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Protesta di Pro Vita per l’8 marzo: insulto alle vittime di femminicidio

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Protesta di Pro Vita per l’8 marzo: insulto alle vittime di femminicidio.

Alla vigilia dell’8 marzo, i Pro Vita hanno lanciato una nuova campagna offensiva nei confronti delle vittime di femminicidio e delle loro famiglie. La consigliera regionale nel Lazio e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico, Marta Bonafoni, ha commentato con parole forti: “Vergogna, vergogna senza fine”.

La crociata dei Pro Vita continua alla vigilia dell’8 marzo, la Giornata internazionale dei diritti delle donne. Con una nuova campagna, l’associazione Pro Vita e Famiglia attacca Non Una Di Meno e le vittime di femminicidio.

In uno dei furgoncini pubblicitari parcheggiati in centro a Roma, con uno sfondo fucsia e una donna incinta, si legge lo slogan provocatorio “Non una di meno… ma per davvero”. Questo manifesto offende le vittime di femminicidio e solleva il dibattito sull’interruzione volontaria di gravidanza e sull’autodeterminazione delle donne in Italia.

La consigliera regionale e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico, Marta Bonafoni, ha denunciato il manifesto sui social, evidenziando la gravità del messaggio e la mancanza di rispetto per le donne vittime di violenza di genere.

Anche la consigliera regionale ed esponente del Pd, Emanuela Droghei, ha criticato duramente i manifesti definendoli “agghiaccianti” e sottolineando la volontà di lottare contro una cultura che mette in discussione i diritti delle donne.

La Casa Internazionale delle Donne ha definito la campagna dei Pro Vita una provocazione inaccettabile, attaccando non solo la libertà di scelta delle donne ma anche chi lotta contro la violenza di genere. E’ stata ribadita la volontà di difendere il diritto all’aborto e all’autodeterminazione delle donne.

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Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

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Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

Un presunto caso di ricatto ha coinvolto un’ex amante scambista, che avrebbe minacciato un uomo di inviare foto compromettenti alla moglie se non fossero stati pagati 5.000 euro. Secondo quanto riportato, ‘l’uomo ha ricevuto un messaggio dove si richiede il pagamento in cambio del silenzio’.

Le autorità sono state allertate e hanno avviato un’indagine per identificare la donna e valutare le azioni legali da intraprendere. L’episodio ha suscitato un dibattito sulle pratiche di ricatto e sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire tali situazioni.

Il caso evidenzia l’importanza della consapevolezza e della sicurezza nella vita privata, specialmente in un contesto digitale dove le informazioni personali possono essere facilmente utilizzate contro di noi.

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Arrestato un 34enne per tentato omicidio dopo aver cercato di sfigurare il volto della ex compagna con un coltello

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Arrestato un 34enne per tentato omicidio dopo aver cercato di sfigurare il volto della ex compagna con un coltello

Un incontro tra ex compagni si è trasformato in un incubo per una 34enne di Primavalle, aggredita dal suo ex compagno, un 34enne cubano, che ha tentato di colpirla al volto con un coltello da cucina. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile per tentato omicidio.

Un ritorno inaspettato

La vicenda ha avuto luogo domenica scorsa dopo che la coppia si era rivista dopo mesi di separazione. Nonostante l’uomo soffra di alcolismo, sembrava comportarsi normalmente durante la cena. Tuttavia, una volta a casa, la situazione è degenerata: dopo insulti legati a gelosie, ha cercato di ferirla con un coltello di 38 centimetri. La donna, reagendo in autodifesa, ha parato il colpo ma ha riportato una ferita alla mano destra.

Intervento delle forze dell’ordine

Subito dopo l’aggressione, la 34enne ha contattato il 112. All’arrivo dei Carabinieri, l’aggressore era ancora in cucina con il coltello in mano, mentre la vittima si era rifugiata da una vicina. Il 34enne è stato disarmato e arrestato, con l’arma confiscata. È stato portato nel carcere “Regina Coeli” e nei suoi confronti è stato emesso un divieto di dimora nel comune di Roma. La donna, medicata, è stata trasportata all’ospedale Sant’Eugenio, dove le sue condizioni non sono risultate gravi.

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