ROMA Polmone perforato durante fisioterapia. Una vicenda costata la carriera all’atleta oggi 32enne, vincitore di un oro e di un argento agli Europei 2012. Tutta colpa di una contrattura alla spalla, che lo ha costretto a sottoporsi ad alcune sedute di riabilitazione. Al termine delle quali, nel 2014, i medici gli hanno riscontrato un pneumotorace. Dell’accaduto dovranno ora rispondere due fisioterapisti, che allora operavano in una clinica dalle parti di piazza Bologna. Sono accusati di aver esercitato in maniera abusiva la professione medica. Reato che avrebbero portato avanti in concorso tra loro.
POLMONE PERFORATO, COS’E’ IL ‘DRY NEEDLING
A seguito dell’infortunio, Rolla effettua presso la struttura specializzata del ‘dry needling’. Gli vengono dunque inseriti nella pelle e nei muscoli dei piccolissimi aghi, al fine di sciogliere la contrattura. Definito ‘atto medico’ solo nel 2017, all’epoca dei fatti poteva dunque essere praticato dai due fisioterapista dopo aver seguito un corso ad hoc. Poco dopo il termine della seduta, però, l’atleta torna nella clinica facendo presente alcuni dolori. Viene visitato e, mezz’ora più tardi, sentendosi un pò meglio, fa rientro a casa. Con il passare dei giorni, però, la situazione non migliora, anzi si aggrava mentre Rolla si allena.
POLMONE PERFORATO, FISIOTERAPISTI A PROCESSO
L’atleta si reca così all’ospedale San Camillo, dove gli viene effettuata una lastra al torace. E si può ben immaginare il suo stupore di fronte al risultato dell’esame: pneumotorace causato da un polmone perforato. Rolla viene dunque immediatamente messo sotto cure, che però lo costringono ad uno stop di quasi 2 mesi. E alla fine, dopo essersi ritirato dalle competizioni, decide di denunciare quanto gli era accaduto. Il caso è giunto così nell’aula del Tribunale, dove ieri i due fisioterapisti sono stati ascoltati dal magistrato. Che il prossimo settembre dovrebbe emettere la propria sentenza.
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