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Cronaca

Aggressione alla Montagnola: terrore a colpi di mannaia

Aggressione alla Montagnola. Grave episodio nel quartiere dell’VIII Municipio di Roma

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Aggressione alla Montagnola: terrore a colpi di mannaia

Aggressione alla Montagnola. Il protagonista della vicenda si sarebbe servito di una mannaia, arnese notoriamente usato dai macellai, per seminare il panico all’interno di un appartamento. 25 anni, origini bengalese, avrebbe inferto numerosi colpi ai danni del proprio coinquilino, probabilmente nel tentativo di ucciderlo. L’episodio sarebbe avvenuto al culmine di una lite per motivi banali. Pare infatti che lo straniero sia stato infastidito dal televisore, che l’altro stava guardando a volume, a suo dire, troppo alto. Di qui, nella tarda mattinata di ieri, gli si sarebbe scagliato contro con violenza.

Per fortuna, l’intervento di un terzo abitante dell’immobile, anche lui bengalese, ha evitato alla vittima conseguenze gravi. Il ragazzo ha infatti sentito le urla che giungevano dal salone e vi è prontamente corso, riuscendo a togliere la mannaia dalle mani dell’aggressore. Nel frattempo, alcuni vicini, terrorizzati anch’essi dal vociare, hanno avvisato i Carabinieri e il 118. Giunti sul posto in pochi minuti, i militari hanno rinvenuto tracce di sangue sia sul pavimento che sui muri. Il ragazzo ferito è stato quindi trasportato in ambulanza al Sant’Eugenio. Ha riportato ferite di vasta entità sia sul corpo che al volto.

I colpi di mannaia erano stati infatti tali da causargli lo sfondamento degli zigomi e di diverse ossa facciali. Sottoposto a intervento chirurgico, nei prossimi giorni dovrà tornare sotto i ferri per operazioni di tipo maxillofacciale. Intanto i Carabinieri hanno dato avvio alle indagini del caso: l’arma è stata sottoposta sotto sequestro e sono stati ascoltati i vicini, ancora scioccati. Per l’aggressore sono scattate le manette. Dovrà rispondere di un’accusa non da poco: tentato omicidio. Nelle prossime ore verrà ascoltato da un magistrato, circostanza che dovrà attendere all’interno di un carcere.

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Infrazione di spaccio di cocaina in Curva Sud: sei ultrà romanisti sotto indagine e collegamenti con i Senese

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Infrazione di spaccio di cocaina in Curva Sud: sei ultrà romanisti sotto indagine e collegamenti con i Senese

Il tifo per la Roma si intreccia con un sistema di spaccio di droga che coinvolge diverse tifoserie, replicando modelli di potere già esistenti. Le indagini attuali rivelano che, come ai tempi di ‘Fabrizio Piscitelli’, alias Diabolik, gli interessi legati al traffico di stupefacenti persistono, in particolare durante le partite.

Spaccio di cocaina in Curva Sud

Nella Capitale, l’attenzione della Direzione distrettuale antimafia si concentra sulla Curva Sud, associata al Gruppo Quadraro, emerso dopo lo scioglimento degli storici Fedayn. Questo gruppo è stato coinvolto in incidenti legati a rivalità con tifoserie, inclusa quella napoletana, culminata in un furto simbolico che ha portato alla scomparsa della loro identità ultrà. Le indagini hanno portato alla scoperta di un sistema di spaccio di cocaina organizzato nei bagni della Curva Sud durante le partite. Sei ultrà romanisti, compresi un minorenne e un nipote di un noto pregiudicato, sono stati accusati di gestire questa attività illecita. Gli indagati sono stati sottoposti a interrogatori e perquisizioni, con esiti che non hanno rivelato ulteriori dettagli rispetto a quanto già documentato.

Nuovi sviluppi a Milano

Parallelamente, a Milano sono emerse informazioni nel processo contro tre ultrà rossoneri riguardanti Luca Lucci, ex capo della curva sud. Durante le udienze, sono stati descritti i legami di Lucci con il rapper Fedez e le sue iniziative imprenditoriali, inclusa la creazione di una società per la sicurezza. Lucci ha avuto contatti con diversi rapper, destinando alcuni dei suoi collaboratori a gestire la sicurezza durante eventi.

Le indagini su entrambe le situazioni continuano, evidenziando una rete complessa di relazioni tra sport, criminalità e cultura popolare.

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Una fiaccolata delle reti pacifiste in Campidoglio per Gaza

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Una fiaccolata delle reti pacifiste in Campidoglio per Gaza

Mercoledì 2 aprile, alle 18:30, si svolgerà una fiaccolata in Piazza del Campidoglio per sensibilizzare sull’attuale situazione in Israele e Palestina. L’evento è parte di una mobilitazione nazionale promossa dalla Cgil, aperta a vari gruppi associativi e sindaci, incentrata su temi come lavoro, pace, diritti e ambiente. Gli organizzatori, tra cui Anpi Provinciale di Roma, Cgil Roma e Lazio, Libera Roma, e altri, hanno espresso che “non possiamo restare fermi e in silenzio davanti eccidi contro la popolazione palestinese e alla sottrazione della loro terra”.

Richieste al Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Il testo dell’iniziativa sottolinea la necessità di un intervento del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e dei governi mondiali affinché il governo di Netanyahu interrompa le ostilità. Gli organizzatori affermano: “La rottura della tregua e la ripresa delle ostilità pregiudica la sicurezza e la vita delle persone”. Viene richiesto un cessate il fuoco duraturo, la liberazione degli ostaggi e dei prigionieri palestinesi, la fine del blocco degli aiuti e sanzioni economiche contro Israele.

Appello della Cgil Nazionale

L’appello è supportato anche dalla Cgil nazionale, che ha dichiarato: “Non possiamo rimanere in silenzio e ci mobiliteremo con presidi e iniziative in tutta Italia per dire: ‘Fermate Israele. A Gaza e in Cisgiordania muore l’umanità’”. La fiaccolata del 2 aprile avrà la presenza del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

L’iniziativa mira anche al riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte dell’Italia e dell’Unione Europea e alla protezione dei giudici internazionali della Corte dell’Aja.

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