Attualità
Truffe patenti online, l’Unasca lancia l’allarme: cosa si rischia
Truffe patenti online, l’Unasca lancia l’allarme: cosa si rischia
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L’Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica ha lanciato un allarme riguardo al proliferare di siti web che promettono di ottenere la patente di guida in tempi brevi e in maniera irregolare. Secondo l’Unasca, questi siti offrono lezioni online seguite dalla comodità di casa, senza la necessità di frequentare corsi di formazione in presenza e senza sostenere esami. Si tratta di un mercato illegale che espone gli utenti a rischi di phishing e truffe online, offrendo patenti false e non valide.
La normativa italiana è chiara nel richiedere un percorso ben definito per ottenere la patente, al fine di garantire una preparazione adeguata e le competenze necessarie per la sicurezza stradale. Unasca ha già avviato denunce dettagliate di queste truffe alle autorità competenti e invita l’utenza a rivolgersi sempre ad autoscuole di fiducia per una formazione professionale e in linea con le normative vigenti.
Le autoscuole sono soggette a costanti controlli da parte delle Province competenti e del Ministero dei Trasporti, quindi è importante rivolgersi a loro per ottenere una formazione adeguata e legale per conseguire la patente di guida.
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Arrestato per aver cercato di sfondare la porta di casa dell’ex fidanzata e per aver tentato di aggredire i carabinieri.
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Un uomo di 67 anni è stato arrestato per aver perseguitato l’ex compagna, tentando anche di sfondare la porta di casa sua. L’episodio è avvenuto la sera di venerdì 21 febbraio a Tor Vergata, quando la donna ha contattato il numero unico delle emergenze 112, segnalando che l’ex si stava tentando di entrare nella sua abitazione. I carabinieri sono intervenuti, arrestando l’uomo in flagranza di reato.
La dinamica
Secondo la vittima, l’ex compagno ha iniziato a colpire ripetutamente il portoncino d’ingresso con calci e pugni nel tentativo di entrare. Non accettando la fine della relazione, il 67enne ha perseguitato la donna per lungo tempo. Dopo l’ennesimo tentativo di intrusione, la vittima ha deciso di contattare le forze dell’ordine.
L’arresto
L’uomo, che si trovava in stato di ebbrezza, ha cercato di aggredire i carabinieri con una bottiglia di vetro per sfuggire al loro controllo, ma non ha causato feriti. Dopo essere stato bloccato, è stato portato in caserma per le procedure di rito e successivamente trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove il Tribunale ha convalidato il suo arresto.
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Decesso dopo il parto a Rieti, scattano indagini per un risarcimento di quasi 2 milioni di euro dalla Asl
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Le indagini sono state avviate a Rieti in seguito al risarcimento di 1,8 milioni di euro da parte della Asl alla famiglia di una paziente deceduta dopo un parto cesareo. La Corte dei Conti sta esaminando il caso.
Dettagli della vicenda
Una donna è morta dopo un intervento di parto cesareo presso l’ospedale San Camillo De Lellis a Rieti. Inizialmente, la paziente aveva manifestato dolore e gonfiore addominali. Tuttavia, i medici non hanno ritenuto necessario effettuare ulteriori controlli. A causa di ciò, si erano sviluppate gravi complicazioni, tra cui un’emorragia interna che ha reso urgente un’isterectomia, la quale è stata eseguita con un ritardo di sette ore, portando alla morte della donna.
Le conseguenze legali
Due medici sono stati condannati per omicidio colposo in merito all’accaduto, mentre una dottoressa, che ha sempre proclamato la propria innocenza, ha presentato ricorso in Cassazione. Nonostante siano trascorsi oltre dieci anni, la vicenda legale non si è ancora conclusa.
Indagine della Corte dei Conti
Secondo quanto riportato da la Repubblica, la Asl di Rieti è stata condannata in primo grado come responsabile civile e ha presentato reclamo in Corte d’Appello, dove il procedimento rimane aperto. In aggiunta ai procedimenti penali e civili già avviati, è stato avviato un procedimento davanti alla Corte dei Conti per chiedere un risarcimento per danno erariale nei confronti dei medici coinvolti, in relazione all’incapacità di salvare la paziente.
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