Cronaca
Ifo Furbetti del cartellino: circa 90 indagati tra medici e infermieri
Ifo Furbetti del cartellino. A scoprire il raggiro un’indagine della Procura di Roma

IFO Furbetti del cartellino. Gli episodi sono stati registrati tra le mura del reparto di Oncologia, quello dedicato ai malati di cancro per intenderci. Qui alcuni dipendenti avrebbero utilizzato le ore di servizio per svolgere attività strettamente personali: fare la spesa, portare l’auto dal meccanico, addirittura farsi una gita al mare. E non mancavano nemmeno quelli che effettuavano un secondo lavoro. Come era possibile tutto ciò? Semplice: chi entrava regolarmente in servizio timbrava il badge, oltre che per sè, anche per i colleghi ‘assenti’.
IFO FURBETTI DEL CARTELLINO, I DETTAGLI DEL ‘SISTEMA’
I quali, in caso di controlli, venivano poi avvisati di far ritorno al proprio posto giusto in tempo per non essere scoperti. Un sistema quasi perfetto, sostenuto sia da medici che da infermieri, che i magistrati capitolini hanno provveduto a smantellare. Nel mirino della pm Alessandra Fini ci sono ora 89 persone, tra cui dipendenti in pensione ed ex dipendenti dell’ente che gestisce l’Istituto di San Gallicano. Il raggiro risalirebbe a prima della pandemia, tra l’ottobre del 2018 e il giugno del 2019.
IFO FURBETTI DEL CARTELLINO, LE INDAGINI
Le indagini, svolte dai Carabinieri, hanno preso avvio in seguito alla denuncia sporta dallo stesso Ifo, dichiaratosi parte lesa nella vicenda. “Attendiamo l’esito del lavoro giudiziario prima di intraprendere azioni disciplinari“, le parole a ‘Il Messaggero’ dei vertici delle pubbliche relazioni della struttura. Il ‘sistema’ sarebbe stato scoperto grazie ad alcune telecamere nascoste nei pressi dei dispositivi di stampaggio. Le rilevazioni sarebbero state poi confermate dai Gps di cellulari e automobili dei coinvolti, oltre che dai tabulati telefonici.
Cronaca
Truffa delle chiavi dell’auto a Roma, aumento delle denunce per furti e modalità operative

È una delle varianti del raggiro delle monete gettate a terra, a pochi metri dalla vittima scelta per il colpo. La truffa delle chiavi colpisce ancora a Roma. Polizia e carabinieri ricevono numerose denunce. Come l’ultima, giunta presso l’Ufficio del Commissariato Fidene Serpentara venerdì 28 marzo. L’esposto è di una anziana signora derubata della borsa nel quartiere Tufello. All’interno aveva portafogli, documenti e libretto della macchina.
Il racconto
Erano da poco trascorse le 9.20 di venerdì quando una donna si appresta a salire sulla propria vettura. «Mia mamma – racconta Giulia (che ha preferito mantenere l’anonimato) – era vicino alla sua macchina parcheggiata in via Monte San Vicino, angolo via Tonale, quando due ragazzi si sono avvicinati dicendole che aveva perso le chiavi». Uno era fermo vicino all’auto della vittima, lato passeggero, mentre l’altro con insistenza costringeva la donna a raccogliere quel mazzo a terra. La donna più volte ha tentato di allontanare il truffatore fino a quando non ha ceduto e ha raccolto le chiavi. Una frazione di secondo e l’altro complice ha aperto lo sportello e sottratto la borsa agganciata al cambio. All’interno c’erano il portafogli con documenti e 70 euro, oltre al libretto dell’auto. «Ero preoccupata per mia mamma, sola, e pensavo l’avessero fatto del male. Siamo andate immediatamente dalla polizia e abbiamo trascorso diverse ore negli uffici del Commissariato Fidene per sporgere denuncia». Nella zona non ci sono telecamere utili a individuare i due ladri, di origine magrebina secondo quanto riportato dalla vittima di 70 anni. «Ultimamente ne capitano tantissime – conferma Giulia – e questa fino a qualche tempo fa era una zona abbastanza tranquilla. Ora non lo è più».
La tecnica
«Scusi, ci sono le chiavi accanto alla sua auto. Le sono cadute?». È la frase utilizzata dai truffatori alle loro prede. Un piano semplice quanto rovinoso che scatta quando la vittima sta aprendo lo sportello dell’auto. Mentre infila le buste della spesa e la borsa sul sedile del passeggero, la malcapitata si distrae. A quel punto scatta il piano.
Cronaca
Assoluzione per Minenna, ex direttore delle Dogane accusato di abuso di ufficio

Era stato denunciato dall’allora direttore della Segreteria del vicepresidente della stessa Agenzia, Andrea Canali. L’indagine si è sviluppata attorno a un’inchiesta che ha messo in luce presunti comportamenti scorretti e irregolarità all’interno dell’agenzia. Gli approfondimenti hanno portato a interrogatori e verifiche su vari aspetti della gestione e delle pratiche lavorative.
Accuse e reazioni
Le accuse mosse hanno causato un notevole scalpore, suscitando reazioni sia all’interno che all’esterno dell’Agenzia. Sono emerse divergenze di opinioni sui metodi utilizzati e sull’operato della dirigenza, portando a un clima di incertezza e tensione.
Situazione attuale
Attualmente, l’Agenzia continua a operare mentre proseguono le verifiche su quanto emerso. Le istituzioni competenti stanno seguendo attentamente il corso degli eventi, in attesa di chiarimenti ufficiali da parte dei coinvolti.
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