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Cronaca

ROMA Navigazione green sul Tevere: stanziati 420 milioni

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ROMA Navigazione green sul Tevere: stanziati 420 milioni

ROMA Navigazione green sul Tevere: stanziati 420 milioni.

ROMA Navigazione green sul Tevere. Questo uno dei progetti per la Capitale resi possibili grazie al Recovery Found. 420 i milioni stanziati, che permetteranno di solcare le acque del biondo fiume con barche elettriche. I fondi serviranno per installare ascensori e rifare le banchine, ma non solo. Nel progetto è previsto infatti anche un percorso che, da Fiumicino, porterà direttamente in città. L’impresa sarà realizzata in collaborazione tra Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino centrale, Regione Lazio, Città metropolitana di Roma, Comune di Roma, Comune di Fiumicino, Capitaneria di Porto di Fiumicino e Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale.

Si intende così dare ulteriore valore ad un fiume che è già una risorsa importantissima per la città. Lo si farà sull’esempio di altre capitali europee come Parigi, Vienna e Budapest, i cui corsi d’acqua sono ormai a tutti gli effetti un’attrazione turistica. Ci saranno interventi ambientali e naturalistici, ma anche approdi e accessi al fiume con scale, ascensori e rampe. Interventi riguarderanno inoltre la messa in sicurezza, la riqualificazione ambientale, la mitigazione dell’erosione spondale e la manutenzione. Lo scorso agosto, il MIT aveva già messo una prima tranche dell’opera, 30 milioni per il ‘Nuovo Porto di Fiumicino’, nel ‘Decreto Investimenti Autorità di Sistema Portuale’.

Si potrà in questo modo navigare il Tevere, utilizzando mezzi totalmente sostenibili e dotati di motori elettrici. A disposizione dei passeggeri ci sarà un vero e proprio servizio di trasporto fluviale: se si arriva da Civitavecchia, ad esempio, si potrà partire da Fiumicino e di lì attraversare tutto il fiume.

Cronaca

Wakeman presenta un concerto solista al pianoforte degli Yes

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Wakeman presenta un concerto solista al pianoforte degli Yes

Un’ultima notte da solo al pianoforte, come ha fatto per una vita. Poi basta. Rick Wakeman, storico tastierista britannico già membro degli Yes del periodo d’oro, gli anni Settanta, dice addio a questo tipo di concerti.

Il saluto di un’icona della musica

Wakeman ha comunicato la conclusione della sua carriera dedicata a concerti solisti, dopo aver deliziato i fan con le sue esibizioni per anni. I suoi concerti hanno sempre rappresentato una fusione di virtuosismo e passione, rendendoli un’esperienza unica per il pubblico.

Un legame con il passato

Noto per il suo lavoro con gli Yes, Wakeman ha segnato un’era della musica rock progressive. Ora, con il suo ritiro dai concerti al pianoforte, si chiude un capitolo che ha incantato generazioni di ascoltatori.

Il futuro della musica per Wakeman

La decisione di Rick Wakeman segna un cambio significativo nella sua carriera. Sebbene chiuda questa porta, il suo contributo alla musica rimarrà impresso nella storia. Il tastierista promette di continuare a essere presente nel panorama musicale, ma con modalità diverse.

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Truffa dei permessi di soggiorno per madri straniere

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Truffa dei permessi di soggiorno per madri straniere

Un papà italiano per garantire alle neomamme straniere il permesso di soggiorno: è questo il meccanismo rivelato da un’indagine condotta dal commissariato Viminale. Tre donne sudamericane avevano coinvolto due senza tetto e un pregiudicato nel ruolo di padri improvvisati per i loro figli, presentandosi negli uffici anagrafici degli ospedali per dichiarare la paternità. Gli investigatori hanno scoperto una rete di sfruttamento che traeva vantaggio dalla vulnerabilità degli uomini coinvolti, offrendo in cambio denaro, pasti e sigarette.

LA BANDA

Il principale artefice del raggiro è Simeone Halilovic, 53 anni, soprannominato Kojak, che si occupava di reclutare i falsi padri e definire i compensi. Al suo fianco operavano Daniele Amendolara, 35 anni, e Settimio Possenti, 55 anni, entrambi con precedenti penali. A supportare l’inchiesta c’è anche un clochard, testimone chiave che, dopo aver subito minacce, ha fornito testimonianze cruciali. Halilovic aveva convinto il clochard a dichiararsi padre di un bambino, mentre la madre, una cittadina venezuelana di 33 anni, lavorava come escort.

IL DNA

Le indagini hanno portato alla raccolta di prove biologiche grazie alla collaborazione del clochard, che temeva per la propria vita. Halilovic, dopo aver appreso della sua collaborazione con gli inquirenti, ha tentato di rintracciarlo, dichiarando: «Se lo trovo lo taglio». Gli agenti hanno scoperto che le madri erano in realtà conviventi con i veri padri dei bambini, portando alla luce un complicato sistema di false dichiarazioni. I test del DNA hanno confermato la verità riguardante le paternità, e per Halilovic e i suoi complici sono scattate misure restrittive, mentre le tre donne sono state poste agli arresti domiciliari. Il clochard, che ha assistito le forze dell’ordine, non è stato colpito da misure cautelari.

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