Cronaca
Termini, aggredisce un uomo disabile per rapinarlo

Un giovane marocchino di 18 anni ha malmenato e rapinato un uomo con problemi motori; arrestato
Roma. Brutto episodio avvenuto la scorsa notte a Via Cavour. Un ragazzo marocchino di 18 anni, in compagnia di altri due complici, che sono poi riusciti a far perdere le loro tracce, ha aggredito un 38enne peruviano, con disabilità motorie. Dopo averlo colpito con calci e pugni, lo ha rapinato dello zaino con all’interno uno smartphone, lasciandolo a terra dolorante. I Carabinieri della Stazione Roma Quirinale sono riusciti ad intercettare e a bloccare il 18enne, già con precedenti, mentre fuggiva. Alla vista dei militari questi ha cercato di disfarsi del bottino. I militari, in pochi minuti, hanno recuperato lo smartphone ed hanno individuato la vittima, mentre era ancora stesa al suolo sul marciapiede di via Amendola. Il 18enne è stato riconosciuto dalla vittima come uno dei tre rapinatori che poco prima lo avevano picchiato e derubato. Il rapinatore dopo aver cercato di opporsi con forza, è stato accompagnato in caserma ed è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo. Per lui i Carabinieri faranno scattare anche la sanzione, per aver violato il coprifuoco. La vittima invece è stata medicata sul posto dal personale del 118 intervenuto.
Cronaca
Riflessioni sulla crisi delle panchine rosse e la necessità di un cambiamento urgente

«Qualcosa sta fallendo, non stiamo compiendo quel cambiamento culturale che serve. Sono sgomenta come donna e come madre», ha commentato Monica Lucarelli, delegata alle pari opportunità della giunta Gualtieri, a seguito del femminicidio di Ilaria Sula. La Lucarelli ha evidenziato la giovane età delle persone coinvolte, sottolineando che il femminicidio è intervenuto a un anno e mezzo dal caso Cecchettin e a poche ore dalla tragedia di Sara Campanella.
Urgenza di un cambiamento
La Lucarelli ha chiarito l’urgenza di un cambiamento culturale, affermando: «Con le chiacchiere non si salvano vite». Ha descritto un contesto in cui ogni quattro giorni viene uccisa una donna, invitando a rivedere l’educazione all’affettività nelle scuole sin dalla prima elementare. Secondo lei, molte famiglie non sono in grado di affrontare la questione e, pertanto, è fondamentale che la società assuma la responsabilità di educare le ragazze a riconoscere segnali di pericolo.
Necessità di risorse
Lucarelli ha richiesto la creazione di case rifugio e fondi adeguati per supportare le iniziative anti-violenza. In particolare, ha menzionato il progetto “A scuola di parità” e i recenti sviluppi dei servizi anti-violenza a Roma, che mirano a mettere in sicurezza le donne a rischio. Tuttavia, ha rimarcato che i numeri delle donne supportate sono ancora troppo bassi e ha sollecitato un maggiore investimento.
Consapevolezza e coinvolgimento
La delegata ha anche condiviso le sue esperienze di violenza tra giovanissimi, avvertendo che molti percepiscono come normale il controllo nei rapporti. La Lucarelli ha espresso preoccupazione per le dinamiche di violenza tra giovani, sottolineando che «dietro queste azioni c’è poca consapevolezza dei propri diritti». Infine, ha criticato i simboli e le celebrazioni che non portano a un reale cambiamento, affermando: «Se la mattina dopo un femminicidio ti senti cambiato. Non servono se diventano celebrazioni vuote solo il 25 novembre e l’8 marzo».
Cronaca
Ilaria Sula, centinaia di persone sfilano alla Sapienza mentre il professore sospende la lezione

Davanti al dipartimento di Scienze Statistiche si è svolta una commemorazione in ricordo di Ilaria Sula, alla quale hanno partecipato circa mille giovani. Durante l’evento, la rettrice Antonella Polimeni ha descritto il “silenzio molto rumoroso” dei presenti, che si è interrotto solo quando alcuni studenti hanno iniziato a scuotere le chiavi, simbolo della lotta contro la violenza di genere. È stata posata un’immagine della studentessa di 22 anni, accompagnata dalla scritta “Sapienza ricorda Ilaria Sula”.
I compagni di corso di Ilaria, ancora sotto choc, si erano mobilitati per cercarla fino a poche ore prima. «Ci siamo mobilitati subito per Ilaria – spiega Andrei Doroftei, rappresentante della facoltà – l’avevamo vista a lezione, in città universitaria. Poi, più nulla». Una volta appresa la tragica notizia, i volantini con la sua immagine sono stati strappati via. Questa è stata data in mattinata, mentre le lezioni già erano iniziate, e il professor Fulvio De Santis ha deciso di sospendere la lezione di Inferenza statistica, passando un messaggio di rispetto agli studenti.
IL SILENZIO
«Questo è il momento del silenzio – ha spiegato il professore – volevo mandare un segnale ai ragazzi, e ho deciso di interrompere la lezione. Entrare in aula oggi era molto difficile. Abbiamo fatto un minuto di silenzio». Ilaria, iscritta al terzo anno, avrebbe dovuto sostenere un esame questa estate. In serata, la comunità della Sapienza si è riunita nuovamente per ricordarla, esprimendo slogan come “Verità è giustizia per Ilaria. Un altro mondo è possibile”. La rettrice ha continuato a sottolineare la gravità dell’omicidio, definendolo un “brutale femminicidio” e sottolineando l’importanza di lavorare per decostruire stereotipi patriarcali. I compagni di corso non sono riusciti a parlare, mentre i collettivi femministi di Non una di Meno si sono riuniti a San Lorenzo per organizzare ulteriori mobilitazioni. Oggi è previsto un corteo che attraverserà la città universitaria.
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