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La Moglie del Premier Israeliano Chiede l’Intervento del Papa per il Rilascio degli Ostaggi

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La Moglie del Premier Israeliano Chiede l’Intervento del Papa per il Rilascio degli Ostaggi

Il Conflitto Israelo-Palestinese e l’Appello della Moglie di Netanyahu

Il conflitto tra Israele e Palestina è da lungo tempo sotto i riflettori internazionali. Di recente, la moglie del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rivolto un appello a Papa Francesco tramite una lettera, chiedendogli di intervenire per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas a Gaza. Sara Netanyahu ha sollecitato il Papa a utilizzare la sua influenza per garantire il ritorno sicuro degli ostaggi israeliani, evidenziando l’urgenza di salvare vite umane.

La Posizione di Benjamin Netanyahu su Hamas e la Sicurezza di Gaza

Secondo Benjamin Netanyahu, la liberazione degli ostaggi è legata alla necessità di sconfiggere Hamas e di assicurare che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele. Questa posizione suggerisce che il conflitto potrebbe protrarsi fino al raggiungimento di tali obiettivi, rendendo difficile prevedere una rapida conclusione delle ostilità.

Proposta di Tregua dall’Egitto: Un Piano in Tre Fasi

L’Egitto ha avanzato una proposta di tregua con l’obiettivo di facilitare il rilascio degli ostaggi israeliani. Il piano egiziano si sviluppa in tre fasi: inizialmente prevede una sospensione temporanea dei combattimenti, seguita da un dialogo tra le fazioni palestinesi per superare le divisioni interne e formare un governo tecnico, e infine un cessate il fuoco globale accompagnato dal rilascio degli ostaggi rimanenti.

La Prosecuzione della Guerra e le Conseguenze Umanitarie

Nonostante i tentativi di negoziare una tregua, il conflitto a Gaza continua a mietere vittime. Entrambe le fazioni soffrono perdite significative di vite umane, con un numero crescente di morti e feriti ogni giorno. Israele ha ordinato l’evacuazione di alcune città nella Striscia di Gaza, ma molti sfollati sono ancora in cerca di un rifugio sicuro, rendendo la situazione ulteriormente instabile nonostante gli sforzi diplomatici per fermare le ostilità.

Conclusione

La richiesta della moglie di Netanyahu indirizzata al Papa sottolinea l’urgente necessità di interventi internazionali per il rilascio degli ostaggi. Tuttavia, la risoluzione del conflitto richiederà sforzi concertati e un impegno continuo da parte delle parti coinvolte e della comunità internazionale.

Fonte: [Fanpage](https://www.fanpage.it/esteri/la-moglie-di-netanyahu-scrive-al-papa-e-chiede-il-suo-intervento-per-il-rilascio-degli-ostaggi-israeliani/)

Cronaca

Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

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Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.

Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano

Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.

Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle

Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.

Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori

Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?

Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino

Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.

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Attualità

Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.

Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.

Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…

La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.

E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.

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