Attualità
Orari degli eventi e indicazioni per raggiungerli

Sagra delle Fragole di Nemi: Un Ritorno Dolce e Gratuito
Introduzione all’Evento
Il prossimo 2 giugno a Nemi torna la Sagra delle Fragole, distribuite gratis ai partecipanti. Ecco il programma dell’evento e le informazioni su come arrivare a Nemi in auto o con i mezzi.
Foto Archivio
Dettagli dell’Evento
Quest’anno l’appuntamento con la Sagra delle Fragole a Nemi è in programma per domenica 2 giugno. L’evento per gli amanti delle fragole torna ad animare i Castelli Romani insieme alla tradizionale Mostra di Fiori, arrivata quest’anno alla 91esima edizione. Il frutto è il protagonista di questa festa ed è distribuito gratis per tutti i partecipanti. Le fragole si usano per rendere più saporiti dolci e per arricchire le vostre preparazioni così come si possono gustare da sole, nella loro dolcezza e freschezza ideale per il periodo.
L’Amministrazione Comunale e la Tradizione
L’amministrazione comunale di Nemi rilancia ogni anno la festa che sfila nel paese delle fragole e dei fiori tra carri accompagnati da ragazze del borgo che per l’occasione indossano uno dei costume della tradizione, conosciute anche come "le fragolare": gonna rossa, bustino nero, camicetta bianca e mandrucella di pizzo in testa. Il frutto rosso è uno dei prodotti tipici della zona e sarà proposto in tutte le sue caratteristiche e versioni: crostatine, torte, marmellate e liquori. Una giornata all’insegna dell’allegria nella piccola località sui Castelli Romani, sopra l’omonimo lago.
Il Programma della Sagra delle Fragole
Mattina
Gli appuntamenti con la Sagra delle Fragole durante la giornata sono numerosi. Si parte alle 10:00 con la celebrazione della Santa Messa presso la Parrocchia S. Maria del Pozzo. Alle 11:00 verrà inaugurata la Mostra dei Fiori e dell’arte lungo il centro storico. Alle 11:30 partirà la sfilata delle fragolare da Piazza Umberto I. Alle 12:30 il sindaco di Nemi, Alberto Bertucci, e le autorità presenti faranno un saluto istituzionale.
Pomeriggio e Sera
Dalle 15:30 danze e musica popolare nel centro storico e presso il cortile di Palazzo Ruspoli. Alle 16:00 la seconda sfilata delle fragolare in costume tipico sempre da Piazza Umberto I. Alle 18:00 lettura di poesie e canti della tradizione in Piazza Umberto I con "Ti racconto Nemi" e il gruppo folkloristico Terra Nemorense. Tra le 18:00 e le 19:00 l’esibizione della scuola di Nemi vincitrice del primo premio Ensemble Body Percussion.
Il momento cardine della giornata sarà alle 19:00 con la distribuzione gratuita delle fragole in Piazza Roma. La serata continua alle 20:30 con un concerto musicale dal vivo con la band "Figli delle Stelle" in Piazza Umberto I e dalle 21:00 con lo spettacolo di cabaret con il comico Alessandro Serra direttamente da Zelig.
Come Arrivare a Nemi da Roma
In Auto
Per arrivare da Roma nel comune di Nemi servono circa 20 minuti. Si può raggiungere in auto dal Grande Raccordo Anulare: uscire su via Appia e all’altezza dell’aeroporto di Ciampino continuare per la via dei Laghi fino a Nemi. Oppure, sempre dal GRA, uscire su via Appia e proseguire fino a Genzano di Roma, per poi proseguire fino a via Nemorense (tempo di percorrenza 30 minuti).
Con i Mezzi Pubblici
Con i mezzi pubblici, dalla stazione Metro A di Anagnina si può prendere un bus Cotral per Genzano, fino al bivio Genzano-Nemi e poi prendere la coincidenza per Nemi o la navetta intercomunale Genzano-Nemi. Con il treno, da Roma Termini c’è la linea Roma-Albano e, da Albano, il bus Cotral per Nemi.
Cronaca
Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.
Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano
Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.
Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle
Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.
Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori
Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?
Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino
Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.
Attualità
Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.
Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.
Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…
La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.
E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.
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