Attualità
Roma in Rivolta: Manifestanti Occupano il Cantiere di Viale del Pretoriano contro gli Sgomberi!

Manifestazione contro le barriere in viale Pretoriano: “Giubileo dei privilegiati, chiuse le porte all’umanità”
Nella serata di ieri, giovedì 26 settembre 2024, alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nel cantiere di viale Pretoriano a Roma, abbattendo le cancellate che erano state installate di recente. Questa azione è avvenuta dopo un’assemblea che si è tenuta a piazza dei Siculi, nel quartiere di San Lorenzo. I cittadini, dopo aver affrontato le problematiche legate agli sgomberi nella zona, si sono diretti verso il cantiere per manifestare il loro dissenso.
Un appello contro gli sgomberi e le chiusure
Durante la manifestazione, i partecipanti hanno lanciato un chiaro messaggio: “Basta sgomberi e cancellate, né qui né altrove.” Le richieste degli attivisti si concentrano sull’esigenza di interrompere le operazioni di sgombero da parte del Comune di Roma e della prefettura. Hanno esortato le autorità a lavorare insieme alle varie associazioni e alla popolazione per promuovere l’integrazione sociale, piuttosto che perpetuare l’emarginazione.
In risposta all’agitazione, l’amministrazione comunale ha invitato i manifestanti a partecipare a un incontro presso il Campidoglio, dove sperano di avviare un dialogo costruttivo. “Siamo disposti al confronto”, hanno affermato le autorità comunali, avvertendo tuttavia che se non si giungerà a soluzioni condivise, la protesta potrebbe intensificarsi oltre il semplice sabotaggio di un cantiere.
Le polemiche sulle cancellate ‘anti clochard’
Le barriere, progettate per aumentare la sicurezza dell’area, hanno acceso un acceso dibattito all’interno del Partito Democratico a Roma. Mentre alcuni esponenti considerano queste misure come necessarie per garantire una certa sicurezza, altri criticano duramente tale approccio, denunciando che rappresenta un’ulteriore forma di esclusione nei confronti dei senza fissa dimora e delle categorie più vulnerabili della popolazione, contribuendo a un clima di ostilità.
Il dibattito è ben lungi dall’essere risolto, e ci si aspetta che gli sviluppi futuri possano portare a nuove azioni di protesta e ulteriori discussioni. Gli attivisti, intanto, continuano a mobilitarsi in favore dei diritti e della dignità per tutti.
Attualità
Immaginate se anziché Prodi, a tirare i capelli fosse stato un esponente del centrodestra

Immaginate se il gesto fatto da Romano Prodi, azione abbastanza ignobile, di tirare i capelli a una giornalista, la quale ha tutto il diritto di fare una domanda lecita, fosse accaduto a un esponente del centrodestra.
Immaginiamo se, al posto del “Mortadella”, presidente del consiglio che ci ha affossato con l’entrata nell’Euro, oltre alle svariate privatizzazione che hanno impoverito l’Italia, al suo posto ci fossero stati il presidente del Senato Ignazio La Russa, oppure quello della camera Lorenzo Fontana, o ancora Fabio Rampelli.
Cosa sarebbe accaduto, mediaticamente parlando, se qualche esponente della destra, avesse tirato i capelli a una giornalista? Facile e anche troppo scontato: tutti i giornali del mainstream vicini all’aria progressista, avrebbero fatto dei titoli e delle considerazioni molto più severe, appellandosi al maschilismo, all’urgente bisogno di sconfiggere il patriarcato, al fatto che la violenza fascista è sempre dietro l’angolo ecc…
La mancanza di rispetto per i giornalisti non ha colore, e invece tutto tace nelle redazioni della Repubblica e al TG3.
E allora ci viene da dire dove sta il giornalismo, dove sta la libertà? La verità è che ognuno tira l’acqua al suo mulino, omettendo spesso la verità fattuale.
Attualità
Ricatto dell’ex amante scambista che minaccia di inviare le foto nuda al marito

Un presunto caso di ricatto ha coinvolto un’ex amante scambista, che avrebbe minacciato un uomo di inviare foto compromettenti alla moglie se non fossero stati pagati 5.000 euro. Secondo quanto riportato, ‘l’uomo ha ricevuto un messaggio dove si richiede il pagamento in cambio del silenzio’.
Le autorità sono state allertate e hanno avviato un’indagine per identificare la donna e valutare le azioni legali da intraprendere. L’episodio ha suscitato un dibattito sulle pratiche di ricatto e sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire tali situazioni.
Il caso evidenzia l’importanza della consapevolezza e della sicurezza nella vita privata, specialmente in un contesto digitale dove le informazioni personali possono essere facilmente utilizzate contro di noi.
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