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Polizia rinvia cortei per la Palestina previsti durante il Giorno della Memoria

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Polizia rinvia cortei per la Palestina previsti durante il Giorno della Memoria

Il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha esortato i questori a posticipare i cortei in favore della Palestina, inizialmente pianificati per la Giornata della Memoria. L’obiettivo è conservare la libertà di espressione, in questo caso combinandola con il rispetto dovuto alla Giornata della Memoria.

Questa richiesta era stata inizialmente avanzata dal presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun. Fadlun aveva sottolineato come la programmazione di una manifestazione pro-Palestina il 27 gennaio, giorno dedicato alla memoria dell’olocausto, sarebbe stata interpretata come una sconfitta per tutti. Fadlun si era detto perplesso riguardo l’assegnazione dell’approvazione per un tale evento in un giorno di memoria internazionale, soprattutto considerando il contesto del 7 ottobre, quando c’è stato un grave attacco antisemita.

Fadlun si è poi detto soddisfatto dell’accoglimento della sua richiesta ringraziando le istituzioni, in particolare il ministro Piantedosi e il Ministero dell’Interno, per la comprensione mostrata. Ha sottolineato come sia stata presa una decisione sagace e sensata, ricordando l’esempio di Vicenza, dove simili manifestazioni pro-Palestina sono degenerate in violenza.

Fadlun ha poi sottolineato la scelta provocatoria della data del 27 gennaio fatta dagli organizzatori, data del ricordo della Shoah. Ha precisato che la sua richiesta non era quella di vietare le manifestazioni in sé, ma che non si potesse tollerare la loro realizzazione in un giorno così significativo e doloroso per la comunità ebraica. Ha ringraziato le autorità per aver scongiurato quello che avrebbe considerato un grave insulto alla memoria dell’olocausto.

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Arresto di padre e figlio trovati con 250mila euro falsi, una pistola e munizioni tenute illegalmente

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Arresto di padre e figlio trovati con 250mila euro falsi, una pistola e munizioni tenute illegalmente

Due uomini, un padre di 73 anni e un figlio di 48 anni, sono stati arrestati a Pomezia (Roma) per possesso di oltre 20mila euro in banconote false, unitamente a armi e munizioni detenute illegalmente.

Nella giornata di sabato 22 febbraio, i carabinieri della stazione di Torvaianica, in collaborazione con l’Aliquota operativa, hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dei due durante un’attività info-investigativa. Durante l’operazione, sono stati trovati 20.500 euro in banconote da cento euro, una pistola scacciacani priva del tappo rosso e diverse munizioni, tra cui 28 a salve, sei cartucce calibro 22 e 60 cartucce calibro 12. Tutti gli oggetti sono stati sequestrati poiché detenuti illegalmente.

I due arrestati, già noti alle forze dell’ordine, dovranno ora rispondere alle accuse di detenzione di monete contraffatte e di armi.

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Arrestato per aver cercato di sfondare la porta di casa dell’ex fidanzata e per aver tentato di aggredire i carabinieri.

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Arrestato per aver cercato di sfondare la porta di casa dell’ex fidanzata e per aver tentato di aggredire i carabinieri.

Un uomo di 67 anni è stato arrestato per aver perseguitato l’ex compagna, tentando anche di sfondare la porta di casa sua. L’episodio è avvenuto la sera di venerdì 21 febbraio a Tor Vergata, quando la donna ha contattato il numero unico delle emergenze 112, segnalando che l’ex si stava tentando di entrare nella sua abitazione. I carabinieri sono intervenuti, arrestando l’uomo in flagranza di reato.

La dinamica

Secondo la vittima, l’ex compagno ha iniziato a colpire ripetutamente il portoncino d’ingresso con calci e pugni nel tentativo di entrare. Non accettando la fine della relazione, il 67enne ha perseguitato la donna per lungo tempo. Dopo l’ennesimo tentativo di intrusione, la vittima ha deciso di contattare le forze dell’ordine.

L’arresto

L’uomo, che si trovava in stato di ebbrezza, ha cercato di aggredire i carabinieri con una bottiglia di vetro per sfuggire al loro controllo, ma non ha causato feriti. Dopo essere stato bloccato, è stato portato in caserma per le procedure di rito e successivamente trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove il Tribunale ha convalidato il suo arresto.

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