Attualità
Auto contromano in autostrada: sorprese su quattro ruote!

Incidente allarmante sull’A1: veicoli circolano in direzione opposta dopo un tragico sinistro.
Un’immagine che rappresenta la pericolosa situazione con auto ferme e contromano (Frame dal video di Welcome to Favelas)
Situazione critica sull’A1
Ieri, domenica 22 settembre, si è verificato un gravissimo incidente sull’A1, in prossimità della diramazione Roma Nord verso Fiano Romano. Due veicoli sono stati coinvolti in una collisione fatale che ha provocato un morto e un ferito. Per facilitare le operazioni di soccorso e permettere alle autorità di effettuare i rilievi necessari, il traffico è stato bloccato, generando lunghe code.
Fuga all’indietro degli automobilisti
In seguito all’incidente, diversi automobilisti fermi in coda hanno deciso di fare retromarcia, intraprendendo un percorso contromano per diversi chilometri. Questa manovra, estremamente rischiosa, avrebbe potuto provocare ulteriori tragedie. Video condivisi sulla pagina Instagram Welcome to Favelas mostrano come l’autostrada sia stata ingolfata, trasformando un normale flusso di tre corsie in un caos di sei corsie, con veicoli in viaggio nella direzione opposta. Per fortuna, non si sono registrati ulteriori decessi o feriti in questo frangente. Il tratto tra Settebagni e Castelnuovo di Porto è rimasto temporaneamente chiuso in direzione della A1 Milano-Napoli.
Il tragico incidente di ieri
Purtroppo, il sinistro ha avuto esiti mortali per un uomo di settantaquattro anni, le cui gravi ferite non gli hanno lasciato scampo. I vigili del fuoco del Comando provinciale di Roma sono intervenuti sul posto con una squadra, supportati dal personale sanitario, per estrarre i coinvolti dalle lamiere dell’auto. La persona ferita è stata immediatamente trasportata in ospedale, ma al momento non si conoscono dettagli sulle sue condizioni. La salma della vittima è stata trasferita presso l’obitorio locale, mentre le indagini sul sinistro sono in corso.
Attualità
Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.
Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.
Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…
La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.
E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.
Attualità
Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

Un presunto caso di ricatto ha coinvolto un’ex amante scambista, che avrebbe minacciato un uomo di inviare foto compromettenti alla moglie se non fossero stati pagati 5.000 euro. Secondo quanto riportato, ‘l’uomo ha ricevuto un messaggio dove si richiede il pagamento in cambio del silenzio’.
Le autorità sono state allertate e hanno avviato un’indagine per identificare la donna e valutare le azioni legali da intraprendere. L’episodio ha suscitato un dibattito sulle pratiche di ricatto e sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire tali situazioni.
Il caso evidenzia l’importanza della consapevolezza e della sicurezza nella vita privata, specialmente in un contesto digitale dove le informazioni personali possono essere facilmente utilizzate contro di noi.
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