Cronaca
Cibo scadente ai detenuti: il carcere di Rebibbia nel mirino della Procura
Cibo scadente ai detenuti. Le accuse alla società responsabile della ristorazione nel penitenziario

Cibo scadente ai detenuti. E’ quanto sarebbe avvenuto all’interno del carcere romano di Rebibbia. Tra le pietanze segnalate, latte ‘annacquato’, carne di pessima qualità e caffè con lo scarto dei fondi. Una vera e propria truffa, che, secondo la Procura di Roma, sarebbe stata portata avanti da due responsabili della società che si occupa della ristorazione nei quattro istituti del complesso penitenziario.
A dare il via alle indagini sarebbe stato un esposto dell’ex garante dei detenuti di Roma, Gabriella Stramaccioni. “Una vicenda scabrosa – l’ha definita – che io stessa ho denunciato diversi mesi fa. E che mi ha impegnata molto tempo per raccogliere le segnalazione e poi verificarle“. Ma, almeno all’inizio, senza ottenere risultati: “Le istituzioni mi dicevano che era una prassi e nessuno prima di me era intervenuto“.
Alla sua denuncia se ne è però poi aggiunta un’altra, ad opera di una ditta esclusa dalla gara d’appalto. E anche questa sottolineava la scarsa qualità del vitto per i detenuti. La Procura si è messa così in moto per vederci chiaro, con la collaborazione del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza. Proprio gli investigatori delle Fiamme Gialle avrebbero prelevato campioni dei cibi cucinati.
Per la gioia della stessa Stramaccioni. “Finalmente questa annosa vicenda è giunta ad una svolta“, ha scritto sul suo profilo Facebook. Scagliandosi anche contro il Campidoglio: “La denuncia mi ha provocato isolamento e ritorsioni. E anche la non riconferma del mandato. Ma rifarei tutto, perchè chi svolge un ruolo di garanzia deve vedere, sentire, parlare. E non farsi sussumere dalle istituzioni o dalle logiche di partito“.
Cronaca
«Richiesta di segnalazione per strutture abusive»

L’assessore capitolino Alessandro Onorato ha avviato una nuova fase della lotta contro le keybox abusive utilizzate dai B&B, coinvolgendo gli amministratori di condominio. Attraverso una lettera inviata ai gestori di immobili privati, l’assessore ha sottolineato la necessità di rimuovere le cassette posizionate in «aree private che affacciano su spazi pubblici e che sono tutelate dai medesimi vincoli».
L’inconveniente
Le keybox, nonostante semplifichino l’accoglienza degli ospiti tramite un codice d’apertura, compromettono la verifica dei dati identificativi dei soggiornanti, contravvenendo all’obbligo stabilito dall’articolo 109 del Tulps. Inoltre, la loro presenza indiscriminata danneggia l’estetica del Centro storico. Nella precedente “fase 1”, sono state rimosse keybox in aree pubbliche grazie alla collaborazione con vigili urbani e Ama. Onorato ha recentemente incontrato le associazioni di amministratori di condominio per chiedere «una collaborazione concreta per garantire la tutela del patrimonio storico, culturale ed architettonico di Roma e, al tempo stesso, per aggiungere qualità e valore all’accoglienza turistica».
Il via libera
Le keybox sono ritenute incompatibili con il regolamento di Polizia urbana, che vieta l’apposizione di lucchetti e oggetti su beni pubblici. L’amministrazione di Roma partirà dunque con le rimozioni per evitare problematiche legali; precedentemente, infatti, la procura di Roma aveva bloccato le operazioni per garantire accertamenti sui check-in. I proprietari che non si adegueranno potrebbero affrontare sanzioni elevate, che includono una multa di 400 euro oltre ai costi per la rimozione. Oggi, Onorato incontrerà la vicesindaca di Barcellona, Laia Bonet Rull, per un sopralluogo durante il quale saranno rimosse keybox abusive.
Cronaca
Sedicenne accoltellato per un giubbotto da 60 euro non pagato

Frascati, un giovane è in gravi condizioni dopo essere stato accoltellato. L’aggressore, un ragazzo di 14 anni, si trovava a casa della sua fidanzata al momento dell’incidente.
Le circostanze dell’episodio
Il giovane ferito è stato immediatamente trasportato in ospedale, dove è stato dichiarato in condizioni gravi. Le autorità stanno indagando sulle cause e sulla dinamica che ha portato a questo tragico evento.
Reazioni della comunità
La notizia ha scosso la comunità di Frascati, che si è trovata a dover affrontare un episodio di violenza così giovane e inquietante. Gli abitanti sono preoccupati per la sicurezza dei loro figli e chiedono risposte.
Indagini in corso
Le forze dell’ordine stanno lavorando per raccogliere ulteriori informazioni e testimonianze sull’accaduto. Si stanno valutando anche eventuali responsabilità da parte degli adulti presenti al momento della tragedia.
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