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Intervista a Elena Fattori “Il video di Grillo è subcultura di un secolo fa. Non voglio commentarlo. Mi fa schifo”

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Intervista a Elena Fattori “Il video di Grillo è subcultura di un secolo fa. Non voglio commentarlo. Mi fa schifo”

Intervista alla Senatrice Elena fattori ex 5Stelle ora in forza con Liberi e Uguali.

La senatrice Elena Fattori è una politica italiana nata a Rimini ma residente nel Lazio da tempo immemore. E’ un ex politica del Movimento 5 Stelle, laureata alla Sapienza e ricercatrice in biologia molecolare, mentre ora è in forza con il partito Liberi e Uguali. Un’intervista sull’attualità politica senza peli sulla lingua.

Su Fedez

Fedez sale sul palco virtuale del Primo Maggio, difende la legge Zan, attacca i leghisti e accusa Raitre: “Hanno provato a censurarmi”. “Scoprire ora che la Rai sia lottizzata mi sembra singolare e pretestuoso. La Rai è lottizzata da sempre e ogni partito da sempre modella l’informazione dentro la Rai a suo piacimento. La politica che corre appresso a un rapper è francamente deprimente. Lo sdegno dei partiti è ipocrisia allo stato puro, visto che solo loro a nominare i vertici Rai e a decidere indirettamente i palinsesti.” L’indignazione sulla censura a Fedez lascia quindi il tempo che trova?Non voglio entrare nella ripicca spicciola fra lui e la Rai, fra video rinfacciati e reciproche registrazioni. Non possiamo sapere come sono andate realmente le cose. Ribadisco, però, che è ridicola l’indignazione dei partiti, abituati a indicare chi deve andare in televisione a rappresentarli e a suggerire al prescelto che cosa dire e non dire. Io lo sapevo bene. Io, che da quando sono uscita dai Cinquestelle la televisione l’ho vista solo da casa. Si sa che la televisione funziona così. Stupirsi è da ingenui. Mi meraviglio anche di Fedez, che sta nello spettacolo da tanti anni e sembra scoprire solo ora come vanno le cose e come funziona la Rai.”

Sulla Legge Zan

A proposito di legge Zan che ne pensa dei sottili distingui di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni, secondo la quale la legge Zan introdurrebbe in Italia un reato di opinione? la senatrice Elena Fattori risponde così. “La legge sancisce semplicemente un’ulteriore aggravante rispetto a quanto è già stabilito dell’articolo 604 bis del codice penale per gli atti di discriminazione sul genere, sull’orientamento sessuale e sulla disabilità. Non è un reato di opinione. E’ un’aggravante per la discriminazione e l’odio di genere“. La legge Zan non è quindi, come dicono, una forma di razzismo al contrario contro la presunta normalità… “Questa è solo propaganda. Aggiungo che è un’illusione pensare di poter risolvere il problema solo con l’incremento delle pene. Alla base c’è una profonda ignoranza culturale, che va affrontata senza reticenze. E le false parole, dette a commento della legge, sono una testimonianza indiretta dell’arretratezza culturale che circonda questi temi. Temi e scelte che non dovrebbero appartenere a questa o a quella parte politica, ma solo testimoniare il livello di civiltà di un Paese. Il fatto, che ci sia bisogno di una legge per ribadire quanto è già scritto nella Costituzione, è la prova provata di un’emergenza culturale. Dovremmo affrontarla. Non basta un impianto punitivo come quello previsto dalla legge Zan.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Giorgia Meloni e Matteo Salvini, oltre a essere gli istigatori di un popolo afflitto da un retaggio culturale duro a morire, ne sono i rappresentanti e il riferimento politico. Raccolgono un consenso perché da un lato fomentano, dall’altro testimoniano quello che resiste nel Paese a livello culturale. Una sottocultura di disprezzo dei diritti umani e dei diritti civili esiste e non può essere affrontata e vinta solo con il disegno di legge Zan.”

