Attualità
Roberto Cattaneo, maresciallo dell’Esercito, muore a 56 anni

Tragedia a Monte Romano
Tragedia a Monte Romano, in provincia di Viterbo, dove Roberto Cattaneo, 56enne maresciallo dell’Esercito, è morto in un incidente stradale in moto sull’Aurelia bis.
Il Profilo di Roberto Cattaneo
È Roberto Cattaneo il motociclista cinquantaseienne morto ieri dopo un incidente stradale sulla via Aurelia bis, nel Comune di Monte Romano. Il sinistro è avvenuto intorno alle ore 17 di venerdì 17 maggio nel territorio della provincia di Viterbo. Roberto era un maresciallo dell’Esercito italiano, abitava da un po’ di tempo a Tarquinia ma era originario del capoluogo dell’Alto Lazio. La notizia della sua tragica e prematura scomparsa si è diffusa rapidamente e la comunità si è stretta intorno alla famiglia, in attesa che la salma riceva il nulla osta dalla Procura e che venga fissata la data del funerale, per dargli l’ultimo saluto.
I Messaggi di Cordoglio per Roberto Cattaneo
Tantissimi i messaggi d’addio da parte di parenti, amici, colleghi e conoscenti, che ricordano Roberto Cattaneo con stima e affetto. Tra questi c’è anche il messaggio del Comune di Tarquinia: “L’Amministrazione Comunale esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Roberto Cattaneo – si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook istituzionale – Questa notizia lascia nello sconforto tutta la comunità cittadina, riconoscendo quanto Roberto amasse Tarquinia, pur non essendoci nato. Uomo stimato da tutti per il suo profondo senso civico e morale, sportivo appassionato, apprezzato per la sua schiettezza e per il suo senso del dovere. Alla sua famiglia giunga l’abbraccio di tutta la Città”.
L’Incidente in cui è Morto Roberto Cattaneo
Al momento in cui sono accaduti i drammatici fatti che hanno portato alla sua scomparsa Roberto era in sella alla sua moto e stava percorrendo via Aurelia bis, quando, improvvisamente, per cause non note e ancora in corso d’accertamento, si è scontrato con un’auto. L’impatto è stato violento. Ad avere la peggio è stato il motociclista. Date le sue condizioni di salute, che sono parse fin da subito gravissime, sul posto è atterrata un’eliambulanza, con il personale sanitario a bordo, che lo ha preso in carico e lo ha trasportato in volo al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Roberto però non ce l’ha fatta, è deceduto a causa delle gravi ferite e dei traumi riportati, che non gli hanno lasciato scampo. Presenti per i rilievi di rito i carabinieri di competenza territoriale, che hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto.
Cronaca
Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.
Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano
Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.
Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle
Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.
Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori
Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?
Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino
Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.
Attualità
Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.
Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.
Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…
La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.
E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.
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