Cronaca
«Misteri e sospetti: la polizia sulle tracce di Alberto e dell’Avon»
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Il Riquadro della Memoria di Regina Martusciello
Regina Martusciello, ex studentessa della scuola di musica “Tommaso Ludovico da Victoria”, ha offerto la sua testimonianza sulla scomparsa di Emanuela Orlandi durante un’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta. Entrambe facevano parte del coro della scuola; sebbene non fossero amiche intime, condivisero un percorso musicale: Emanuela era flautista, mentre Regina cantava.
Il Rievocare degli Interrogatori
Martusciello ha descritto il momento in cui la polizia la prelevò a Santa Severa per interrogarla insieme a due amiche. Le domande rivoltele erano incentrate soprattutto su un episodio legato al marchio Avon. Inoltre, si soffermò su un giovane di nome Alberto, noto per il suo interesse nei confronti di Emanuela. Nonostante questa attrazione, Martusciello ha chiarito che non ci fu mai uno sviluppo significativo in quella relazione, suggerendo che Emanuela stessa potrebbe non essere stata consapevole dell’interesse di Alberto.
Le Riflessioni di Claudio Gerino
Claudio Gerino, giornalista per Repubblica all’epoca della sparizione di Emanuela Orlandi, ha condiviso i suoi ricordi con la Commissione bicamerale d’inchiesta. Durante il suo intervento, ha rivelato che la polizia, principale fonte di informazione per lui, non fornì mai dettagli chiari sull’accaduto. Parlarono invece di esecutori coinvolti in un’operazione che non si limitava a un normale rapimento a sfondo sessuale, ma che poteva essere orchestrata da mandanti legati alla criminalità organizzata con specifici interessi verso la ragazza.
In risposta a una domanda riguardante la presenza di informazioni non rese pubbliche all’epoca ma potenzialmente utili per le attuali indagini, Gerino ha espresso la sua delusione per la mancanza di novità. Ha aggiunto che la sottovalutazione del caso nelle sue fasi iniziali da parte degli inquirenti è qualcosa che lo lascia ancora insoddisfatto; credeva infatti che i primi tre giorni fossero fondamentali per fare luce sulla situazione.
Conclusioni Sulla Scomparsa di Emanuela Orlandi
Le testimonianze di Regina Martusciello e Claudio Gerino, pur partendo da prospettive diverse, contribuiscono entrambe a un quadro intricato e complesso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Ogni ricordo offre un pezzetto di quella realtà sfuggente, che ancora oggi solleva interrogativi e lascia una scia di mistero.
Cronaca
Prime dieci sospensioni effettuate
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Rientro amaro per alcuni studenti romani che ieri hanno ripreso le lezioni in presenza, mentre sono iniziate le sospensioni per coloro coinvolti nelle recenti occupazioni. Al liceo classico Virgilio, la sanzione ha colpito un solo studente per la sua partecipazione a varie mobilitazioni, inclusa una protesta in cui è stata bruciata una foto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Per lui sono stati disposti 10 giorni di sospensione, con la curiosità su eventuali misure disciplinari per gli altri coinvolti.
Al liceo Cavour, dieci studenti hanno subito sanzioni, la cui durata è iniziata ieri, sebbene l’obbligo di frequenza sia mantenuto. I ragazzi hanno infatti organizzato un sit-in di protesta contro le “misure di repressione”, evidenziando le punizioni disciplinari che comportano fino a 15 giorni di sospensione, ore di volontariato con la comunità di Sant’Egidio e letture di “Il maestro e Margherita” di Bulgakov e “Contro il fanatismo” di Amos Oz.
I DANNI
Il tema delle sanzioni è strettamente legato al risarcimento danni. I collettivi studenteschi stanno attivando raccolte fondi anonime per evitare che solo pochi vengano identificati come responsabili. Al Morgagni sono stati raccolti oltre 4700 euro, mentre al Virgilio la somma ha superato i tremila. Due studenti del Visconti sono stati individuati come responsabili sulla base di una foto pubblicata su Instagram e dovranno coprire un risarcimento di 7200 euro. Gli studenti di Visconti avvertono che, in caso di mancato risarcimento, potrebbero affrontare un processo penale con la costituzione di parte civile da parte del ministro Valditara.
LA RIAPERTURA
In contrasto, il rientro per gli studenti del liceo Gullace di Roma è stato più gratificante, poiché sono tornati nella sede centrale dopo due mesi di chiusura. La struttura di piazza dei Cavalieri del Lavoro era stata chiusa per lavori di messa in sicurezza sismica. Dopo disagi legati a incendi e trasferimenti, dal 7 gennaio l’edificio ha riaperto, accogliendo nuovamente studenti con 22 aule riattivate. Daniele Parrucci ha spiegato che sono stati forniti banchi e sedie mancanti, e che sono stati eseguiti interventi di manutenzione per garantire l’operatività dell’edificio in sicurezza.
Cronaca
Furti e aggressioni nelle abitazioni di coppie di anziani, arrestata la banda
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Pericolosi, violenti e specializzati in furti in abitazione. Cinque banditi sono stati arrestati dai carabinieri di Frascati dopo aver messo a segno otto colpi tra Grottaferrata, Centocelle e Fidene tra l’11 e il 27 novembre. Le indagini hanno incluso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e satellitari. La “centrale operativa” della banda era situata nel campo rom di via dei Gordiani, dove è stato arrestato il capo, Luigi D. G., di 54 anni, insieme alla compagna, Laura M., di 34 anni. Tre altri complici, già in carcere per reati analoghi, erano Valentino M., di 27 anni, Florin T. e Alex M., entrambi di 24 anni.
LA SEQUENZA
La banda operava con modalità collaudate. A bordo di una Jeep Renegade noleggiata, il capo accompagnava i complici nei luoghi dei furti, prendendo di mira abitazioni di anziane coppie. Il primo allarme era scattato l’11 novembre a Grottaferrata, dove hanno fatto irruzione in due appartamenti, rubando oggetti per un valore di 10mila euro. Una vicina, insospettita, ha fotografato la targa del veicolo, attivando il “Targa System”. Dopo, i ladri hanno continuato a colpire, aggredendo anche un anziano in casa sua il 16 novembre con minacce di morte.
SOTTO LA LENTE
Le indagini non si fermano qui. Le utenze telefoniche del capo e della compagna continuano a essere monitorate anche dopo gli arresti. I complici detenuti hanno contattato Luigi D. G. e Laura M. tramite telefoni a loro disposizione in carcere. Nelle conversazioni registrate, hanno chiesto aiuti economici e minacciato di denunciarli se non ricevessero supporto. Gli investigatori stanno dunque esaminando un secondo filone d’indagine riguardante il traffico di telefoni e sim all’interno delle carceri.
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