Capitolo Coprifuoco

Le sembra una cosa seria che i partiti litighino su un’ora di coprifuoco in più o in meno. Non sarà perché Mario Draghi fa quello che vuole e loro hanno il problema di non rimanere zitti a guardare? “La politica in questo momento è solo propaganda. Di fatto siamo commissariati dal Governo Draghi. I partiti non hanno voce in capitolo praticamente su nulla. Devono per forza trovare degli argomenti divisivi su cui scontrarsi. Passare una settimana a discutere di quello che ha detto Fedez e vedere direttori Rai che gli rispondono direttamente anziché chiarirsi nelle sedi opportune è, oltre che un segno dei tempi, francamente deprimente. Litigare per un’ora di coprifuoco, quando siamo al cospetto di un Piano di ripresa e resilienza che stanzia una quantità di denaro immensa con numerose e dolorose criticità, in primis per le medie e piccole aziende che ne escono emarginate, è solo propaganda di bassa lega. E per propaganda di bassa lega si lasciano da parte i problemi reali? “Non dimentico che mentre imperversa il dibattito infuocato sul coprifuoco alle 22 o alle 23 e si discute ossessivamente sulla lite fra un rapper e Raitre, ci sono state morti sul lavoro che non hanno avuto lo stesso risalto mediatico e sono, anzi, passate quasi sotto silenzio, forse perché è più duro e scomodo affrontare problemi drammatici e incontestabili. I morti sul lavoro non possono essere usati come argomento di propaganda politica.”

Elena Fattori sul governo Draghi

A proposito di Draghi, le sta piacendo il suo Governo? “Neanche un po’” risponde Elena Fattori. Perché? “Perché innanzitutto è un Governo orientato verso destra, verso la grande industria, verso la cementificazione. Affronta poco e niente le emergenze e le esigenze dei più poveri. Destina al Sud, contrariamente a quanto preannunciato, meno delle risorse previste dall’Unione europea. E’ un Governo che ricalca un pensiero vecchio, iperliberista. E’ il Governo delle grandi aziende. Il Governo che pensa alla competitività e al Pil, ma non guarda in faccia i disuguali. Il Pil potrebbe anche aumentare, ma a vantaggio dei ricchi, rendendoli ancora più ricchi. La ricchezza dovrebbe, invece, essere redistribuita, anziché avvantaggiare ulteriormente il mondo ristretto e beato del privilegio.”

Il video di Beppe Grillo

Senatrice Elena Fattori, lei ha militato per tanti anni nei Cinquestelle. Questa domanda gliela devo fare. Ha visto il video in cui Beppe Grillo prova a difendere il figlio accusato di stupro? “Il video di Grillo è subcultura di un secolo fa. Non voglio commentarlo. Mi fa schifo. E mi lascia dentro solo una sensazione di profondo ribrezzo. Punto. Non c’è altro da aggiungere”. Questa l’intervista rilasciata dalla senatrice Elena Fattori a nuove notizie press.

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Incontri tra Salvini e Bossi a Gemonio: i temi al centro del dibattito.

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Incontri tra Salvini e Bossi a Gemonio: i temi al centro del dibattito.

# Incontro a Gemonio tra Salvini e Bossi: Un Dialogo Proficuo

Un significativo incontro si è svolto a Gemonio, Varese, tra il leader della Lega Matteo Salvini e l’ex segretario Umberto Bossi. La conversazione, durata oltre un’ora, è avvenuta in un’atmosfera di cordialità e rilassatezza, specialmente dopo le recenti notizie infondate sullo stato di salute di Bossi. Salvini ha descritto l’incontro come estremamente positivo, esprimendo soddisfazione reciproca.

Tematiche Affrontate nell’Incontro

Durante il colloquio, sono stati affrontati diversi argomenti di rilevanza nazionali. In primo luogo, l’autonomia è stata al centro del dibattito, con Salvini che l’ha definita una “battaglia storica della Lega”, utile per l’intero Paese. Oltre a ciò, si è parlato di infrastrutture lombarde, giustizia, sicurezza e immigrazione. Anche le questioni economiche e le strategie energetiche, compreso un occhio attento al nucleare, hanno trovato spazio nelle discussioni.

