Cronaca
Roma, rapina a Torre Angela, colpo da un 350mila euro dopo l’assalto al portavalori
Roma, rapina a Torre Angela. Scene da film questa mattina nella zona del VI Municipio

Roma, rapina a Torre Angela. Un commando è entrato in azione poco prima delle 8, prendendo di mira un furgone portavalori. Un blitz in piena regola, durato neanche un paio di minuti, e dal quale i malviventi hanno ricavato qualcosa come 350mila euro. Il mezzo si stava recando presso l’ufficio postale di via Anteo, al quale avrebbe dovuto consegnare il denaro che, come ogni primo del mese, era necessario al pagamento delle pensioni. Proprio quest’ultimo sarebbe stato l’obiettivo della banda, la quale, con l’ausilio di un camion messo di traverso sulla strada, ha bloccato il furgone in un angolo.
RAPINA A TORRE ANGELA, LE SCENE DA FILM
In sei, armati di pistole, hanno colto di sorpresa le guardie, poste nel vano contenente i contanti. Incuranti degli avventori della posta, ovviamente impauriti, hanno arraffato il bottino e poi si sono dati precipitosamente alla fuga. Per evitare di essere inseguiti, hanno poi esploso all’indirizzo degli stessi agenti non più di sei colpi d’arma da fuoco. Uno dei quali è stato fatale per uno degli uomini in divisa, colpito e ferito allo stomaco. La banda è infine salita su un’auto parcheggiata poco distante ed ha fatto perdere le proprie tracce. Sulla rapina a Torre Angela sta ora indagando la Squadra Mobile, Sezione antirapina, insieme ai colleghi del distretto Casilino.
Il bottino dei malviventi dopo l’assalto al portavalori in zona Torre Angela
Ammonta a circa 350 mila euro il bottino della rapina a Torre Angela. L’assalto al portavalori avvenuta questa mattina a Roma in via Anteo. In base a quanto accertato dalla polizia la banda era composta da almeno 5 persone. Il blitz è scattato nel momento in cui il mezzo blindato era aperto perchè era in corso lo scarico di denaro da un ufficio postale. La guardia giurata ferita è stata trasporta al policlinico Casilino, le sue condizioni non sono gravi. Sul posto la Scientifica per i rilievi.
Cronaca
Truffa dei permessi di soggiorno per madri straniere

Un papà italiano per garantire alle neomamme straniere il permesso di soggiorno: è questo il meccanismo rivelato da un’indagine condotta dal commissariato Viminale. Tre donne sudamericane avevano coinvolto due senza tetto e un pregiudicato nel ruolo di padri improvvisati per i loro figli, presentandosi negli uffici anagrafici degli ospedali per dichiarare la paternità. Gli investigatori hanno scoperto una rete di sfruttamento che traeva vantaggio dalla vulnerabilità degli uomini coinvolti, offrendo in cambio denaro, pasti e sigarette.
LA BANDA
Il principale artefice del raggiro è Simeone Halilovic, 53 anni, soprannominato Kojak, che si occupava di reclutare i falsi padri e definire i compensi. Al suo fianco operavano Daniele Amendolara, 35 anni, e Settimio Possenti, 55 anni, entrambi con precedenti penali. A supportare l’inchiesta c’è anche un clochard, testimone chiave che, dopo aver subito minacce, ha fornito testimonianze cruciali. Halilovic aveva convinto il clochard a dichiararsi padre di un bambino, mentre la madre, una cittadina venezuelana di 33 anni, lavorava come escort.
IL DNA
Le indagini hanno portato alla raccolta di prove biologiche grazie alla collaborazione del clochard, che temeva per la propria vita. Halilovic, dopo aver appreso della sua collaborazione con gli inquirenti, ha tentato di rintracciarlo, dichiarando: «Se lo trovo lo taglio». Gli agenti hanno scoperto che le madri erano in realtà conviventi con i veri padri dei bambini, portando alla luce un complicato sistema di false dichiarazioni. I test del DNA hanno confermato la verità riguardante le paternità, e per Halilovic e i suoi complici sono scattate misure restrittive, mentre le tre donne sono state poste agli arresti domiciliari. Il clochard, che ha assistito le forze dell’ordine, non è stato colpito da misure cautelari.
Cronaca
Monica Guerritore avvia le riprese del film su Anna Magnani il 23 aprile

Una voce umana è il titolo della pellicola che vedrà Guerritore interpretare una delle più grandi icone femminili del cinema italiano e mondiale. Il film si propone di esplorare la vita e l’eredità di questa figura attraverso una narrazione intensa e coinvolgente.
Un’interpretazione straordinaria
La scelta di Guerritore per il ruolo principale è stata accolta con entusiasmo, poiché l’attrice è nota per le sue capacità artistiche e la profondità delle sue interpretazioni. Gli amanti del cinema aspettano con impazienza di vedere come riuscirà a portare sul grande schermo l’essenza di una personalità così complessa e affascinante.
Riscoprire un’icona
La pellicola offrirà non solo un tributo alla carriera della protagonista, ma anche una riflessione sui temi universali di amore, perdita e autocontrollo. "Una voce umana" non si limita a raccontare la storia di una donna, ma cerca di catturare le emozioni e le esperienze che hanno segnato la sua vita, rendendo omaggio alla sua grandezza.
In attesa di ulteriori dettagli sulla programmazione e sul rilascio del film, il progetto sta già suscitando un notevole interesse tra il pubblico e gli addetti ai lavori.
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