Ucraina, “uccidere Putin potrebbe essere l’unica soluzione”
Il senatore statunitense Lindsey Graham, veterano del Partito Repubblicano, ha affermato che l’unica soluzione del conflitto deve essere l’assassinio del presidente russo Vladimir Putin: “Come va a finire? Qualcuno in Russia deve alzarsi e farla finita con questo tizio”, ha detto Graham in un’intervista.
Secondo il senatore “il popolo russo è l’unico che può sistemare questa faccenda”, in tal caso, facendo riferimento all’ufficiale tedesco che cercò invano di uccidere Adolf Hitler nel 1944, ha affermato che “renderebbe un grande servizio al suo Paese e al mondo”.
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3Incidente fatale durante potatura ulivi: muore Franco Ferrante
Come romano, cresciuto tra le strade acciottolate e i parchi un tempo rigogliosi della mia città, mi si stringe il cuore ogni volta che una storia come quella di Franco Ferrante arriva alle nostre orecchie. Franco era uno di noi – un appassionato di bici, un volontario instancabile, un grande camminatore che amava esplorare Roma a piedi, sentendone il polso. La sua morte prematura a 39 anni, per una caduta da un albero mentre potava ulivi, non è solo una tragedia personale, ma un grido silenzioso contro l'abbandono che sta divorando la nostra città. E mentre piangiamo la sua perdita, molti di noi si chiedono: quanto ancora dobbiamo sopportare prima che l'amministrazione comunale si svegli e dia priorità a ciò che davvero conta?
I fatti sono semplici e strazianti. Ieri, Franco Ferrante, un uomo che dedicava il suo tempo libero a mantenere puliti i dintorni e a curare gli spazi verdi, è caduto fatalmente da un albero durante una sessione di potatura. Era un volontario, uno di quei cittadini che, stanchi di aspettare l'intervento pubblico, si rimboccano le maniche per rendere Roma un posto migliore. La notizia, diffusa dai media locali, ha toccato le corde della comunità, ricordandoci che Franco non era solo un nome su una pagina, ma un esempio di dedizione civica. Immaginate: un uomo che amava così tanto la sua città da rischiare per essa, in un'area che forse, come tante altre, era stata lasciata marcire dall'incuria. Questa storia non è isolata; è il riflesso di un problema più ampio che affligge quartieri come il nostro, dove parchi e spazi verdi sono ridotti a zone pericolose, invasi da erbacce e alberi instabili.
Chiusura asilo Bufalotta: genitori nel caos, urge intervento urgente
Come romano che ogni giorno combatte con il caos delle strade dissestate e i servizi pubblici inesistenti, non posso fare a meno di sentirmi tradito da questa amministrazione. Immaginatevi la scena: ieri mattina, 115 bambini si sono svegliati pronti per l'asilo, ma invece di tuffarsi nei giochi e nelle lezioni, hanno trovato solo le pareti di casa. Le loro maestre, donne che dedicano la vita ai più piccoli, sono rimaste senza lavoro dall'oggi al domani. È una ferita aperta nel cuore della nostra città, un simbolo di come Roma stia affondando sotto il peso di scelte politiche che ignorano chi ne ha più bisogno. Io, come tanti altri, mi chiedo: fino a quando dovremo subire questo degrado?
La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Secondo quanto riportato, l'asilo nido della Bufalotta – un quartiere già segnato da strade piene di buche e parchi abbandonati – ha chiuso improvvisamente, lasciando a casa 115 bambini e le loro famiglie. "È successo tutto all'improvviso, non sappiamo come fare", hanno dichiarato alcuni genitori, descrivendo il panico di dover improvvisare soluzioni per il lavoro e la cura dei figli. Le maestre, anch'esse colpite da questa decisione, si trovano ora senza stipendio, senza preavviso, in un momento in cui il costo della vita a Roma è già insostenibile. Questa non è solo una storia di un asilo chiuso: è il racconto di un quartiere trascurato, dove i servizi essenziali crollano come edifici fatiscenti, e le famiglie sono lasciate sole a gestire le conseguenze.
Indagati vertici Aeronautica: scomparsi 2500 pezzi aerei militari da 17 milioni di euro
Come romano che ogni giorno barcolla sulle buche delle strade del mio quartiere, evita cumuli di rifiuti non raccolti e vede i parchi locali ridotti a selve incolte, non posso fare a meno di sentire una rabbia profonda. Vivo in questa città che amo, ma che mi delude ogni volta di più. Ora, leggendo di componenti di aerei militari per un valore di 17 milioni di euro spariti nel nulla, mi chiedo: quante volte dobbiamo assistere a questi scandali prima che l'amministrazione comunale si ricordi di noi, i cittadini che pagano le tasse e aspettano solo un po' di decenza?
La notizia è chiara e preoccupante: secondo quanto riportato, parti strategiche destinate a cacciabombardieri Tornado, Amx e velivoli da trasporto C-130 sono scomparse, con sotto esame persino dirigenti di aziende come Ge Avio. Un valore di ben 17 milioni di euro che evapora, lasciando solo interrogativi e un senso di impotenza. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un sintomo di un sistema più ampio dove le risorse pubbliche sembrano dissolversi come neve al sole. Come cittadino, mi domando come sia possibile che questi fondi, probabilmente legati a progetti nazionali, non vengano gestiti con la trasparenza che meritano, mentre qui a Roma le nostre esigenze quotidiane restano ignorate.