L’incontro ha visto la presenza della famiglia di Bossi, tra cui sua moglie Manuela Marrone e il figlio Renzo. Salvini ha manifestato l’intenzione di mantenere Bossi aggiornato sugli sviluppi futuri, promettendo nuove occasioni di incontro.

Prospettive di Ulteriori Incontri

Tra gli impegni presi, Salvini ha assicurato che terrà Bossi informato sulle questioni affrontate, aprendo a un futuro incontro che includerà anche ministri, a partire da Roberto Calderoli. Questa premessa sottolinea l’importanza di un dialogo continuo e costruttivo con il fondatore della Lega, riconoscendo il suo valore e contributo ai temi cruciali che il partito e il Paese si trovano ad affrontare.

Questa iniziativa di coinvolgimento evidenzia come la Lega intenda valorizzare la propria storia e il legame con le radici, mirando a costruire un futuro solido e orientato verso l’autonomia e la sicurezza nazionale.

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Cambio al vertice: Giuli subentra dopo le dimissioni del Ministro Sangiuliano

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Cambio al vertice: Giuli subentra dopo le dimissioni del Ministro Sangiuliano

# Dimissioni di Gennaro Sangiuliano: Un Cambiamento al Vertice della Cultura

La Lettera di Dimissioni

Il 7 settembre 2024, Gennaro Sangiuliano ha ufficialmente rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di Ministro della Cultura. Questo annuncio è avvenuto attraverso una lettera indirizzata alla premier Giorgia Meloni, dopo una serie di polemiche e indiscrezioni che hanno tenuto banco negli ultimi giorni. Sangiuliano ha espresso la sua soddisfazione per i risultati ottenuti nelle politiche culturali durante il suo mandato, ma ha affermato la necessità di considerare le sue dimissioni come “irrevocabili”.

Pressioni e Malumori nel Governo

Le tensioni all’interno del governo erano palpabili, con pressioni crescenti nei confronti di Sangiuliano. Fonti vicine al governo hanno rivelato che l’atmosfera era diventata insostenibile a causa delle continue rivelazioni legate a un’imprenditrice campana. Questa situazione ha messo in discussione la credibilità dell’intero esecutivo e della stessa Giorgia Meloni, spingendo alcuni membri di Fratelli d’Italia a suggerire che fosse indispensabile chiudere la questione rapidamente per il bene della coalizione.

Il Ruolo della Meloni e l’Exit Strategy

Dopo un iniziale sostegno a Sangiuliano, la premier Meloni ha riconosciuto che le circostanze richiedevano una rapida risoluzione della crisi. Questo ha portato a una riflessione profonda sull’opportunità politica di chiudere la questione al più presto. Meloni ha poi deciso di non partecipare al G7 dei Parlamenti e ha dedicato il suo tempo alla gestione della situazione e all’individuazione di una strategia di uscita per Sangiuliano. Nel pomeriggio, ha informato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, delle dimissioni del ministro.

Il Nuovo Ministro e le Prospettive Future

Dopo aver accettato le dimissioni di Sangiuliano, il Presidente Mattarella ha firmato il decreto che nomina Alessandro Giuli, attuale presidente della Fondazione Maxxi, come nuovo Ministro della Cultura. In seguito al giuramento di Giuli, Giorgia Meloni ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento per Sangiuliano, definendolo un uomo capace e onesto, e ha assicurato che con il nuovo ministro continueranno gli sforzi per il rilancio della cultura nel Paese.

Reazioni e Riconoscimenti

Le reazioni alle dimissioni di Sangiuliano sono state di sostegno e riconoscimento. Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, ha elogiato Sangiuliano per il suo operato e ha sottolineato come la sua scelta di dimettersi gli permetta di difendersi e dimostrare la sua integrità. Matteo Salvini ha anch’esso inviato un messaggio di gratitudine al ministro dimissionario e ha dato il benvenuto al suo successore Giuli.

In conclusione, le dimissioni di Gennaro Sangiuliano segnano un momento significativo nella politica culturale italiana, evidenziando le sfide e le dinamiche che influenzano l’attuale governo. La nomina di Alessandro Giuli potrebbe rappresentare un nuovo inizio per il dicastero e per la cultura nazionale.



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