Attualità
Richiesti oltre un milione di euro di risarcimento

Il ricorso in Appello per il risarcimento
I famigliari di un paziente morto per un’infezione all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina faranno ricorso in Appello per la cifra di 30mila euro, che il giudice ha stabilito per il risarcimento. La richiesta iniziale era di un milione di euro.
La sentenza del Tribunale di Latina
Trentamila euro è la cifra che il Tribunale di Latina ha riconosciuto come risarcimento per i famigliari di un paziente morto all’ospedale Santa Maria Goretti a causa di un’infezione. Il decesso riguardava un ottantenne nel 2013, vittima di un’infezione che si è rivelata fatale.
Responsabilità dei sanitari e ritardo nella diagnosi
Secondo quanto emerso durante l’indagine, i sanitari del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina avrebbero ritardato la diagnosi di recidiva del meningioma, causando una grave infezione che ha portato al decesso del paziente. L’intervento chirurgico non sarebbe stato eseguito correttamente, lasciando una massa tumorale non rimossa.
I motivi del ricorso in Appello
I famigliari ritengono che i medici non abbiano informato adeguatamente né il paziente né la famiglia sui rischi legati all’operazione. Per questo motivo, faranno ricorso in Appello per ottenere un risarcimento più congruo rispetto ai 30mila euro stabiliti dal giudice.
Attualità
Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.
Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.
Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…
La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.
E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.
Attualità
Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

Un presunto caso di ricatto ha coinvolto un’ex amante scambista, che avrebbe minacciato un uomo di inviare foto compromettenti alla moglie se non fossero stati pagati 5.000 euro. Secondo quanto riportato, ‘l’uomo ha ricevuto un messaggio dove si richiede il pagamento in cambio del silenzio’.
Le autorità sono state allertate e hanno avviato un’indagine per identificare la donna e valutare le azioni legali da intraprendere. L’episodio ha suscitato un dibattito sulle pratiche di ricatto e sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire tali situazioni.
Il caso evidenzia l’importanza della consapevolezza e della sicurezza nella vita privata, specialmente in un contesto digitale dove le informazioni personali possono essere facilmente utilizzate contro di noi.
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