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Cronaca

Cucchi risarcimento – Maxi richiesta della famiglia ai carabinieri imputati

Cucchi risarcimento – Le parole durissime del legale, avvocato Fabio Anselmo

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Cucchi risarcimento – Maxi richiesta della famiglia ai carabinieri imputati

CUCCHI RISARCIMENTO – L’importo si attesta sui 2 milioni di euro. Ai quali se ne devono aggiungere altri 750 mila in qualità di provvisionale. La richiesta è stata formulata dal legale in aula, al termine dell’arringa accusatoria. Destinatari gli 8 carabinieri imputati per la morte del geometra romano. A loro carico l’aver depistato in più occasioni le indagini sull’episodio, risalente al 22 ottobre del 2009.

CUCCHI RISARCIMENTO, LE PAROLE DELL’AVVOCATO

Siamo esseri umani – si è sfogato Anselmoma queste persone ci hanno trattato come carne da macello. Hanno fatto di tutto per nascondere delle responsabilità che sono gravi. Anche se esistono tante parti sane nell’Arma, come questo processo ha mostrato“. Accuse specifiche quelle dell’avvocato, con tanto di nomi e cognomi: “Questi depistaggi hanno un motore principale e un’anima nera, il generale Alessandro Casarsa“.

Ma il momento clou è l’ascolto dell’udienza di convalida del fermo: “Roba da brividi – spiega Anselmo – Stefano era un ragazzo in perfetta salute, andava in palestra e la sua magrezza era simile a quella di sua sorella. Riguardandolo in foto, nessuno direbbe che è un tossicodipendente“.

E in conclusione l’attacco violento a Casarsa: “Nel suo esame ha praticamente confessato. Si sente al di sopra di tutto e tutti e mostra quanto ami visceralmente la carriera. E’ lui ad aver operato il tutto. Ha provato a farci credere che nessuno sapeva nulla e che ne era messo al corrente dai giornali. Ha negato l’evidenza, la logica, fino alla fine, e ciò è quello che più mi ha stupito“.

MOLESTIE AL DUOMO, LE VITTIME ACCUSANO LA POLIZIA

Cronaca

Ragazza morta dopo volo dall’ex molino: indagini per omicidio colposo

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Ragazza morta dopo volo dall’ex molino: indagini per omicidio colposo

MorteMisteriosa: Scopri i segreti di una caduta fatale in una fabbrica abbandonata!

L’Indagine Parte da un’Ombra di Colpa

La procura di Roma ha ipotizzato il reato di omicidio colposo per indagare sulla tragica morte di Carlotta C., una studentessa di 19 anni. Tutto è iniziato quando la giovane è precipitata dal settimo piano di un’ex fabbrica, l’antico molino Agostinelli, chiuso da vent’anni e situato in una zona periferica di Roma. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i fatti, con l’obiettivo di conferire l’autopsia e sequestrare il cellulare delle sue amiche, che erano con lei durante la visita. Al momento, non ci sono indagati ufficiali, ma il mistero intorno a questa incursione in un luogo così pericoloso sta alimentando le prime domande.

L’Allarme e il Pericolo Nascosto in un Edificio Dimenticato

A dare l’allarme sono state proprio le tre amiche di Carlotta, che si trovavano con lei sabato pomeriggio in quel labirinto di rovine. L’ex molino è un posto fatiscente, preda di vandali e incuria, con pavimenti dissestati e feritoie che rendono ogni passo un rischio mortale. Sembra che Carlotta sia caduta in una di queste trappole, e nonostante l’arrivo rapido dei soccorsi, per lei non c’era più nulla da fare. Gli inquirenti ora si chiedono: cosa ha spinto un gruppo di giovani a esplorare un sito così instabile, dove il pericolo è dietro ogni angolo?

Le Passioni Segrete e le Domande Senza Risposta

Carlotta C. era appassionata di writer e “urbex”, il turismo estremo dei luoghi abbandonati, e forse proprio queste inclinazioni l’hanno portata in quel sito, un tempo meta preferita da artisti di strada e avventurieri. L’indagine procederà passo dopo passo: prima per chiarire le cause della caduta, poi per individuare eventuali responsabilità, inclusa la mancanza di vigilanza adeguata sull’edificio. Ma cosa nascondeva davvero quel gigante di cemento, e quali segreti potrebbero emergere dalle testimonianze? Le risposte potrebbero rivelare molto di più di quanto sembri.

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L’inaspettato Far West di Villa Borghese

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L’inaspettato Far West di Villa Borghese

Hai mai visto una serata in discoteca trasformarsi in un vero incubo armato? #VillaBorghese #SpariNotturni #RomaMisteri

L’Allontanamento e il Ritorno Inaspettato

Immaginate la scena: un giovane viene cacciato dai buttafuori di una discoteca affollata a Villa Borghese per aver causato disordini, fingendo di andarsene tranquillo. Ma ecco il colpo di scena che fa accelerare i cuori – torna poco dopo, armato di pistola, e spara diversi colpi contro un’auto nel parcheggio. Per puro miracolo, nessuno è stato ferito, ma la tensione è stata palpabile tra i decine di giovani presenti, terrorizzati dalle esplosioni dell’arma semiautomatica intorno alle 5:30 del mattino. Gli investigatori hanno scoperto che la pistola si è inceppata, evitando una potenziale tragedia che avrebbe potuto fare notizia per giorni.

I Testimoni Raccontano le Loro Paure

I racconti dei testimoni aggiungono un tocco di suspense a questa storia. Un buttafuori ha descritto il giovane come visibilmente ubriaco e aggressivo, che disturbava i tavoli e le comitive senza motivo. “Sembrava non avere il controllo”, ha detto, spiegando come il personale avesse provato a calmarlo prima di chiedergli di lasciare il locale. Ma il vero brivido arriva dopo: un testimone nel parcheggio ha visto l’uomo estrarre l’arma e ha gridato per avvertire gli altri. “Ho pensato di essere in un film d’azione”, ha confessato un giovane agli inquirenti, con il cuore in gola mentre la gente fuggiva terrorizzata. Queste descrizioni rendono l’episodio ancora più intrigante, facendoci chiederci cosa spinga qualcuno a un gesto così estremo.

La Sparatoria e le Indagini in Corso

Ora, il momento clou: i colpi sono partiti proprio nel parcheggio, perforando la carrozzeria di un’auto parcheggiata. La polizia è intervenuta in pochi minuti, bloccando le strade e raccogliendo descrizioni dello sparatore, che è riuscito a scappare. Gli agenti stanno esaminando ogni dettaglio, come lo scooter che potrebbe essere stato lasciato sul posto o il fatto che il giovane avesse facile accesso a un’arma, suggerendo possibili legami con ambienti poco raccomandabili. Le telecamere della discoteca potrebbero rivelare indizi cruciali, lasciando tutti con il fiato sospeso su cosa succederà dopo. È una caccia che promette sviluppi sorprendenti!

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