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Autorizzata l’Autopsia per Stefano Dal Corso Dopo Numerose Richieste Respinte

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Autorizzata l’Autopsia per Stefano Dal Corso Dopo Numerose Richieste Respinte

La Morte Misteriosa di Stefano Dal Corso in Carcere

La tragica scomparsa di Stefano Dal Corso dietro le sbarre ha sollevato numerosi interrogativi e perplessità, soprattutto a causa delle circostanze oscure che circondano il suo decesso. Solo dopo molteplici istanze presentate dagli avvocati della famiglia, la procura di Oristano ha finalmente dato il benestare per l’autopsia sul corpo del detenuto.

Le Reazioni della Famiglia e della Legale

Questa decisione è stata accolta con sentimenti contrastanti dalla famiglia di Stefano. La sorella Marisa Dal Corso ha espresso una certa ambivalenza, dovuta all’emozione di potenzialmente scoprire la verità, mista al dolore di dover sottoporre il corpo del loro caro a un esame medico-legale. L’avvocata della famiglia, Armida Decina, ha sempre messo in dubbio la teoria del suicidio avanzata inizialmente. Con l’ipotesi di omicidio volontario, il caso assume un nuovo e inquietante aspetto.

Critiche sul Trattamento delle Morti in Carcere

Valentina Calderone, garante dei detenuti di Roma, ha manifestato preoccupazione sul modo in cui vengono trattati i decessi di persone sotto la custodia dello Stato. Ha evidenziato la necessità di indagini approfondite circa le cause delle morti all’interno degli istituti penitenziari. Troppo spesso, secondo Calderone, questi decessi vengono archiviati senza adeguati approfondimenti, alimentando dubbi e sospetti sulle reali dinamiche degli eventi.

La Ricerca della Verità

L’autorizzazione dell’autopsia rappresenta un passo importante nella ricerca della verità su ciò che è realmente accaduto a Stefano Dal Corso. La famiglia e i loro legali sperano che questo esame possa finalmente portare luce sulle circostanze della sua morte e rendere giustizia alla memoria del loro caro.

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Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

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Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

Un presunto caso di ricatto ha coinvolto un’ex amante scambista, che avrebbe minacciato un uomo di inviare foto compromettenti alla moglie se non fossero stati pagati 5.000 euro. Secondo quanto riportato, ‘l’uomo ha ricevuto un messaggio dove si richiede il pagamento in cambio del silenzio’.

Le autorità sono state allertate e hanno avviato un’indagine per identificare la donna e valutare le azioni legali da intraprendere. L’episodio ha suscitato un dibattito sulle pratiche di ricatto e sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire tali situazioni.

Il caso evidenzia l’importanza della consapevolezza e della sicurezza nella vita privata, specialmente in un contesto digitale dove le informazioni personali possono essere facilmente utilizzate contro di noi.

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Arrestato un 34enne per tentato omicidio dopo aver cercato di sfigurare il volto della ex compagna con un coltello

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Arrestato un 34enne per tentato omicidio dopo aver cercato di sfigurare il volto della ex compagna con un coltello

Un incontro tra ex compagni si è trasformato in un incubo per una 34enne di Primavalle, aggredita dal suo ex compagno, un 34enne cubano, che ha tentato di colpirla al volto con un coltello da cucina. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile per tentato omicidio.

Un ritorno inaspettato

La vicenda ha avuto luogo domenica scorsa dopo che la coppia si era rivista dopo mesi di separazione. Nonostante l’uomo soffra di alcolismo, sembrava comportarsi normalmente durante la cena. Tuttavia, una volta a casa, la situazione è degenerata: dopo insulti legati a gelosie, ha cercato di ferirla con un coltello di 38 centimetri. La donna, reagendo in autodifesa, ha parato il colpo ma ha riportato una ferita alla mano destra.

Intervento delle forze dell’ordine

Subito dopo l’aggressione, la 34enne ha contattato il 112. All’arrivo dei Carabinieri, l’aggressore era ancora in cucina con il coltello in mano, mentre la vittima si era rifugiata da una vicina. Il 34enne è stato disarmato e arrestato, con l’arma confiscata. È stato portato nel carcere “Regina Coeli” e nei suoi confronti è stato emesso un divieto di dimora nel comune di Roma. La donna, medicata, è stata trasportata all’ospedale Sant’Eugenio, dove le sue condizioni non sono risultate gravi.

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