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Ostia sotto assalto: strade allagate, tombini bloccati e alberi in frantumi!

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Ostia sotto assalto: strade allagate, tombini bloccati e alberi in frantumi!

Maltempo a Roma: Disagi Diffusi e Danni Oggi, 13 Settembre 2024

La capitale italiana, Roma, oggi vive una giornata di maltempo acuito dalla pioggia incessante. La situazione si presenta critica: strade allagate, tombini straripanti, alberi caduti e mareggiate lungo le coste, creando non pochi problemi ai cittadini e ai turisti.

L’allerta meteo e i suoi effetti

A seguito di un’allerta gialla emessa il giorno precedente, la città ha subito i contraccolpi di una forte pioggia durante la notte fra giovedì 12 e venerdì 13 settembre. Le difficoltà sono state particolarmente evidenti nei principali assi viari e nelle zone più vicine al mare, mostrando un copione già vissuto in altre occasioni di maltempo a Roma.

Disagi per i pendolari: treni bloccati

Il maltempo ha avuto un impatto significativo sul trasporto ferroviario. Durante le prime ore della mattinata, due alberi caduti hanno interrotto la circolazione dei treni, rendendo difficoltoso il viaggio per i pendolari. I servizi della linea Fl8, che collega Roma a Nettuno, hanno subito irregolarità a causa della presenza di un albero sulla linea fra le stazioni di Padiglione e Aprilia. Anche la Roma Viterbo ha visto la propria circolazione fermata per la rimozione di un altro albero, stavolta tra Crocicchie e Bracciano.

Strade impraticabili e traffico congestionato

Già dalle prime luci dell’alba, il capoluogo laziale ha dovuto affrontare strade allagate. Le aree più colpite includono Prati, con gravi disagi in viale delle Milizie e sulla circonvallazione Nomentana, oltre a preoccupanti allagamenti in viale Manzoni e nelle vicinanze del Colosseo. In diverse zone, i cittadini sono scesi in strada per cercare di risolvere la situazione, sturando i tombini per far defluire l’acqua. Anche le zone più periferiche come Casal del Marmo hanno subito pesanti conseguenze, come dimostrano le immagini condivise sui social media.

Alberi caduti e mareggiate nelle aree costiere

La caduta di alberi ha rappresentato un ulteriore problema, con diverse arterie stradali bloccate, tra cui via Labico, chiusa in direzione di Villa De Sanctis. Anche l’Eur ha riportato danni, con chiusure tra via Sudafrica e via Uganda. Le mareggiate hanno causato danni significativi agli stabilimenti balneari di Ostia, dove cabine e strutture sono stati distrutti, lasciando segni evidenti della forza della natura lungo la costa.

Conclusioni

In sintesi, Roma affronta una giornata di maltempo che porta con sé disagi e problematiche già ben note. I cittadini e i pendolari si trovano a fronteggiare una situazione difficile, tra strade impraticabili e trasporti pubblici in difficoltà, mentre i residenti delle zone costiere devono fare i conti con i danni causati dalle mareggiate. È auspicabile un rapido miglioramento delle condizioni meteo per tornare alla normalità.

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Cronaca

Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

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Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.

Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano

Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.

Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle

Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.

Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori

Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?

Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino

Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.

Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.

Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…

La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.

E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.

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