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Blocco della Nave Ocean Viking a Bari: Accuse di Violazione del Decreto Piantedosi

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Blocco della Nave Ocean Viking a Bari: Accuse di Violazione del Decreto Piantedosi

Nuovo Stato di Fermo per la Ocean Viking

La nave umanitaria Ocean Viking è stata nuovamente bloccata nel porto di Bari, segnando la seconda volta in soli due mesi. L’accusa principale è la presunta violazione del decreto Piantedosi. La Ong Sos Mediterranee, che gestisce la nave, critica aspramente il decreto, definendolo punitivo nei confronti dei soccorritori umanitari.

Il Salvataggio di 244 Persone

Prima del fermo, la Ocean Viking aveva salvato 244 persone nel Mediterraneo. Attualmente, la nave è in attesa di poter riprendere le sue operazioni. Secondo la Ong, la nave si è dovuta discostare leggermente dalla rotta verso Bari per fornire assistenza a un’imbarcazione in pericolo. Tuttavia, dopo aver aggiornato la posizione, è emerso che l’imbarcazione era ormai troppo lontana per essere soccorsa e la Ocean Viking ha ripreso la sua rotta originale senza ulteriori ritardi.

Critiche al Decreto Piantedosi

La Ong Sos Mediterranee ha espresso forti critiche verso il decreto Piantedosi, affermando che esso ostacola gli sforzi di salvataggio e aumenta il rischio di morti in mare. Nel contempo, il flusso di migranti che tentano di raggiungere le coste italiane continua ininterrottamente. Nei primi due giorni dell’anno nuovo, 147 persone sono sbarcate in Italia. Inoltre, il ministero dell’Interno ha riportato un aumento significativo degli arrivi nel 2023, con 157.652 persone, un incremento del 50% rispetto all’anno precedente.

Conclusioni

La situazione della nave Ocean Viking e il dibattito sul decreto Piantedosi sollevano questioni importanti riguardo la gestione dei soccorsi umanitari nel Mediterraneo. Mentre gli sbarchi continuano a crescere, le decisioni politiche e amministrative relative a queste operazioni rimangono al centro dell’attenzione.

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Incendio appiccato da un detenuto nella sua cella al carcere Regina Coeli di Roma

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Incendio appiccato da un detenuto nella sua cella al carcere Regina Coeli di Roma

Un detenuto ha appiccato un incendio nella sua cella al carcere romano di Regina Coeli, mentre un altro si è ferito gravemente al collo. La notizia è stata comunicata dal sindacato Fp Polizia Penitenziaria della Cgil, che ha definito l’episodio come un'”ennesima notte di follia” all’interno dell’istituto penitenziario.

Incendio e fuga di fumo

Il sindacato ha spiegato che il detenuto ha provocato un incendio creando una grossa nube di fumo nella sezione detentiva. Solo l’intervento tempestivo del personale di Polizia Penitenziaria ha evitato conseguenze più gravi. Durante le operazioni di evacuazione, un altro detenuto, probabilmente sconvolto e in preda al panico, si è procurato una grave ferita da taglio al collo.

Condizioni critiche del personale

La Cgil ha sollevato preoccupazioni riguardo alla situazione del personale, avvertendo che è “fortemente in sotto organico”. Il sindacato ha denunciato le “precari e difficili condizioni di lavoro” nella struttura, sottolineando che la Polizia Penitenziaria sta affrontando turni massacranti e operando al di sotto dei livelli minimi di sicurezza. Hanno fatto appello per “interventi urgenti dalle varie Autorità” e hanno chiesto una riforma dell’intero sistema penitenziario che possa affrontare le emergenze e restituire dignità ai lavoratori del Corpo di Polizia Penitenziaria.

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Carro distrutto dalle fiamme al carnevale di Pontecorvo, due bimbi ustionati e la folla in fuga

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Carro distrutto dalle fiamme al carnevale di Pontecorvo, due bimbi ustionati e la folla in fuga

Durante la sfilata della 73esima edizione del Carnevale Ciociaro Pontecorvese a Pontecorvo, provincia di Frosinone, un carro allegorico ha preso fuoco, generando panico tra i presenti. Tre persone, tra cui una donna e due bambini, sono rimaste ferite, mentre un carabiniere ha riportato una lieve ustione.

Incendio del carro allegorico

Le prime indagini indicano che l’incendio potrebbe essere stato causato da un corto circuito dell’impianto elettrico. Tuttavia, si è successivamente ipotizzato che il rogo possa essere originato da un servizio di effetti scenici che utilizzava fiamme. Testimoni affermano che le fiamme sarebbero state più alte del previsto e, a causa del vento, hanno investito un pupazzo di cartapesta, innescando il fuoco.

Dettagli sui feriti

Tra i tre feriti figurano la moglie e il figlio di chi ha allestito il carro, colpiti mentre si trovavano all’interno della struttura. I feriti sono stati trasportati all’ospedale di Cassino: un bambino e la donna sono stati dimessi con ustioni ritenute non gravi, mentre l’altro bambino ha riportato ustioni più significative, ma non si trova in pericolo di vita.

Inoltre, un carabiniere ha subito una leggera ustione al collo a causa di residui di resina bruciata, secondo quanto riportato dall’agenzia LaPresse.

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