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La Tragica Scomparsa di Massimiliano Frumenti: Un Viaggio nell’Arte di un Talento Romano

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La Tragica Scomparsa di Massimiliano Frumenti: Un Viaggio nell’Arte di un Talento Romano

Massimiliano Frumenti: un artista romano perde la vita in un tragico incidente

La comunità artistica è in lutto per la prematura scomparsa di Massimiliano Frumenti, un talentuoso artista romano di cinquantasette anni, che ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto domenica scorsa sull’autostrada A19, che collega Palermo a Catania. Originario di Roma, Frumenti aveva fatto di Catania la sua casa negli ultimi anni, dove ha continuato a lavorare con passione nel suo campo.

Una vita dedicata all’arte

Massimiliano Frumenti era conosciuto non solo per il suo talento artistico, ma anche per la sua indole gentile e affettuosa. Prima di stabilirsi in Sicilia, aveva trascorso gran parte della sua vita a Roma, dove aveva avviato la sua carriera artistica. La decisione di trasferirsi in Sicilia era legata al desiderio di riconnettersi con le sue radici familiari, dato che sua madre era originaria di Siracusa. Frumenti ha esposto le sue opere in diverse mostre e gallerie, contribuendo notevolmente al panorama culturale sia a Roma che in Sicilia.

L’incidente mortale

La tragedia si è consumata mentre Massimiliano Frumenti viaggiava a bordo della sua auto, un’Opel Agila, lungo l’autostrada A19. Per motivi ancora da chiarire, il suo veicolo si è scontrato con un’altra auto, sempre un’Opel Agila, nei pressi del chilometro 82. L’intensità dell’impatto è stata devastante, e nonostante i tempestivi interventi del personale medico, non è stato possibile salvare la vita all’artista. Nella collisione, una donna e il suo bambino sono rimasti feriti, richiedendo urgentemente assistenza medica.

Messaggi di cordoglio e ricordi

La notizia della morte di Massimiliano Frumenti ha scatenato una serie di messaggi di cordoglio sui social media, riempiendo il web con espressioni di affetto e ammirazione per l’artista. Una conosciuta ha scritto: “Non riesco ancora a crederci. Ti ho incontrato circa un anno fa e sei una persona meravigliosa. La tua dolcezza ci mancherà.” Un altro amico, Gianni, ha scritto un commovente messaggio in cui si rivolge a Frumenti paragonandolo a Prometeo, sottolineando il suo impegno per il bene degli altri.

Indagini in corso

Dopo l’incidente, i servizi di emergenza sono intervenuti immediatamente. I paramedici hanno cercato di rianimare Frumenti purtroppo senza successo. La madre e il bambino feriti sono stati trasportati d’urgenza in ospedale tramite un’eliambulanza, e al momento sono ricoverati in gravi condizioni. Gli agenti della polizia stradale sono giunti sul luogo per avviare le indagini necessarie a ricostruire la dinamica dell’incidente.

Il ricordo di Massimiliano Frumenti rimarrà impresso nel cuore di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e apprezzare la sua arte.

Cronaca

Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

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Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.

Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano

Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.

Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle

Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.

Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori

Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?

Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino

Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.

Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.

Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…

La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.

E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.

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