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Partiamo con la grande battaglia contro i rifiuti!

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Partiamo con la grande battaglia contro i rifiuti!

Inizio dei Lavori per la Rinascita del Circolo degli Artisti di Roma

Domani si darà il via ai lavori di pulizia all’interno dell’ex Circolo degli Artisti, situato nella capitale. La consigliera del partito Democratico, Erica Battaglia, ha dichiarato: “Questo luogo tornerà a risplendere, proprio come insegnano i poeti. Garantiremo che le decisioni prese in Aula non restino parole vuote. Roma necessita di un nuovo Circolo degli Artisti, che possa diventare un laboratorio per giovani talenti, un centro di creatività underground e una fucina di attività sociali”.

Il Futuro del Circolo degli Artisti

La questione del futuro del Circolo degli Artisti è stata sollevata sin dal 2022, quando l’Assemblea capitolina ha adottato una mozione che invitava il sindaco a ripristinarlo come “spazio per il rock indipendente”. Un significativo passo avanti verso la riapertura avrà luogo domani, segnando l’inizio dei lavori di rimozione della vegetazione e della spazzatura accumulata nel vecchio locale situato in via Casilina Vecchia. Questo storico punto di riferimento della vita notturna romana è stato chiuso dal 2015, con un’assenza ormai di quasi dieci anni.

“Siamo entusiasti di questa iniziativa, dopo un lungo periodo di attesa che alla fine sembra avere portato i suoi frutti,” ha commentato l’assessora Battaglia. “L’Aula Giulio Cesare ha preso una decisione importante, chiedendo all’assessore all’Ambiente e a quello al Patrimonio di restituire alla città un importante punto di riferimento culturale e sociale.”

Il Ruolo Culturale del Circolo

Battaglia ha sottolineato l’importanza di questa operazione: “Domani saremo al fianco dell’Amministrazione, supportando questa significativa azione di valorizzazione e chiedendo una rapida rigenerazione culturale di questa area della città. È innegabile l’eredità sociale e culturale che il Circolo ha rappresentato per Roma.”

Reiterando la sua posizione, la consigliera ha affermato: “Questo luogo tornerà a brillare, come ci insegnano i grandi poeti. Monitoreremo affinché il processo avviato in Aula continui. Roma ha bisogno di un nuovo Circolo degli Artisti, un centro dedicato ai talenti emergenti, uno spazio per la creatività underground e un punto di aggregazione sociale. Ci sono angoli di Roma che devono essere restituiti alla comunità; stiamo iniziando a ripristinare ciò che è stato un rifugio culturale e un simbolo di sicurezza urbana per tante generazioni. È tempo che tutto questo torni a vivere.”

Alla fine di luglio, il tema del Circolo degli Artisti è tornato alla ribalta quando la polizia è intervenuta sul posto, trovando la porta del vecchio locale forzata e del materiale abbandonato all’interno. Tuttavia, all’interno non c’era nessuno. Successivamente, l’immobile è stato riaffidato al Comune di Roma.

Fonte Verificata

Cronaca

Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

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Cicalone, fa rosicare i rosiconi e dà voce a chi non ce l’ha. “Altro che divano, provateci voi!”

Cicalone è tornato a colpire, e i rosiconi da tastiera possono solo mordersi le mani! Il noto youtuber, che da anni gira le periferie più dimenticate d’Italia per mostrare al mondo quello che nessuno vuole vedere, sta facendo impazzire chi lo critica stando comodamente seduto sul divano. Con i suoi video crudi e senza filtri, Cicalone porta alla luce volti, storie e persone che per troppi sono invisibili: ragazzi sfruttati, usati come pedine da chi vuole fare la morale o raccattare qualche like, ma che in realtà non ha mai messo piede in quei posti. E allora ben vengano personaggi come lui, che hanno il coraggio di accendere i riflettori su un’Italia che fa paura, ma che esiste eccome.

Cicalone dà voce agli invisibili: e i rosiconi rosicano

Cicalone non fa video per fare il figo o per raccattare visualizzazioni facili. Lui va dove gli altri non osano: nelle periferie abbandonate, tra palazzoni fatiscenti e strade che sembrano uscite da un film distopico. Qui incontra persone che la società ha dimenticato: giovani in preda all’alcol o a sostanze, spesso sfruttati da chi li usa per i propri scopi – che sia per fare propaganda politica o per sentirsi “impegnati” senza muovere un dito. Cicalone non giudica, non fa la morale: mostra e basta. E questo dà fastidio a chi preferirebbe tenere tutto sotto il tappeto. “Sta spettacolarizzando il degrado!”, strillano i rosiconi sui social. Ma la verità è che Cicalone sta facendo quello che loro non hanno il coraggio di fare: dare un volto e una voce a chi non ce l’ha.

Altro che chiacchiere: Cicalone rischia la pelle

Parlare è facile, ma provateci voi a stare faccia a faccia con questi ragazzi! Cicalone non gira con una scorta, non ha uno staff che lo protegge: va da solo, con la sua telecamera, in posti dove un litigio banale può trasformarsi in una tragedia. Ragazzi strafatti di alcol o sostanze, che in un attimo di rabbia possono diventare pericolosi, anche per motivi stupidi. “Vorrei vedere i più ardimentosi dei rosiconi qui, a fare i fenomeni davanti a un tizio che ti fissa con un coltello in mano”, si legge in uno dei commenti dei suoi fan. E come dargli torto? Cicalone rischia la pelle per mostrare una realtà che fa comodo ignorare, mentre i criticoni se ne stanno al sicuro, a pontificare dal loro salotto con l’aria condizionata.

Sfruttati e dimenticati: Cicalone accende i riflettori

Il vero scandalo non è Cicalone, ma quello che mostra. In queste periferie, le persone non sono solo invisibili: sono sfruttate. Vengono usate come simboli da chi vuole fare la vittima o da chi cerca di raccattare consensi, senza mai fare nulla di concreto per aiutarle. Cicalone, invece, non promette soluzioni miracolose: il suo obiettivo è semplice ma potente: portare attenzione su un fenomeno che tutti fingono di non vedere. E ci riesce alla grande, con video che fanno milioni di visualizzazioni e che costringono anche i più distratti a fermarsi e guardare. Ogni volto, ogni storia che racconta è un pugno nello stomaco, ma è un pugno necessario. Perché se non ci fosse lui, chi parlerebbe di questi ragazzi?

Cicalone, un eroe moderno: i rosiconi si arrangino

Mentre i rosiconi continuano a blaterare, Cicalone va avanti per la sua strada, e meno male! Non si piega alle critiche di chi lo accusa di “sensazionalismo” o di “mettere in pericolo” le persone che filma. La verità è che lui sta facendo un lavoro che nessuno ha il coraggio di fare, e lo fa con una sincerità che spiazza. I rosiconi possono continuare a rosicare, ma Cicalone non si ferma: continuerà a girare per le periferie, a mostrare l’Italia che fa paura, a dare voce a chi non ce l’ha. E se questo vi dà fastidio, cari criticoni, alzatevi dal divano e andate a fare qualcosa di utile, invece di sparare sentenze. Cicalone è un eroe moderno, e voi siete solo invidiosi. Punto.

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

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Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.

Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.

Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…

La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.

E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.

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