Cronaca
Roma, arrestato un insegnante pedofilo della scuola primaria. Sul telefono più di 144 immagini e video

ARRESTATO A ROMA DALLA POLIZIA DI STATO UN INSEGNANTE PER ADESCAMENTO MINORILE, PORNOGRAFIA MINORILE E DETENZIONE DI INGENTE MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO.
A seguito di denuncia sporta presso la Polizia Postale di Brescia da parte della madre di una minorenne vittima di adescamento, è stata svolta una complessa attività investigativa che ha consentito di individuare l’autore del reato, ovvero un insegnante di una scuola primaria.
Le ricerche dell’indagato sono risultate estremamente laboriose in quanto l’uomo – un cinquantenne di origini piemontesi – è risultato per mesi irrintracciabile.
Individuato nella città di Roma, è stato sottoposto a perquisizione domiciliare e informatica, al termine della quale gli è stato sequestrato uno smartphone all’interno del quale erano presenti 144 tra immagini e video a carattere pedopornografico. L’analisi del dispositivo ha inoltre consentito di ricostruire ulteriori condotte di adescamento nei confronti di altre giovani vittime con le quali l’uomo intratteneva videochiamate a sfondo sessuale.
L’indagato avrebbe registrato le videochiamate con le minori al fine di conservare le clip video, spacciandosi per un giovane ragazzo grazie all’utilizzo di un software in grado di modificare gli aspetti somatici del volto (c.d. “deepfake”).
Considerate le fonti di prova acquisite, il G.I.P. di Brescia ha disposto la custodia cautelare a carico dell’insegnante, che è stato immediatamente trasferito in carcere.
Le indagini, condotte dalla Polizia Postale di Brescia, con il supporto del CNCPO del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, ha impegnato anche i Compartimenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia, della Calabria e del Lazio, con il coordinamento delle Procure della Repubblica di Brescia e di Reggio Calabria.
Cronaca
Ateo e anticlericale racconta da vicino la rivoluzione di papa Francesco

Nell’ambito del Festival Letterature di Roma, lo scrittore spagnolo Javier Cercas ha raccontato la sua recente avventura letteraria durante la seconda serata delle anteprime all’Auditorium Parco della Musica. «La prima cosa che ho chiesto è stata "voi sapete che sono pericoloso?" Sono cattolico di cultura ma ateo e anticlericale. Del resto anticlericale lo è anche il papa», ha dichiarato Cercas, presentando il suo ultimo libro "Il folle di Dio alla fine del mondo" (Guanda), che esplora la Chiesa di papa Francesco. Il Vaticano ha aperto le sue porte a questo scrittore non credente, garantendogli libertà totale per documentare il viaggio del Papa in Mongolia. Il libro è stato pubblicato contemporaneamente in Italia, Spagna e nei paesi dell’America Latina.
L’incontro inaspettato
Cercas ha espresso il suo stupore per l’offerta ricevuta al Salone del Libro di Torino da Lorenzo Fazzini, responsabile della Libreria Editrice Vaticana. «Anche se ancora non so perché hanno pensato a me, e in fondo è l’unica cosa che non ho chiesto perché per il resto è un libro di domande, capisco – racconta Cercas – che si tratta di una opportunità unica: il risultato è un libro molto folle, molto strano», un’opera che mescola saggio, cronaca e giallo. Lo scrittore ha spiegato che tutti i suoi libri contengono un enigma da decifrare, e in questo caso si tratta di «l’enigma fondamentale del cristianesimo, la resurrezione della carne e la vita eterna. Mia madre rivedrà mio padre dopo la morte?" è la domanda che più gli sta a cuore, posta direttamente a Francesco, la cui risposta arriva in modo «incredibile, direi miracolosa se credessi ai miracoli» alla fine del libro.
La rivoluzione di Francesco
Cercas ha descritto il Papa come un rivoluzionario che punta a un ritorno al cristianesimo delle origini, radicale e non conservatore. «Cristo era un uomo pericoloso che come tale è stato crocifisso», ha affermato, sottolineando che Francesco, pur essendo un uomo di potere, ha agito con prudenza per realizzare la sua visione. «Francesco è un uomo complesso, un uomo di potere, che aveva un’idea e ha fatto tutto quello che ha considerato prudente per conseguirla. Certo non ha fatto tutto quello che si era prefissato, non è arrivato fin lì pur avendone la possibilità, essendo la Chiesa una monarchia assoluta: proprio perché ha una dimensione politica molto forte – dice lo scrittore – il Papa ha ascoltato la Chiesa e ha capito che non era pronta».
Le Anteprime sono una novità dell’edizione 2025 del festival, con incontri distribuiti in vari luoghi della città prima delle serate estive allo Stadio Palatino, previste per l’8, 9, 11, 13, 15 e 16 luglio. Il tema di quest’anno è ‘Ritorni’, un concetto che richiama l’Odissea di Omero e, secondo l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio, «lo usiamo anche per indicare il ritorno a mostruosità come razzismo e guerra e anche di un capitalismo che produce solitudine. Intendiamo dare centralità alla parola e alla scrittura – conclude – come primi passi di una resistenza umana».
Cronaca
Lavoratori del Gruppo Orizzonte sfruttati: la denuncia della Uiltucs

Roma, 3 Aprile 2025 – Un contratto definito "pirata" sta causando una perdita di settemila euro l’anno per il personale della società. I sindacalisti sono sul piede di guerra e hanno già attivato l’Ispettorato del lavoro per risolvere la questione.
La Denuncia dei Sindacalisti
Per i sindacalisti, il contratto in questione è un vero e proprio “pirata”, che sta letteralmente derubando i lavoratori di una somma considerevole ogni anno. La situazione è diventata insostenibile, e non si tratta solo di numeri, ma di vite reali che vedono ridursi il loro potere d’acquisto in modo drammatico.
L’Intervento dell’Ispettorato
L’Ispettorato del lavoro è stato immediatamente coinvolto per fare luce su questa vicenda. La speranza è che un intervento rapido possa riportare giustizia e dignità ai lavoratori coinvolti. Commento: "Finalmente qualcuno che si muove, speriamo non sia troppo tardi."
Le Reazioni dei Lavoratori
La reazione dei lavoratori è stata di rabbia e frustrazione. La perdita di settemila euro l’anno non è una cifra da poco, soprattutto in un periodo di crisi economica. La situazione ha acceso un dibattito acceso su come i contratti di lavoro possano essere così sfavorevoli ai dipendenti, mentre le aziende continuano a prosperare.
L’ascolto dell’audio completo è riservato agli abbonati premium.
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