Cronaca
Z russa su locandina evento: scoppia il caso a Zagarolo
Z russa su locandina evento: è polemica nella cittadina in provincia di Roma

Z russa su locandina evento. Il manifesto promuoveva la ‘festa della vittoria dell’Unione Sovietica sul nazifascismo’, organizzata dal Pci di Zagarolo per il prossimo 8 maggio. A fare scalpore però è stata la ‘Z’ del nome della città, stilizzata sul modello di quella presente sui carrarmati russi in Ucraina. La decisione, riporta Il Corriere della Sera, sarebbe stata presa dagli organizzatori per protestare contro l’atteggiamento delle istituzioni relativamente al conflitto. “Una narrazione unica – la definiscono – che riabilita opportunisticamente simboli e gesti dei Nazifascisti, con la Nato e l’UE che armano il battaglione Azov Nazista e Banderista. Si vede l’Italia in prima fila contro la resistenza del Donbass e che invia armi contro i propri alleati russi“.
Z RUSSA SU LOCANDINA, LE REAZIONI
L’iniziativa non ha però mancato di suscitare reazioni sdegnate. Su tutte, quella del Comune di Zagarolo, che ha immediatamente preso le distanze. “Sin da subito – si legge in una nota – ci siamo adoperati per accogliere i profughi e manifestare per la pace con una fiaccolata. Occasione in cui abbiamo ribadito che il dialogo e la diplomazia sono le uniche strade per evitare guerre e conflitti“. La sezione del Pci però replica alle accuse: “Quella Z è il Nastro di San Giorgio, per il quale sono morti 27 milioni di cittadini russi. I quali si sono battuti anche per donarci il diritto di criticarli. Se non ci fossero stati loro, oggi saremmo tutti sotto la frusta del nazismo e parleremmo tedesco“.
Cronaca
Ilaria Sula uccisa in un solo minuto con tre coltellate al collo: la drammatica fine di una giovane donna

ROMA – Un dramma familiare con risvolti da moderna tragedia si è consumato nella capitale, dove un corpo è stato trovato senza vita dopo essere rimasto in casa o nell’auto per ben venti ore. La vicenda, che ha dell’incredibile, ha avuto inizio da un semplice messaggio ricevuto sulla popolare app di incontri Tinder. Secondo quanto riferito, “La lite e i colpi dopo un messaggio ricevuto su Tinder”, commento che lascia intendere come le tecnologie moderne possano trasformarsi, in un battibaleno, da strumenti di svago a catalizzatori di violenza domestica.
La Scoperta del Corpo
Il corpo della vittima, rimasto inosservato per quasi un’intera giornata, è stato infine rinvenuto, suscitando non poche domande sulla dinamica degli eventi e sulla reattività degli eventuali coinquilini o vicini. Le indagini sono in corso per chiarire ogni dettaglio di questa oscura vicenda.
L’Impatto della Tecnologia
Il fatto che una lite degenerata in violenza fisica sia stata innescata da un messaggio su Tinder apre un dibattito sulla sicurezza e l’impatto delle app di incontri nella vita quotidiana.È evidente come la facilità di accesso a tali piattaforme possa avere conseguenze inaspettate, talvolta tragiche, nelle relazioni interpersonali.
Le autorità stanno lavorando per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi, mentre la comunità è ancora una volta chiamata a riflettere sulla fragilità delle relazioni moderne e sull’importanza della prevenzione della violenza domestica.
Cronaca
Quando ha saputo che aveva ucciso Ilaria, sono rimasto paralizzato: la confessione choc del killer

In un drammatico sviluppo del caso di Ilaria Sula, la giovane di 22 anni trovata uccisa e abbandonata dentro una valigia nelle campagne di Capranica, Prenestina, emergono dettagli sconvolgenti. Mark Samson, il fidanzato della vittima, ha confessato l’omicidio, lasciando senza parole chi lo conosceva bene. «Non ne voglio parlare» gli aveva scritto Mark il giorno della scomparsa di Ilaria, come rivelato da Lorenz Miranda, 23 anni, amico intimo di Samson, quasi un fratello. Lorenz non avrebbe mai immaginato che Mark potesse essere colpevole e ha rispettato il suo silenzio.
La reazione alla confessione
«Non riesco ancora a crederci. Io e Mark siamo cresciuti insieme, facevamo tutto insieme: scuola, feste, basket. Persino la nostra prima macchina l’abbiamo comprata nello stesso momento dopo tanti risparmi messi da parte. Mia madre lo considerava un figlio. Quando ha saputo che era stato lui ad uccidere Ilaria ha pianto, io sono rimasto paralizzato. Ho dovuto chiedere il permesso dal lavoro e uscire a fare una passeggiata. Ancora oggi non riesco a realizzare», ha raccontato Lorenz, visibilmente scosso dalla notizia.
L’amicizia e la conoscenza di Ilaria
«Le nostre famiglie sono entrambe filippine e nel nostro ambiente ci conosciamo un po’tutti. Poi abitiamo vicino, lui quartiere Africano, io in quello Trieste. Ma l’amicizia vera è nata al liceo. Passavamo insieme tutti i pomeriggi. Lui dormiva da me. Poi, con il lavoro, ci siamo visti un po’ meno, ma il legame è rimasto», ha spiegato Lorenz, descrivendo la profondità del loro rapporto. Conosceva anche Ilaria, dato che Mark la portava spesso alle uscite del loro gruppo, i ‘Cecchini boyz’. «Sì, stavano insieme da più di un anno. Lui ogni tanto la portava alle uscite del nostro gruppo: i ‘Cecchini boyz’ così ci chiamiamo, siamo molto uniti. E lui era premuroso con lei, quando tornava da Terni per esempio la andava a prendere alla stazione. Sembrava felice», ha aggiunto.
Gli ultimi giorni e la scoperta
Negli ultimi tempi, Lorenz non aveva notato nulla di strano, dato che era a Capri per lavoro. «No. Anche perché da 7 settimane mi trovo a Capri per lavoro, sono tecnico di condizionatori. Quindi non ho più visto Ilaria. Ho letto della sua scomparsa il 30 marzo, mentre ero al campetto da basket a Roma, ma Mark non c’era. Gli ho scritto subito per sapere come stava e mi ha risposto con freddezza: “Non ne voglio parlare”. Ho deciso di lasciarlo in pace, pensando fosse solo molto preoccupato». Tuttavia, il 31 marzo, Lorenz ha incrociato l’auto di Mark a Roma, ma la risposta di Mark è stata vaga e distante. «Sì. Ero in macchina sulla Batteria Nomentana intorno alle 8 del mattino, io andavo a lavoro e ho riconosciuto la sua auto. Lui stava andando verso Piazza Sempione. Gli ho scritto subito: “Bro dove vai così presto? Ti ho incrociato”. Mi ha risposto dopo unорах, ma in modo vago. Ho cercato di offrirgli supporto, dirgli che c’ero, ma lui mi ha liquidato la sera tardi con un: “Non ne voglio parlare, voglio stare solo. Grazie comunque”.
Ilaria Sula è stata uccisa con tre coltellate al collo, e l’autopsia ha confermato che è morta per shock emorragico. Mark Samson ha commesso l’omicidio mentre i suoi genitori erano in casa, e ora si pone la questione di cosa rischino il padre e la madre dello studente filippino, dato che la stanza del delitto è stata ripulita. La notizia della confessione di Mark ha iniziato a circolare nei gruppi di amici, lasciando tutti increduli e senza parole.
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