Attualità
Deceduto a 67 anni nel carcere di Rebibbia, detenuti protestano, Procura inizia indagine

Un detenuto di 67 anni è morto in seguito a “sofferenze odontoiatriche” nel carcere di Rebibbia a Roma. La notizia è stata diffusa tramite un post sui social dal Garante del Lazio per le persone private della libertà, Stefano Anastasia, provocando subito una protesta da parte degli altri detenuti. Al momento dell’evento, il defunto soffriva di problemi cardiaci e di diabete.
Ora, le autorità stanno indagando sulla puntualità del soccorso e sul tipo di assistenza fornita al detenuto, per stabilire se ci possano essere state delle mancanze. Anastasia ha denunciato la paura dei detenuti di morire in carcere per diversi motivi. L’indagine della procura avrebbe il compito di chiarire i dubbi sollevati riguardo i soccorsi e assistenza.
Tra le dichiarazioni fatte da Anastasia c’è la necessità di migliorare l’assistenza sanitaria in carcere. Ha inoltre evidenziato la necessità di prendere in considerazione l’incompatibilità tra la detenzione e le gravi malattie che non possono essere adeguatamente curate in carcere. A confermare questa incompatibilità sarebbe la morte del detenuto, che soffriva di diabete e problemi cardiaci.
Dopo l’annuncio della morte del detenuto, gli altri carcerati hanno iniziato a protestare. Secondo le dichiarazioni del Garante, la protesta è stata civile e ha richiamato l’attenzione sulla problematica. È stata proprio a seguito di questa protesta che l’inchiesta della procura è stata avviata.
Attualità
Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

Un presunto caso di ricatto ha coinvolto un’ex amante scambista, che avrebbe minacciato un uomo di inviare foto compromettenti alla moglie se non fossero stati pagati 5.000 euro. Secondo quanto riportato, ‘l’uomo ha ricevuto un messaggio dove si richiede il pagamento in cambio del silenzio’.
Le autorità sono state allertate e hanno avviato un’indagine per identificare la donna e valutare le azioni legali da intraprendere. L’episodio ha suscitato un dibattito sulle pratiche di ricatto e sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire tali situazioni.
Il caso evidenzia l’importanza della consapevolezza e della sicurezza nella vita privata, specialmente in un contesto digitale dove le informazioni personali possono essere facilmente utilizzate contro di noi.
Attualità
Arrestato un 34enne per tentato omicidio dopo aver cercato di sfigurare il volto della ex compagna con un coltello

Un incontro tra ex compagni si è trasformato in un incubo per una 34enne di Primavalle, aggredita dal suo ex compagno, un 34enne cubano, che ha tentato di colpirla al volto con un coltello da cucina. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile per tentato omicidio.
Un ritorno inaspettato
La vicenda ha avuto luogo domenica scorsa dopo che la coppia si era rivista dopo mesi di separazione. Nonostante l’uomo soffra di alcolismo, sembrava comportarsi normalmente durante la cena. Tuttavia, una volta a casa, la situazione è degenerata: dopo insulti legati a gelosie, ha cercato di ferirla con un coltello di 38 centimetri. La donna, reagendo in autodifesa, ha parato il colpo ma ha riportato una ferita alla mano destra.
Intervento delle forze dell’ordine
Subito dopo l’aggressione, la 34enne ha contattato il 112. All’arrivo dei Carabinieri, l’aggressore era ancora in cucina con il coltello in mano, mentre la vittima si era rifugiata da una vicina. Il 34enne è stato disarmato e arrestato, con l’arma confiscata. È stato portato nel carcere “Regina Coeli” e nei suoi confronti è stato emesso un divieto di dimora nel comune di Roma. La donna, medicata, è stata trasportata all’ospedale Sant’Eugenio, dove le sue condizioni non sono risultate gravi.
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