Cronaca
ROMA 18enne scomparsa, la madre: “Mia figlia come Pamela Mastropietro”

ROMA 18enne scomparsa, la madre: “Mia figlia come Pamela Mastropietro”.
Roma. Aurora Ciatti è scomparsa. Di lei non si hanno più notizie dallo scorso 25 aprile. Al momento della sparizione, si trovava in cura presso l’Ospedale San Giovanni Addolorata. E proprio questo aspetto ha messo in ulteriore agitazione i familiari: la ragazza infatti non avrebbe portato con sè i farmaci che le sono necessari. La madre ha perciò inoltrato un appello accorato a chiunque possa averla incrociata. “La 18enne – fa sapere l’associazione Penelope Lazio – risulta scomparsa dalle 19.30 del 25 aprile. Le zone in cui potrebbe essere rintracciata sono quelle vicine a casa sua. Quindi metro Furio Camillo, ma anche Ponte Mammolo e stazione Tiburtina”. Alta 1 metro e 50, esile di corporatura, capelli ricci biondi alle spalle, occhi marroni: questi i dettagli fisici della ragazza. Che indossava una felpa scura e scarpe da tennis. Tra i segni particolari, un tatuaggio sotto l’ombelico. Chiunque avesse informazioni, può rivolgersi al 112 o al ‘Pronto Penelope’, numero 3396514799.
L’APPELLO DELLA MADRE
Aiutatemi a trovare mia figlia – ha detto la madre di Aurora a ‘Il Messaggero – prima che faccia la fine di Desirèè e di Pamela, uccisa dai mercanti di droga”. La donna ha rivelato che la figlia è invalida psichiatrica totale e di recente ha tentato il suicidio. Probabile inoltre che qualcuno l’abbia aiutata a fuggire dall’ospedale.
Cronaca
Aumento della violenza giovanile dopo il Covid

Da inizio anno i carabinieri hanno riscontrato l’aumento dei casi di adolescenti tra i 15 e 17 anni per **“porto di oggetti atti a offendere”**. Questo fenomeno ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine, che segnano un incremento significativo in questo tipo di reato tra i giovani.
Crescita preoccupante dei reati tra adolescenti
Le statistiche mostrano un trend allarmante, con molti ragazzi che vengono fermati per possesso di armi o oggetti contundenti. Tali episodi sollevano interrogativi sulla sicurezza nelle comunità e sulla necessità di interventi mirati.
Interventi delle forze dell’ordine
I carabinieri hanno intensificato le operazioni di controllo per prevenire e contrastare questa situazione. Le autorità stanno valutando misure più severe e programmi di sensibilizzazione per affrontare la questione.
Implicazioni sociali e culturali
L’aumento di reati di questo tipo è indicativo di una problematica più ampia che coinvolge il comportamento giovanile e il contesto sociale in cui vive questa fascia di età. Le forze dell’ordine, insieme alle istituzioni, cercano strategie efficaci per affrontare il fenomeno e garantire una maggiore sicurezza nelle città.
Cronaca
Roma Pride 2025: manifestazione in piazza il 14 giugno con il tema Fuorilegge

Il 14 giugno il Roma Pride tornerà in piazza con lo slogan ‘Fuorilegge!’. Mario Colamarino, presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e portavoce del Roma Pride, denuncia che “le politiche repressive del governo Meloni, in questi tre anni, hanno prodotto una serie di leggi volte a criminalizzare la comunità Lgbtqia+ in tutto il globo terracqueo”. Colamarino sottolinea l’accanimento del governo nei confronti della comunità, definendolo “un’arma di distrazione di massa” che porta a una marginalizzazione e criminalizzazione del popolo Lgbtqia+.
Rivendicazioni e richieste
I promotori del Roma Pride evidenziano di essere accusati di propaganda “solo perché rivendichiamo la nostra esistenza, anche attraverso un linguaggio che rispetti le nostre identità”. Continuano a subire “odio e violenza per il nostro orientamento sessuale o la nostra identità di genere” e richiedono da anni leggi a tutela dei diritti della comunità. Tuttavia, lamentano che “la nostra classe politica è impegnata in ben altre questioni più importanti”: combattere contro asterischi e schwa e produrre leggi contro l’ideologia gender.
Autodeterminazione e diritti
Colamarino denuncia un attacco alla libertà individuale, dichiarando: «Chi ci governa vorrebbe impedirci di autodeterminarci nella nostra identità di genere, eppure la stessa Giorgia Meloni si autodetermina come il presidente del consiglio». La comunità Lgbtqia+ si oppone decisamente alle recenti normative, che, secondo loro, negano l’esistenza delle famiglie e creano un “incostituzionale divieto universale di gestazione per altri”. Concludono affermando che “il Roma Pride e la comunità Lgbtqia+ non arretrano e non intendono rinunciare a nessuna rivendicazione. Ci proclamiamo fuorilegge”.
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