Cronaca
Via Appia Nuova, ruba in una gioielleria: “Volevo fare un regalo a mia madre”

Via Appia Nuova. Un 19enne è stato sorpreso dal proprietario di una gioielleria mentre rubava due collane del valore di 1800 euro. Il titolare ha allertato subito la Polizia; con gli agenti del VII Distretto San Giovanni, che sono intervenuti insieme a quelli del commissariato Appio, il giovane si è giustificato dicendo che le collane erano un regalo per la mamma. “Volevo fare un regalo a mia madre per il suo anniversario di matrimonio“, avrebbe infatti detto a sua discolpa.
La dinamica dei fatti
I fatti sono avvenuti ieri mattina in una gioielleria in via Appia Nuova. Il giovane si è introdotto all’interno dell’esercizio commerciale con la scusa di voler fare un regalo alla madre. Quando poi si è trattato di perfezionare l’acquisto dei gioielli scelti, il ragazzo profittando del momento di distrazione del proprietario si è infilato sotto la giacca l’ espositore con due collane del valore di 1200 euro. L’esercente si è però accorto dello strano movimento del ragazzo, che nel frattempo si è rifiutato di restituire i gioielli, e ha segnalato l’accaduto al NUE 112. Al loro arrivo i poliziotti hanno recuperato entrambe le collane, una delle quali finita in terra e acquisita la testimonianza del gioielliere, hanno arrestato K.D., con precedenti di polizia a suo carico, per tentato furto aggravato.
Cronaca
Tragedia nella sede della Guardia di Finanza per uso nocivo della pistola d’ordinanza

Si è verificata una drammatica tragedia nella sede del comando generale della Guardia di Finanza a Roma, dove un finanziere di 26 anni è stato trovato morto martedì pomeriggio. Il giovane, originario di San Donato di Lecce, si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza. L’evento è avvenuto poco prima delle 13 e sul posto sono intervenuti polizia e agenti della scientifica per i rilievi.
L’uomo, che aveva un trascorso nell’Esercito e si era arruolato nella Guardia di Finanza solo un anno fa, ha sparato all’interno degli alloggi. Al momento, l’ipotesi principale è che si tratti di un gesto volontario, sebbene gli investigatori non abbiano trovato nei pressi della tragedia biglietti o messaggi d’addio.
In memoria del collega scomparso, il sindacato italiano lavoratori finanzieri ha espresso parole toccanti: “Alcune persone le incontriamo per caso. Alcune persone camminano pian piano accanto a noi senza far rumore. Alcune persone, anche se ci sono state vicine per poco tempo lasciano nella nostra vita un vuoto. Alcune persone rimangono nei nostri cuori per sempre. La morte non è la più grande perdita nella vita. La più grande perdita è ciò che muore dentro di noi mentre stiamo vivendo.”
Cronaca
Riflessioni sulla crisi delle panchine rosse e la necessità di un cambiamento urgente

«Qualcosa sta fallendo, non stiamo compiendo quel cambiamento culturale che serve. Sono sgomenta come donna e come madre», ha commentato Monica Lucarelli, delegata alle pari opportunità della giunta Gualtieri, a seguito del femminicidio di Ilaria Sula. La Lucarelli ha evidenziato la giovane età delle persone coinvolte, sottolineando che il femminicidio è intervenuto a un anno e mezzo dal caso Cecchettin e a poche ore dalla tragedia di Sara Campanella.
Urgenza di un cambiamento
La Lucarelli ha chiarito l’urgenza di un cambiamento culturale, affermando: «Con le chiacchiere non si salvano vite». Ha descritto un contesto in cui ogni quattro giorni viene uccisa una donna, invitando a rivedere l’educazione all’affettività nelle scuole sin dalla prima elementare. Secondo lei, molte famiglie non sono in grado di affrontare la questione e, pertanto, è fondamentale che la società assuma la responsabilità di educare le ragazze a riconoscere segnali di pericolo.
Necessità di risorse
Lucarelli ha richiesto la creazione di case rifugio e fondi adeguati per supportare le iniziative anti-violenza. In particolare, ha menzionato il progetto “A scuola di parità” e i recenti sviluppi dei servizi anti-violenza a Roma, che mirano a mettere in sicurezza le donne a rischio. Tuttavia, ha rimarcato che i numeri delle donne supportate sono ancora troppo bassi e ha sollecitato un maggiore investimento.
Consapevolezza e coinvolgimento
La delegata ha anche condiviso le sue esperienze di violenza tra giovanissimi, avvertendo che molti percepiscono come normale il controllo nei rapporti. La Lucarelli ha espresso preoccupazione per le dinamiche di violenza tra giovani, sottolineando che «dietro queste azioni c’è poca consapevolezza dei propri diritti». Infine, ha criticato i simboli e le celebrazioni che non portano a un reale cambiamento, affermando: «Se la mattina dopo un femminicidio ti senti cambiato. Non servono se diventano celebrazioni vuote solo il 25 novembre e l’8 marzo».
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