttivo anche se non si è estinto. Dunque, il virus alberga nella popolazione ma non causa più effetti pesanti. Oggi non solo ci sono pochissimi ammalati, anche tra coloro che potenzialmente potrebbero averne gli effetti più gravi, ma in più gli ospedali sono attrezzati per curarli e impedire che il virus sia letale. Ci sono molti portatori del virus, si parla di 7 milioni in Italia, ma non sono ammalati. E allora perché prolungare l’emergenza che ci fa trascurare malati come quelli oncologici che la vita la rischiano davvero? A noi pediatri non ci hanno ascoltato quando chiedevamo di riaprire le scuole per limitare i danni psicologici ed educativi prodotti da questo prolungato isolamento che ha esasperato le disuguaglianze sociali a fronte di un rischio contagio bassissimo. L’efficienza di un eventuale vaccino va cimentata con la malattia ma come si fa se di malati non ce ne sono?”.
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