Attualità
Filippo Turetta Resta nell’Infermeria del Carcere di Verona: “Nessun Privilegio Concesso”

Filippo Turetta in Infermeria senza Privilegi
La notizia del carcerato Filippo Turetta, detenuto nella struttura penitenziaria di Verona in seguito all’omicidio di Giulia Cecchettin, ha suscitato notevole interesse mediatico. Attualmente, Turetta si trova ricoverato nell’infermeria del carcere, e la sua permanenza sarà gestita dall’equipe multidisciplinare che monitora le sue condizioni. Non viene concesso alcun trattamento privilegiato.
Indagini sulla Fiat Punto Nera
Le autorità continuano a indagare riguardo alla Fiat Punto nera appartenente a Turetta. All’interno del veicolo sono stati trovati un coltello e un telefono, elementi importanti per l’indagine sull’omicidio di Giulia Cecchettin.
Decisione dell’Equipe Multidisciplinare
Dopo un periodo trascorso nella sezione di Psichiatria del carcere, la direttrice della struttura ha confermato che Turetta rimarrà nell’infermeria fino a quando l’equipe multidisciplinare non riterrà opportuno un eventuale trasferimento. È stato ribadito che non ci saranno privilegi per Turetta, come confermato anche dal sottosegretario Ostellari, il quale ha dichiarato che nessun trattamento di favore è previsto per i detenuti nelle strutture carcerarie.
Condivisione dello Spazio con Altri Detenuti
Attualmente, Turetta condivide il suo spazio con un altro detenuto. Questo avviene secondo la politica dell’istituto penitenziario di accoppiare detenuti con problemi fisici o psichici, in modo che possano offrire reciproco supporto.
Proseguimento delle Indagini
Le indagini sull’omicidio di Giulia Cecchettin continuano a ritmo serrato. Gli investigatori stanno cercando di determinare se le ferite inflitte alla giovane siano avvenute all’interno della Fiat Punto nera di Turetta. Diverse analisi tecniche sono in corso per chiarire la dinamica dell’evento. Tutte le prove raccolte all’interno della vettura saranno esaminate per identificare possibili elementi di premeditazione e crudeltà, che potrebbero costituire aggravanti in un eventuale processo contro Turetta.
Conclusioni
Le autorità penitenziarie si assicurano che Filippo Turetta non riceva alcun trattamento di favore mentre è sotto custodia. Intanto, le indagini continuano per fare luce sui tragici eventi che hanno portato alla morte di Giulia Cecchettin.
Cronaca
Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.
Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano
Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.
Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle
Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.
Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori
Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?
Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino
Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.
Attualità
Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.
Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.
Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…
La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.
E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.
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