Attualità
Sanremo 2024: Gli Artisti Più Ascoltati su Spotify

Mancano poche settimane al Festival di Sanremo 2024
Con l’avvicinarsi del Festival di Sanremo 2024, è interessante osservare le preferenze del pubblico in termini di ascolti musicali su Spotify. Analizzando il numero di ascoltatori mensili, è possibile stilare una classifica dei concorrenti più streammati. Tra le sorprese figura il duo formato dai Ricchi e Poveri, che dominano la classifica con 5,5 milioni di ascoltatori mensili, seguiti dal rapper napoletano Geolier.
Geolier e i Ricchi e Poveri in cima alla classifica
Geolier, con 5,2 milioni di ascoltatori mensili, si posiziona subito dietro i Ricchi e Poveri. Il rapper ha avuto un 2023 di grande successo grazie al suo album “Il coraggio dei bambini”, l’album più ascoltato in Italia lo scorso anno. Recentemente, ha aggiunto una terza data consecutiva allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, un traguardo straordinario che nessun altro artista, nemmeno internazionale, ha mai raggiunto.
The Kolors: chiudono il podio
I The Kolors, con 3,3 milioni di ascoltatori mensili, completano il podio grazie al successo della loro hit estiva, che ha superato i 100 milioni di stream. Nella fascia tra i 2 e i 3 milioni di ascoltatori, troviamo artisti come Sangiovanni, Alfa, Gazzelle e Irama. Anche Annalisa, con i successi “Mon Amour” e “Bellissima,” e Mr. Rain, ancora sulla scia della hit “Supereroi,” registrano ascolti elevati.
Spectrum dei Big Sanremo
Altri artisti che superano la soglia dei 2 milioni includono Ghali (3 milioni), Fred De Palma e Angelina Mango. Tra i favoriti alla vittoria del Festival compare anche Mahmood, con 1,8 milioni di ascoltatori mensili.
Artisti con meno di un milione di ascoltatori
Per quanto riguarda gli artisti con meno di un milione di ascoltatori mensili, Alessandra Amoroso si distingue con 930mila ascoltatori, seguita da Loredana Bertè e Dargen D’Amico, entrambi sopra gli 800mila. Queste cifre, sebbene meno impressionanti, indicano comunque un’ampia base di fan.
Classifica degli artisti di Sanremo su Spotify
1. **Ricchi e Poveri**: 5,548 milioni
2. **Geolier**: 5,234 milioni
3. **The Kolors**: 3,293 milioni
4. **Ghali**: 3 milioni
5. **Annalisa**: 2,787 milioni
6. **Rose Villain**: 2,5 milioni
7. **Mr. Rain**: 2,5 milioni
8. **Gazzelle**: 2,472 milioni
9. **Alfa**: 2,381 milioni
10. **Irama**: 2,2 milioni
11. **Sangiovanni**: 2,15 milioni
12. **Emma**: 1,9 milioni
13. **Fred De Palma**: 1,9 milioni
14. **Angelina Mango**: 1,9 milioni
15. **Mahmood**: 1,8 milioni
16. **Il Volo**: 1,6 milioni
17. **Negramaro**: 1,5 milioni
18. **Clara**: 1,2 milioni
19. **Alessandra Amoroso**: 930mila
20. **Loredana Bertè**: 879mila
21. **Dargen D’Amico**: 800mila
22. **Il Tre**: 751mila
23. **BNKR44**: 600mila
24. **Fiorella Mannoia**: 441mila
25. **Diodato**: 411mila
26. **La Sad**: 362mila
27. **Santi Francesi**: 119mila
28. **Nek e Renga**: 56mila
29. **Maninni**: 34mila
30. **Big Mama**: 21mila
Conclusioni
Questa classifica di preferenze potrebbe avere un impatto sulla competizione durante le serate del festival, specialmente quando entrerà in gioco il televoto. Tuttavia, sarà anche un indicatore della visibilità a lungo termine che il Festival di Sanremo offrirà ai suoi protagonisti.
Cronaca
Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.
Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano
Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.
Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle
Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.
Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori
Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?
Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino
Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.
Attualità
Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.
Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.
Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…
La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.
E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.
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