Cronaca
Giulia Tramontano, la 29enne ritrovata senza vita. Il fidanzato confessa il delitto
Giulia Tramontano, le parole agghiaccianti di Alessandro Impagnatiello. Le ultime sulle indagini

Giulia Tramontano, la vicenda si conclude come peggio non avrebbe potuto essere. Prima il ritrovamento del corpo, a circa 500 metri dalla casa dove la ragazza viveva con il fidanzato. Poi quest’ultimo che confessa il delitto, senza versare una lacrima. “Ho tentato di bruciare il cadavere due volte“, avrebbe raccontato. Una versione che avrebbe indotto i pm ad accusarlo anche di aver premeditato il gesto. Giulia è stata ritrovata senza vita questa notte. La salma si trovava in un lembo di terra abbandonato, dietro un box auto in via Monte Rosa, a Senago, in provincia di Milano.
29 anni, incinta di sette mesi, ad ucciderla sarebbe stato il compagno, Alessandro Impagnatiello. Proprio quest’ultimo avrebbe ammesso di essere l’autore dell’omicidio. Della ragazza non si avevano più notizie dallo scorso 29 maggio. In seguito si era scoperto che avrebbe avuto una lite con il fidanzato. Il quale stava portando avanti un’altra relazione, parallela, con una ragazza di origini americane. Una circostanza di cui Giulia sarebbe venuta a conoscenza poco prima di scomparire. Inoltre ieri tracce biologiche sarebbero state rinvenute nell’auto dell’uomo, di professione barman.
Qui infatti il corpo esanime della giovane, di origini napoletane, sarebbe stato trasferito dallo stesso, che poi ha vagato per alcuni chilometri senza una meta precisa. Nel frattempo avrebbe provato a contattare anche l’amante, sua collega di lavoro. Che sarebbe stata anche lei messa incinta da Impagnatiello, ma avrebbe poi interrotto la gravidanza. “Lei se n’è andata, adesso sono un uomo libero“, le avrebbe detto. Aggiungendo poi che il bimbo che Giulia portava in grembo non sarebbe stato suo figlio. La donna però si sarebbe spaventata e non avrebbe voluto incontrarlo, proponendogli di sentirsi solo a distanza.
Cronaca
Riforma costituzionale e deleghe su commercio, rifiuti e affitti brevi

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha chiesto al Parlamento di apportare cambiamenti alla Costituzione per trasformare Roma in un «Comune con prerogative speciali», mentre sollecita anche una norma ordinaria che possa garantire al Campidoglio un maggiore raggio d’azione su questioni cruciali come affitti brevi, trasporti, rifiuti e commercio. Gualtieri ha sottolineato che attualmente il Campidoglio non ha la facoltà di decidere il costo del biglietto dell’autobus, evidenziando l’urgenza di una riforma.
Nuova Legge e Poteri Locali
L’appello del sindaco si basa sulla possibilità di redigere un decreto delegato relativo a una legge del 2009, che include «Norme transitorie sull’ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale». Gualtieri ha dichiarato che un semplice decreto potrebbe permettere cambiamenti significativi, come regolamentare il settore dei bed and breakfast, gestire il fiume Tevere e migliorare il ciclo dei rifiuti.
Un altro aspetto cruciale è la possibilità di assumere e pagare meglio il personale. Gualtieri ha affermato che un’estensione delle funzioni tramite un decreto potrebbe elevare la competitività del Campidoglio e attrarre personale, spesso attratto dalle Amministrazioni centrali.
Il Ruolo di Forza Italia
Gualtieri ha ribadito l’importanza di ripartire dalla legge del 2009, ricordando che era stata sostenuta anche da un ordine del giorno firmato da Giorgia Meloni quando era in Campidoglio. Secondo il sindaco, ora la questione non è più un sogno difficile da realizzare, ma «il canovaccio legislativo» necessario per la nuova norma che il governo sta considerando per Roma.
Cronaca
Gualtieri: maggiori poteri per Roma e accelerazione sulle deleghe

Roma sta affrontando un grave problema di sottofinanziamento, come evidenziato dal sindaco Roberto Gualtieri durante un incontro con la commissione Affari costituzionali della Camera. Il primo cittadino ha messo in luce che la città, sebbene abbia una popolazione di 2,8 milioni di residenti, accoglie ogni giorno un flusso di oltre 4,7 milioni di persone, tra turisti e pendolari. Tuttavia, i fondi disponibili vengono distribuiti come se la capitale fosse un Comune di media grandezza, escludendo enti cruciali come ambasciate e ministeri.
Dati e Critiche al Federalismo Fiscale
Gualtieri ha sottolineato che il contributo pro capite per il trasporto pubblico di Roma è la metà di quello di Milano, evidenziando un sistema di perequazione orizzontale che ha creato una divisione tra Comuni ricchi e poveri. Questo modello, instaurato dalla riforma del 2014, ha reso Roma “penalizzata dal punto di vista del federalismo fiscale”.
La Necessità di Maggiori Poteri
Gualtieri ha auspicato l’introduzione di una legge ordinaria per conferire a Roma maggiore autonomia nella gestione di aspetti fondamentali come il trasporto pubblico, il piano rifiuti e la governance del Tevere. Ha rimarcato che “la legge costituzionale è la via maestra ma intanto dobbiamo intervenire”. Inoltre, ha messo in evidenza l’importanza di riattivare leggi passate, come la legge 396 del ’90, per garantire fondi adeguati alla città.
Urgenza di un Intervento Immediato
Il sindaco ha ricevuto un consenso trasversale riguardo al bisogno di varare al più presto una legge che definisca le competenze legislative di Roma Capitale. Gualtieri ha posto l’accento sull’importanza di mantenere un’adeguata governance per i progetti avviati in vista del Giubileo, invitando a evitare speculazioni legali e a concentrarsi su soluzioni pratiche e immediate.
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